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Protagonisti 2005: Alexandre Vinokourov
 
Un incredibile finale di tappa ha consegnato i Campi Elisi a Vinokourov - foto t-mobile-team.com
E' stata una stagione di alti e bassi, quella di Vinokourov, ma in cui gli alti sono stati talmente entusiasmanti e pieni di colpi di genio da cancellare tutto il resto. Palcoscenici tra i più vari, dai Campi Elisi alle grandi salite, dal nord ai Mondiali. Ogni vittoria è stata regalata in maniera diversa, con un'invenzione sempre nuova che ha confermato ancora una volta nel corridore kazako un uomo unico nel ciclismo attuale. Nessuno, come lui, sa sorprendere e vincere con attacchi illogici in un ventaglio di situazioni e terreni così ampi. L'avvio non è stato scintillante come altre volte e tra Parigi-Nizza e le prime classiche delle Ardenne, Vinokourov, complice il momento no della T-Mobile, ha raccolto poco o niente.
E' bastato un giorno però, per rivoltare tutto. Alla sua maniera naturalmente: alla Liegi ha attaccato da lontano con un altro coraggioso di lungo corso, Voigt, portando a termine un'azione da grande ciclismo e battendo il tedesco sul traguardo di Ans. La più antica delle classiche è entrata così nella bacheca del kazako e tutta la T-Mobile ha tirato un sospiro di sollievo. Le altre perle diluite qua e là sono arrivate dal Delfinato e dal Tour de France: quasi sempre con azioni a sorpresa, di quelle che premiano solitamente uomini poco conosciuti cui il gruppo concede un quarto d'ora di gloria. A Vinokourov riesce di trasformare queste azioni da Carneade in vincenti, alla faccia di chi dice che i corridori più forti sono sempre marcati e per loor è quasi impossibile andare in fuga. Al Delfinato è arrivata la vittoria sul Mont Ventoux, dove è riuscito a staccare tutti, Armstrong compreso, anche se in classifica generale ha chiuso la corsa francese solo al 5° posto. E' stato soprattutto il modo di affinare la gamba in vista del Tour, comunque, e Vinokourov si è presentato alla Grande Boucle con grandi possibilità. La prima settimana è arrivata a confermare le velleità del kazako, con un'ottima crono iniziale, le sparate sui primi saliscendi, mentre il compagno di sempre Ullrich arrancava. La prima sfida alpina però ha cambiato il corso del Tour e Vinokourov ha conosciuto una crisi che l'ha sbattuto lontano in classifica. Una difficoltà spiegata con il giorno di riposo nel quale non si sarebbe preparato a sufficienza, presentandosi l'indomani a corto di ritmo-gara. Da lì è cambiato tutto: Vinokourov si è messo a disposizione della lenta risalita di Ullrich, ma ha saputo intagliarsi momenti eccellenti. Già il giorno dopo la crisi è tornato indomito con una lunga fuga assieme a Botero e la vittoria di tappa a Briancon, poi tanti scatti, tutti per aiutare Ullrich, e una strepitosa ultima giornata a Parigi. Sui Campi Elisi, Vino, ha piazzato una rasoiata con McGee per anticipare la volata del gruppo e ha vinto incredibilmente ancora una volta. La classifica finale l'ha visto in un'anomala quinta posizione, con Ullrich sul podio, ma il protagonista maggiore per la squadra tedesca è stato senza dubbio lui. Intanto però la T-Mobile ha deciso di virare la propria strada, puntando tutto su Ullrich per il futuro: Vinokourov ha trova to così un'ottima sistemazione alla Liberty Seguros per il 2006, nella quale potrà finalmente essere il numero 1. Le ultime carte il kazako ha deciso di spenderle al Mondiale, ma l'avvicinamento è rallentato da un intoppo burocratico che gli impedisce di prendere parte al Giro di Polonia. Nonostante la poca preparazione alla corsa iridata non è mancato: è troppa la voglia di rappresentare il proprio paese, del quale è anche campione nazionale. Nonostante i problemi, al Mondiale ha stupito ancora: a metà corsa in coda al gruppo e apparentemente alla frutta, nel finale a battagliere con Bettini e pochi altri. Il risultato non è venuto, ma come sempre lo spettacolo è stato splendido. E per il 2006 partirà una sfida ben delineata: il Tour de France, come primo e unico grande obiettivo di stagione, per la prima volta con la possibilità di correrlo da numero uno indiscusso del proprio team. Anche stavolta ci sarà da divertirsi.

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