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Squadre 2006: Milram
 
Tutti i corridori
Dal ritiro toscano della Milram sembra essere nata una buona intesa personale tra Zabel e Petacchi. In corsa però i due rischiano di avere obiettivi sovrapposti - www.bettiniphoto.net
La strana coppia di velocisti Petacchi-Zabel sarà il fulcro del nuovo progetto della Milram. Questo nuovo marchio tedesco sarà lo sponsor della squadra di Gianluigi Stanga, la vecchia Domina Vacanze (ed ancor prima De Nardi), in una semitrasmigrazione di una delle poche squadre italiane di altissimo livello rimaste. Per il suo ingresso nel mondo del ciclismo Milram ha puntato su due nomi eccellenti, Petacchi e Zabel, che sembrano però più il frutto di una strategia commerciale che soddisfi la doppia anima (italotedesca) del team piuttosto che una reale convinzione tecnica. La squadra risulta infatti molto sbilanciata, con un'esubero di corridori verso certe corse ed una totale assenza verso molte altre.
Ci sono uomini veloci, velocissimi, un grande treno per aiutarli, tanti giovani tra i più talentuosi, un buon nome (Celestino) per le classiche. Passando dall'altro lato non c'è nessun uomo che possa competere per le gare a tappe ed il complesso sembra orientato troppo sui pochi uomini realmente vincenti e con caratteristiche simili, in assenza dei quali (dovranno pur riposare qualche volta) la Milram non avrà possibilità eccellenti. Petacchi e Zabel, i due velocisti, si diceva, come uomini cardine sui quali far girare la squadra: Petacchi incentrerà la stagione sulla Sanremo, su un primo tentativo di approccio al nord (Fiandre e Gand-Wewelgem) e sul Tour de France, mentre è probabile la rinuncia al Giro. Per fare questo lo spezzino ha traghettato verso la Milram quasi tutti i pezzi pregiati del suo storico treno della Fassa, con cui ha condiviso tante vittorie. Mancherà solo Tosatto (finito alla Quickstep) tra gli ultimi vagoni, motivo per il quale crediamo che Petacchi non faticherà all'approccio con la nuova squadra, che in realtà per lui ha molto di antico con i vari Velo, Sacchi, Ongarato. Ci aspettiamo quindi ancora lo spezzino come uomo da battere alla Sanremo (attenzione però al percorso che potrebbe variare) e nelle tappe piatte del Tour, mentre al nord la sua corsa può essere la Gand più che il Fiandre. Un programma che è molto simile a quello spesso impostato dall'altro capitano della squadra, Erik Zabel. Mister Sanremo (4 vittorie nella Classicissima) dovrà evidentemente piegarsi ai giochi di squadra in favore del compagno più in auge. Un'unica concessione sembra gli sia garantita: la prediletta seconda pelle della maglia verde del Tour, da cercare di vestire attraverso la miriade di traguardi volanti di cui è punteggiata la corsa francese, visto che le tappe saranno blindate per Petacchi. Per il resto la stagione di Zabel potrebbe essere aperta dalle cattive lune del compagno, magari in un Fiandre in cui vanta un'esperienza maggiore, o alla sua rinuncia al Giro d'Italia, dove il tedesco potrebbe far fruttare le straordinarie doti di fondo e presentarsi a Milano vittorioso (di tappa si intende!). Per assecondare i due velocisti la Milram non ha badato a spese, mettendo a disposizione uno stuolino di passisti veloci, uomini da tirata, di prim'ordine. Oltre al treno di provenienza Fassa possono essere impegnati allo scopo anche Simone Cadamuro (anche discreto interprete di qualche semiclassica), Mirko Lorenzetto, Sebastian Siedler, o passistoni come Daniel Becke o Ralf Grabsch. Un'abbondanza in cui davvero le scelte sono sempre di buona levatura. Discorso diverso per il resto delle prospettive della squadra. Le classiche, oltre alle possibilità di Petacchi e Zabel (ma in un novero ristretto di corse), sono affidate a Mirko Celestino. Reduce da una stagione di discreta regolarità ma senza vittorie, in cui miglior risultato è stato un podio all'Amstel, il ligure è in cerca del riscatto ma sembra aver perso lo spunto migliore dei primi anni. Le corse delle Ardenne soprattutto, ma anche la Sanremo, il Lombardia restano comunque terreni in cui Celestino può essere protagonista e raccogliere dei risultati di buon rilievo.
Possiblità ancora più scarne, se non nulle, per le corse a tappe. Partito Honchar, destinazione T-Mobile, lo smantellamento del settore è proseguito con la rinuncia a Belli. Nè alle corse di una settimana, nè tantomeno ai grandi giri, la Milram avrà ambizioni importanti, se non cercare di far crescere qualche giovane, come l'ucraino Grivko, possibile uomo del futuro per Giro o Tour. La cerchia di giovani è interessantissima: oltre a Grivko ci sono corridori già messisi in luce nel 2005, come il kazako Iglinsky (vincitore a Camaiore), Vanotti (3° a Varazze al Giro) o Visconti (qualche bella prestazione nelle semiclassiche italiane), altri in cerca dei primi risultati come Elia Rigotto o lo slovacco Jurco. O i nuovi arrivati dal mondo under 23 tra cui spicca Fabio Sabatini. Tutti alla ricerca della migliore collocazione nel mondo pro. Il più maturo per una corsa di peso sembra essere Iglinsky, che potrebbe anche sorprendere in una classica dal percorso selettivo.
Il nostro giudizio finale sulla Milram non è comunque del tutto positivo: la vecchia Fassa ha insegnato che pur essendo concentrati sull'obiettivo di portare in prima posizione il proprio velocista si può portare avanti anche un discorso diverso, segnando vittorie e podi un po' ovunque, senza invece imbottigliarsi su corridori troppo simili che finiscono per annullarsi.

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