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Sarà un Tour da scoprire
 
Il Tour tappa per tappa
 
Leblanc e Prudhomme scoprono il percorso del Tour de France 2006 - www.bettiniphoto.net
Per l'edizione numero 93 della sua storia, il Tour de France mette sul piatto tante cose nuove che possono far sì che questa volta alla corsa più grande del mondo si veda davvero lo spettacolo migliore. Niente cronosquadre, qualche salita veramente dura inserita finalmente nel finale e non ad inizio tappa, una prima settimana che sembra più movimentata. A creare un Tour tutto nuovo sarà però, con ogni probabilità, soprattutto il fatto che il padre-padrone degli ultimi sette anni, Lance Armstrong, ha appeso la bici al chiodo. Un Tour, quindi, che può presentarsi finalmente incerto, appassionante, con un percorso in grado di favorire una corsa che presenti cambi di fronte, se non ad ogni giorno, almeno ad ogni settimana.
Vediamo intanto le linee guida del percorso, sul quale poi entreremo ancora più in dettaglio nei prossimi giorni. La partenza sarà da Strasburgo il 1° luglio con il classico prologo, poi dopo una prima tappa tutta attorno alla città alsaziana, ci si sposterà in Lussemburgo, Olanda e Belgio. La tappa numero 3, a Valkenburg, si svolgerà in parte sulle strade mosse dell'Amstel Gold Race e questo dovrebbe garantire una corsa spettacolare. Dall'Olanda al Belgio e il rientro in Francia spostandoci verso la Bretagna, con la prima cronometro a Rennes: 52 km per la 7° tappa. Dopo la tappa domenicale a Lorient i corridori si trasferiranno, sfruttando anche il primo giorno di riposo verso i Pirenei, dove si vivrà la prima tappa di salita mercoledì 12, frazione numero 10 ed arrivo a Pau dopo aver scalato il Sudet e il Marie Blanque. Salite impegnative, ma abbastanza lontane dal traguardo, circa 45 km. Il giorno dopo la sequenza di salite è più serrata, con il mitico Tourmalet in partenza, poi Aspin, Peyresourde, Portillon e l'arrivo in Spagna a Pla de Berret, su una salita lunga ma non particolarmente severa. Ben più impegnative saranno le tappe alpine, sulle quali crediamo si deciderà il Tour. Dopo un piccolo spazio per rifiatare che sarà probabilmente lasciato a qualche fuga da lontano ed il secondo giorno di riposo, si riprenderà a salire martedì 18 con la tappa numero 15 che porta all'Alpe d'Huez, arrivo che non ha certo bisogno di presentazioni. Si correrà tra l'altro subito dopo il riposo, ed anche questa sarà una difficoltà, oltre a dover affrontare in precedenza Izoard e Lautaret. Lo spettacolo prosegue con l'ultimo arrivo in quota: una tappa di 182 km che scala l'infinito Galibier dal versante opposto rispetto a quello dell'anno scorso, poi la Croix-Fry, altra salita lunga e tosta, il più breve Mollard, prima dell'arrampicata finale a La Toussuire di 18 km al 6%. L'ultimo giorno di difficoltà altimetriche è subito dietro l'angolo, e non è affatto tenero: le salite da affrontare sono più brevi ma più ripide della tappa appena passata e le fatiche accumulate si sprecano ormai. Si scalano Saisies, Aravis, Colombiere, la cote de Chatillon e nel finale il durissimo Joux Plane, una salita da scalatori veri, prima della planata di 12 km verso l'arrivo di Morzine. Sono tre tappe una dietro l'altra che faranno certamente grande selezione e lanceranno gli uomini di maggior fondo. Dopo Morzine ci sarà un solo giorno di recupero attivo prima della sfida finale a cronometro di 56 km, che anticipa come sempre di 24 ore il gran finale parigino.
Ci sembra complessivamente un percorso molto più bello di quello degli ultimi anni e che potrebbe essere molto buono per un fondista eccellente come Ivan Basso. "E' un percorso che mi piace" ammette il varesino "il mio avversario principale sarà Ullrich, poi Vinokourov, Valverde e Kloden. Continuerò a lavorare a cronometro e salterò il Giro d'Italia per concentrarmi solo sul Tour". Di diverso avviso è Richard Virenque: "Su un percorso del genere vedo bene Vinokourov, davanti a Basso e Ullrich. Mi sarebbe piaciuto molto un percorso così, con tante tappe lunghe e molto aperto per gli scalatori". Anche Valverde ci proverà: "Cercherò di vincere delle tappe e di essere all'altezza dei grandi favoriti come Basso ed Ullrich. Devo lavorare ancora molto sulle cronometro, il mio punto debole. L'assenza della cronosquadre non mi dispiace di certo, ma i km individuali sono ancora molti. Sarà importante arrivare all'ultima settimana con delle energie perchè la corsa si deciderà lì". Non tutti però sono contenti della mancanza della cronosquadre, è il caso del Ds della CSC di Basso, Alain Gallopin: "Dopo quello che è accaduto l'anno scorso (sconfitta di misura dopo la caduta di Zabriskie, ndr) saremmo stati i favoriti della cronosquadre, siamo molto dispiaciuti che sia stata tolta. "

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