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Squadre 2006: Liberty Seguros
 
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Dev'essere strano vedersi con un'altra maglia dopo tanti anni: Vinokourov guarda la sua nuova casacca con curiosità
Il forzato cambio di leader presenta una Liberty Seguros modificata più nei nomi che nella sostanza. A Roberto Heras, fermato dopo le note vicende doping dell'ultima Vuelta, si sostituisce Alexandre Vinokourov affiancato da una ristretta cerchia di nuovi arrivi che serviranno soprattutto a ruotargli attorno nel Tour de France. Oltre all'ex T-Mobile sono approdati in Liberty altri due kazaki come Kashechkin e Yakovlev, quindi i fratelli Aitor e Unai Osa e qualche neopro spagnolo. A non aver avuto la riconferma sono stati invece Andrle e Hruska, i due cechi in parabola discendente finiti in formazioni di secondo piano, Koldo Gil, passato alla Saunier Duval, ed il pensionato Igor Gonzalez de Galdeano.
Tutto ovviamente oltre all'abbandono forzato di Heras. L'arrivo di Vinokourov non è stato, comunque, conseguenza della sospensione dello spagnolo. I due avrebbero dovuto dividersi i compiti nei grandi giri, con il Tour che sarebbe toccato al kazako. Con il cambio di programma imposto dagli eventi Vinokourov sarà ancora più il numero 1 indiscusso per il Tour, mentre al Giro tornerà buona la candidatura di Michele Scarponi. Tra riconferme e nuovi arrivi ci sarà da spartire una eccellente squadra di spalle, gregari, buoni scalatori e passisti da far invidia a quasi tutte le altre formazioni che puntano sui grandi giri. Questa Liberty infatti, nel solco delle squadre spagnole, è costruita quasi esclusivamente, ed in modo più che buono, per le corse a tappe. A formare la corte attorno a Scarponi e Vinokourov, leader designati per Giro e Tour, troviamo infatti uomini di grande sostanza su tutti i terreni come il tedesco Jorg Jaksche, lo spagnolo Marcos Serrano, il kazako Andrey Kashechkin. Buoni scalatori d'appoggio sono i fratelli Osa, arrivati dalla Balears, mentre Joseba Beloki, appurato quasi definitivamente che il ritorno agli antichi livelli è una chimera, si delinea un ruolo da gregario di lusso per le corse a tappe. Altro uomo importante per i giri è il giovane Alberto Contador. Lo abbiamo già segnalato più volte nella scorsa stagione: secondo noi è uno dei migliori talenti della nuova generazione e quest'anno potrebbe confermarlo come spalla principale di Vinokourov. E' un ottimo scalatore che ha anche una bella propensione alle crono, ma soprattutto uno che ha già dimostrato di non aver paura di attaccare. Davvero tante, quindi, le possibili scelte per Manolo Saiz nei grandi giri, per affiancare gli uomini su cui puntare maggiormente, e tutte di alto livello. Segnaliamo anche la riconferma di Izidro Nozal, una Vuelta da podio nel 2003 e poi più nessun segno di presenza.
Altrove la Liberty può essere sicura protagonista nelle corse a tappe brevi, dove Jaksche, Kashechkin e Contador possono conquistarsi successi importanti e nutrire (soprattutto gli ultimi due) un'eventuale futuro da leader per un grande giro. Non ci stupiremmo di vedere uno di questo uomini conquistare corse come Svizzera, Germania e simili. Diverso il discorso per le corse in linea: Vinokourov ha annunciato che la sua stagione sarà tutta incentrata sul Tour e fin lì non si farà vedere molto. L'uomo più forte per le classiche di primavera naturalmente sarebbe stato lui, ed in sua assenza si riducono molto le possibilità di ben figurare per la Liberty. Giampaolo Caruso ha dimostrato al Lombardia di aver raggiunto un buon standard nelle classiche più toste: secondo noi è un buon piazzato, magari ad Amstel e Liegi. David Etxebarria è ormai lontano dai podi di qualche anno fa in Belgio e non crediamo possa incidere più di tanto. Angel Vicioso può farsi vedere (sul Poggio sanremese fa sempre una capatina) ma è un corridore abbastanza evanescente. Potrebbe rispuntare anche uno Scarponi da Ardenne: qualche tempo fa fu 4° alla Liegi e come antipasto del Giro un podio in Belgio non sarebbe impossibile. L'uomo veloce della squadra è l'australiano Allan Davis, sicuro uomo vincente nelle tappe di corse di medio livello, ma ancora abbastanza appannato nel salto verso le volatone dei grandi giri. L'ultima segnalazione è per Sergio Paulinho, il portoghese argento alle Olimpiadi di Bettini: prima e dopo quel giorno non si è praticamente mai visto: visto che un podio olimpico dovrà pur essere segnale di un certo talento prima o poi almeno un cenno di vitalità dovrà pur darlo.

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