Squadre 2006:
Gerolsteiner
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Due
punte di grande sostanza e regolarità, una per
le classiche ed una per le corse a tappe, qualche
buon giovane in ascesa sono le frecce all'arco
della Gerolsteiner 2006. Una squadra che non è
variata molto rispetto all'anno passato,
confermando i due leader Davide Rebellin e Levi
Leipheimer ed aggiungendo a questi un elemento
interessante come Stefan Schumacher, oltre a
qualche classico gregario come Hiekmann e Kopp.
Anche le uscite sono state pochissime: si è
ritirato dall'attività Peschel, mentre hanno
scelto altre strade Ziegler, Serpellini e
Schmidt. Facile prevedere quindi una stagione
sulla falsariga di quella appena trascorsa. |
| Davide Rebellin è il leader
storico di questa squadra ed il corridore che ha
regalato al gruppo tedesco le gioie più grandi,
soprattutto la fantastica tripletta
Amstel-Freccia-Liegi nel 2004. Da allora il
veneto è tornato un po' a vivere soprattutto di
regolarità e piazzamenti: anche nella stagione
che va ad iniziare sarà lui il faro della
Gerolsteiner nelle corse di un giorno, un faro
che ci aspettiamo ancora a lottare per i primi
posti in tante corse, dalle Ardenne a quelle di
ottobre, magari facendo un pensierino al ritorno
in azzurro. Sì, perchè il tanto discusso
passaggio alla maglia argentina è sempre rimasto
nelle intenzioni e così ora, con qualche
mutamento ai vertici tecnici della federazione,
Davide potrebbe rientrare nel giro. Una manciata
di corridori rampanti affiancherà Rebellin: i
più interessanti sono Fabian Wegmann e Stefan
Schumacher, corridori giovani ma sufficientemente
maturi per figurare nei piani alti di una
classica importante o come cacciatori di tappe ai
grandi giri. Soprattutto Schumacher, al debutto
in una formazione di vertice, può essere una
mina vagante, un uomo da scoprire che potrebbe
sfruttare il fattore sorpresa per qualche
risultato di rilievo. |
| Oltre a Rebellin l'altro uomo di
riferimento della Gerolsteiner è Levi
Leipheimer. E' un po' un Rebellin da corse a
tappe, uno che ha nella regolarità le proprie
doti migliori. Da quando è nel team tedesco è
in costante ascesa: 6° al Tour de France,
vincitore di un bellissimo Giro di Germania
davanti ad Ullrich, quest'anno può compiere un
altro, piccolo passo in avanti. Un posto tra i
primi 5 al Tour diventa così alla portata, anche
se non dobbiamo aspettarci da lui cose clamorose:
buon cronomen, con un passo costante ma non
reattivo in salita, è il classico corridore che
si vede poco ma che c'è sempre. Sembra ormai in
calo invece Georg Totschnig, l'austriaco spesso
protagonista con buone classifiche sia al Giro
che al Tour: paradossalmente però, la sua
fuoriuscita dalle prime posizioni delle generali
l'ha favorito nel trovare il suo giorno di
maggior gloria, con un successo di tappa al Tour
partendo da lontano. Il suo compito, oltre
all'appoggio di Leipheimer (insieme anche a Sven
Montgomery) per il quale è preziosissimo, può
essere ancora quello di cercare una tappa
prestigiosa. E' invece in ascesa il tedesco
Markus Fothen, giovane speranza del ciclismo
teutonico che alla prima esperienza in una corsa
a tappe ha saputo conquistarsi un bel 12° posto
al Giro d'Italia scorso. E' un corridore
completo, ma più passista che scalatore, e che
potrebbe, in futuro, essere anche un buon uomo da
Tour de France. Intanto può crescere, anche ben
figurando nelle corse a tappe brevi, e a riprova
che in Gerolsteiner credono molto in lui gli
hanno affiancato anche il fratello Thomas, neopro
appena arruolato. |
| Tra
gli altri uomini di maggior interesse c'è un
altro giovanissimo, Heinrich Haussler, che ha
vinto una tappa alla Vuelta e può riproporsi
come buon attaccante, mentre Forster e Wrolich
sono buoni velocisti e sicuri piazzati anche in
volate di prestigio. Per i fratelli svizzeri
Zberg, valenti uomini da classiche, sembra invece
imboccata la parabola discendente, soprattutto
per Beat, mentre Markus potrebbe trovarsi ancora
qualche spazietto. Complessivamente si presenta
una Gerolsteiner di buon livello, una squadra
diesel, che ha più chance di avere una presenza
costante nelle posizioni medio-alte piuttosto che
grandi exploit. Un team che non sarà certo in
una posizione chiave nè alle classiche nè ai
grandi giri, anche in virtù di un complesso che
non affiancherà ai capitani dei corridori di
primissimo livello, ma che porterà sicuramente a
casa dei risultati di buon valore. |
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