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Verso San Sebastian
   
A due passi da Ferragosto ecco l'ennesima puntata del Pro Tour 2006. Si corre nei Paesi Baschi, dove il ciclismo è qualcosa in più di uno sport. La Classica di San Sebastian è una gara piuttosto recente, nata ad inizio anni Ottanta, ma che ha visto lievitare la propria importanza dopo l'inserimento nella Coppa del Mondo e di conseguenza nel Pro Tour, essendo di fatto la più prestigiosa corsa in linea spagnola. L'Italia ha conquistato questa classica per 6 volte, decisamente una buona media considerando che tutti i successi sono arrivati dal 1991 in poi. Bugno, Chiappucci, Rebellin, Casagrande (doppietta) e Bettini hanno lasciato il proprio nome nell'albo d'oro, dove figura anche Miguel Indurain, che qui ha vinto nel 1990 la sua unica corsa in linea di alto livello. Il tracciato è quello consueto, che prevede l'Alto de Jaizkibel come discriminante: una salita di quasi 8 km, di cui i primi 3 molto duri, sull'8%, e poi un lungo falsopiano dove generalmente un gruppetto con i più forti prende il largo dopo aver sfilacciato il grosso nel tratto duro.
San Sebastian 2005: la vittoria di Zaballa con uno scatto a 3 km dall'arrivo - foto t-mobile-team.com
Dalla vetta mancheranno ancora 32 km, con un'ultima salitella, il Gurutze, che raramente è risultata decisiva. La conformazione del tracciato rende questa gara adatta ad uomini capaci di andare forte in salita, ma dotati anche di un certo spunto in velocità, perchè un arrivo in solitario è piuttosto raro. Un nome che ci viene spontaneo è quello di Damiano Cunego: il veronese della Lampre può sparare qui una delle ultime cartucce buone della sua stagione e meriterebbe un successo di peso. La squadra, con Bruseghin e Petrov che sono andati molto forte in Germania e Figueras che è tornato competitivo, è solida e tutta per lui. Potrebbe essere proprio Cunego tra coloro in grado di fare selezione in salita, insieme ad una Gerolsteiner che si presenta molto forte, con Rebellin, Moletta e Wegmann in ottima condizione, la CSC di Sastre e dei fratelli Schleck, il solito Boogerd e Menchov in una Rabobank dove Freire è in dubbio, un Celestino (Milram) in forte crescita. Sarà interessante anche valutare i progressi di Di Luca (Liquigas) e Bettini (Quickstep), probabilmente ancora in ritardo di condizione per ottenere il grande risultato e soprattutto quelli di Alejandro Valverde che torna nel grande arengo dopo la caduta del Tour. Ci sarà anche Vinokourov con la sua nuova Astana, ma il kazako non ha convinto molto in Germania: è probabile che a questo punto il suo unico, vero obiettivo, sia il Mondiale e non voglia forzare eccessivamente ora. Nel nuovo team spagnolo potrebbe esserci spazio per un bel risultato di Kashechkin, da inserire tra gli outsider più interessanti. Ricordiamo anche che questa corsa negli ultimi due anni è sempre andata alla Saunier Duval di Mauro Gianetti, nel 2004 con Martin Perdiguero (ora in Phonak) e l'anno scorso con Costantino Zaballa (ora in Caisse d'Epargne, ma non partente in questa edizione). Ci sarà un tris? Tra le fila degli uomini in giallo non sembrano esserci fenomeni, ma anche l'anno scorso pareva così e finì in doppietta (Zaballa-Rodriguez). Quest'anno potrebbe essere la volta di un Koldo Gil, che è andato fortissimo in giugno, ma da allora si è fermato, o perchè no, di David Millar: sarà lui a partire con il numero 1 sulla schiena e chissà che questo non gli dia quella spinta in più che gli è necessaria.

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