|
|
Per
l'edizione numero 93 della sua storia, il Tour de
France mette sul piatto tante cose nuove che
possono far sì che questa volta alla corsa più
grande del mondo si veda davvero lo spettacolo
migliore. Niente cronosquadre, qualche salita
veramente dura inserita finalmente nel finale e
non ad inizio tappa, una prima settimana che
sembra più movimentata. A creare un Tour tutto
nuovo sarà però, con ogni probabilità,
soprattutto il fatto che il padre-padrone degli
ultimi sette anni, Lance Armstrong, ha appeso la
bici al chiodo. Un Tour, quindi, che può
presentarsi finalmente incerto, appassionante,
con un percorso in grado di favorire una corsa
che presenti cambi di fronte, se non ad ogni
giorno, almeno ad ogni settimana. |
| Vediamo intanto le linee guida del
percorso, sul quale poi entreremo ancora più in
dettaglio nei prossimi giorni. La partenza sarà
da Strasburgo il 1° luglio con il classico
prologo, poi dopo una prima tappa tutta attorno
alla città alsaziana, ci si sposterà in
Lussemburgo, Olanda e Belgio. La tappa numero 3,
a Valkenburg, si svolgerà in parte sulle strade
mosse dell'Amstel Gold Race e questo dovrebbe
garantire una corsa spettacolare. Dall'Olanda al
Belgio e il rientro in Francia spostandoci verso
la Bretagna, con la prima cronometro a Rennes: 52
km per la 7° tappa. Dopo la tappa domenicale a
Lorient i corridori si trasferiranno, sfruttando
anche il primo giorno di riposo verso i Pirenei,
dove si vivrà la prima tappa di salita
mercoledì 12, frazione numero 10 ed arrivo a Pau
dopo aver scalato il Sudet e il Marie Blanque.
Salite impegnative, ma abbastanza lontane dal
traguardo, circa 45 km. Il giorno dopo la
sequenza di salite è più serrata, con il mitico
Tourmalet in partenza, poi Aspin, Peyresourde,
Portillon e l'arrivo in Spagna a Pla de Berret,
su una salita lunga ma non particolarmente
severa. Ben più impegnative saranno le tappe
alpine, sulle quali crediamo si deciderà il
Tour. Dopo un piccolo spazio per rifiatare che
sarà probabilmente lasciato a qualche fuga da
lontano ed il secondo giorno di riposo, si
riprenderà a salire martedì 18 con la tappa
numero 15 che porta all'Alpe d'Huez, arrivo che
non ha certo bisogno di presentazioni. Si
correrà tra l'altro subito dopo il riposo, ed
anche questa sarà una difficoltà, oltre a dover
affrontare in precedenza Izoard e Lautaret. Lo
spettacolo prosegue con l'ultimo arrivo in quota:
una tappa di 182 km che scala l'infinito Galibier
dal versante opposto rispetto a quello dell'anno
scorso, poi la Croix-Fry, altra salita lunga e
tosta, il più breve Mollard, prima
dell'arrampicata finale a La Toussuire di 18 km
al 6%. L'ultimo giorno di difficoltà
altimetriche è subito dietro l'angolo, e non è
affatto tenero: le salite da affrontare sono più
brevi ma più ripide della tappa appena passata e
le fatiche accumulate si sprecano ormai. Si
scalano Saisies, Aravis, Colombiere, la cote de
Chatillon e nel finale il durissimo Joux Plane,
una salita da scalatori veri, prima della planata
di 12 km verso l'arrivo di Morzine. Sono tre
tappe una dietro l'altra che faranno certamente
grande selezione e lanceranno gli uomini di
maggior fondo. Dopo Morzine ci sarà un solo
giorno di recupero attivo prima della sfida
finale a cronometro di 56 km, che anticipa come
sempre di 24 ore il gran finale parigino. |
| Ci sembra complessivamente un
percorso molto più bello di quello degli ultimi
anni e che potrebbe essere molto buono per un
fondista eccellente come Ivan Basso. "E'
un percorso che mi piace" ammette il
varesino "il mio avversario principale
sarà Ullrich, poi Vinokourov, Valverde e Kloden.
Continuerò a lavorare a cronometro e salterò il
Giro d'Italia per concentrarmi solo sul Tour".
Di diverso avviso è Richard Virenque: "Su
un percorso del genere vedo bene Vinokourov,
davanti a Basso e Ullrich. Mi sarebbe piaciuto
molto un percorso così, con tante tappe lunghe e
molto aperto per gli scalatori". Anche
Valverde ci proverà: "Cercherò di
vincere delle tappe e di essere all'altezza dei
grandi favoriti come Basso ed Ullrich. Devo
lavorare ancora molto sulle cronometro, il mio
punto debole. L'assenza della cronosquadre non mi
dispiace di certo, ma i km individuali sono
ancora molti. Sarà importante arrivare
all'ultima settimana con delle energie perchè la
corsa si deciderà lì". Non tutti
però sono contenti della mancanza della
cronosquadre, è il caso del Ds della CSC di
Basso, Alain Gallopin: "Dopo quello che
è accaduto l'anno scorso (sconfitta di
misura dopo la caduta di Zabriskie, ndr) saremmo
stati i favoriti della cronosquadre, siamo molto
dispiaciuti che sia stata tolta. " |
|
|