Squadre 2006: Français des
Jeux
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Movimenti
ridotti al minimo per il ciclomercato della
Française des Jeux. Nessun nome grosso tra i gli
arrivi, Joly, Leblacher e Larsson oltre a due
neopro, e Baden Cooke come uomo di maggior
spessore tra coloro che hanno scelto altre strade
per il 2006. Ne esce quindi una squadra discreta,
con qualche individualità importante, che potrà
lasciare qua e là qualche segno abbastanza
rilevante, anche se nelle corse più importanti
le chance sembrano di secondo piano. L'uomo di
maggior prestigio è l'australiano Bradley McGee,
che sembra aver fallito la prospettiva di
diventare un corridore da corse a tappe, almeno
per i primissimi posti. Il suo tentativo andato a
vuoto, per ora, toglie alla Française des Jeux
l'unica possibile carta per le corse di tre
settimane. |
Il ruolo della squadra nei grandi
giri sembra quindi più orientato a successi
parziali con passisti veloci come Mengin o
Dacruz, mentre per le classifiche McGee e Casar
possono garantire solo piazzamenti intorno al
10-15° posto. L'australiano, eccellente cronomen
e discreto regolarista su certe salite, può
spostare le sue mire alle tappe contro il tempo e
a qualche corsa a tappe breve di prestigio, dove
non soffrirebbe la distanza, un suo tallone
d'Achille.
Se McGee è
il corridore di miglior palmares, invece, secondo
noi, è Philippe Gilbert, giovane belga, a poter
garantire il salto di qualità alla squadra.
Gilbert è un uomo in possesso di un bagaglio
tecnico piuttosto completo, buona velocità, e
che attendiamo nelle classiche a risultati di
prestigio. Le sue caratteristiche possono
renderlo adatto a più tipi di corse: dalla
Sanremo alle Ardenne, fino ad Amburgo e
Parigi-Tours, sono tutte prove in cui può
mettersi in evidenza. In una classica appena
sotto a quelle monumento, come Amstel per
esempio, può essere da podio e, chissà, forse
qualcosa in più. Il resto della squadra non è
di altissimo livello e non può certo garantire a
Gilbert un sostegno molto ampio: tra gli uomini
da classiche resta un corridore di grande
esperienza Frederic Guesdon, una Roubaix in
bacheca e poi qualche piazzamente onorevole.
Buone prospettive ci sono per il velocista
austriaco Bernhard Eisel, spesso vincente negli
sprint delle corse a tappe brevi e poco dietro ai
grandi nelle occasioni più importanti. Ma molta
parte di questa Française des Jeux è assemblata
con corridori che hanno nell'attacco da lontano
la loro caratteristica migliore: gente come
Finot, Joly, Jegou, i già citati Dacruz e
Mengin, tutti uomini che sono animatori sicuri di
corse e tappe di medio-bassa difficoltà
altimetrica, il più delle volte con scarsi
risultati. Il giudizio conclusivo quindi è
quello di una squadra che ha buone carte per
farsi vedere, ma non molte per vincere,
soprattutto nelle gare di maggior prestigio. |
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