30
luglio 2006, Vattenfal Cyclassic Amburgo 243 km
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Amburgo
griffata Freire
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| Ecco
un'altra corsa con il marchio caratteristico di
Oscar Freire (Rabobank). Il tricampione del mondo
si è nascosto per oltre 5 ore spuntando nella
volata finale dalla ruota di Zabel (Milram) e
Pozzato (Quickstep) a pochi metri dal traguardo
per bruciare tutti. Ora che è stato finalmente
lasciato in pace dai guai fisici, Oscarito sta
cominciando a monetizzare con una certa costanza,
come già visto al Tour ed ancor prima in
Svizzera. La gara tedesca è stata, come sempre,
risolta nel finale dopo che il Waseberg aveva
sfilacciato il gruppo, ma senza consentire grandi
differenze. I primi ad animare la corsa erano
stati Andriotto (Liquigas), Bodrogi (C. Agricole)
e Sweet (Wiesenhof), con l'italiano che era però
urtato da una motoripresa e costretto al ritiro
dopo la conseguente botta. Gli altri due hanno
resistito al vento fino ad una sessantina di km
dal traguardo, quando il gruppo è tornato
compatto. Dopo qualche scaramuccia è stato
Gilbert (FdJeux) a lanciare il successivo attacco
ad una trentina di km dall'arrivo. |
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| Al belga si è aggiunto Wegmann
(Gerolsteiner), che ha lasciato il gruppo sul
penultimo passaggio del Waseberg, la collinetta
di 400 metri al 16% che caratterizza la
Cyclassic, per accumulare fino ad una quarantina
di secondi di vantaggio. In breve però il gruppo
si è riorganizzato ed ha annullato il tutto, con
l'ultima "scalata" al Waseberg in cui
si è esaltato Ballan (Lampre) che ha
stiracchiato il gruppo portando via una
quindicina di atleti. Anche quest'azione si è
però rivelata infruttuosa: un po' di indecisione
ed una tirata a fondo di Rebellin (Gerolsteiner)
hanno spezzato dapprima i battistrada lasciando
davanti anche Moletta (Gerolsteiner), Paolini
(Liquigas), Figueras (Lampre), Mori (Saunier
Duval) e Celestino (Milram), un sestetto tutto
azzurro che è stato riacciuffato dalla rincorsa
della Quickstep con Bettini in ruolo di gregario.
Davanti si sono così ritrovati ancora una
quarantina di uomini che si sono giocati il
successo in volata. La Lampre ha provato a
guidare il suo Napolitano, ma l'azione è stata
scoordinata, col velocista rimasto troppo dietro
rispetto ai compagni, e così è stato Tosatto
(Quickstep) a tirare fuori Pozzato in pole
position: il veneto si è però visto affiancare
da Zabel e negli ultimi metri da Freire, con
quest'ultimo che ha piazzato il solito finale
irresistibile. A Zabel la piazza d'onore, a
Pozzato il terzo posto, quindi Nuyens (Quickstep)
ed il giovane Ciolek (Wiesenhof). 8° Figueras,
subito davanti a Napolitano. |
| Oscar Freire, Rabobank:
"Questo percorso è perfetto per la mia
condizione attuale. Non sapevo se avevo vinto,
perchè siamo arrivati in tre davvero insieme.
C'è stato un attimo di confusione, alcuni
dicevano che avevo vinto io, altri che aveva
vinto Zabel. E' stato uno sprint difficile:
Wegmann ha cercato di chiudermi la porta ed ho
perso del tempo, ma poi ho fatto una bella
volata" |
| Erik Zabel, Milram:
"E un vero peccato non essere riuscito
a vincere la mia seconda classica di Amburgo.
Sarebbe stato importante per me e anche per la
mia squadra, la Milram, che in Germania ha
interessi commerciali. Sapevo che cerano
uomini veloci e che sarebbe stato difficile
spuntarla. È stata una bella corsa e la mia
squadra si è mossa molto bene nelle fasi finali,
da Knees a Schroder prima a Celestino e Velo poi.
Ora spero di riuscire a fare bene al Giro di
Germania. |
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