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a Benidorm a metà gennaio: Iban Mayo,
David Lopez e Inigo Landaluze si
preparano |
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Squadra
che perde non si cambia. La colorita compagine
basca si appresta ad un altro anno con due uomini
in prima fila che sono tutto fuorchè certezze.
Si parla di Iban Mayo e Haimar Zubeldia,
confermati come punti di riferimento nonostante
un paio di stagioni dal rendimento allarmante. La
Euskaltel d'altra parte è una specie di
nazionale basca e non accetta tra le sue fila
corridori che non provengano dal sub-stato
iberico. Una scelta dettata dalla grande impronta
culturale endemica della terra basca ma che in
qualche caso si rivela un'arma a doppio taglio.
Se da una parte questo è stato un coagulante
eccellente ed ha dato grande visibilità agli
arancioni, d'altro lato c'è da rimarcare che non
sempre in una cerchia cui attingere così
ristretta si possono trovare i corridori di cui
si ha bisogno. |
| Crediamo sia quest'ultimo il caso
della Euskaltel 2006. Secondo l'andamento delle
ultime due stagioni la squadra avrebbe avuto
bisogno di una sostanziale modifica, invece il
quadro resterà pressochè invariato. A lasciare
la squadra sono stato Lopez de Munain, Egoi
Martinez, Aitor Silloniz e Mikel Artexte, uomini
di medio livello. Anche i nuovi innesti non hanno
uno spessore diverso e tra di essi nessuno si
segnala veramente: si tratta di Mayoz, Albizuri,
Aranaga, Hernandez, Ruben Perez ed un paio di
neopro. Davvero troppo poco per modificare la
consistenza della squadra. A questo si aggiunge
la vicenda di Aitor Gonzalez, che aveva dato una
delle poche gioie alla Euskaltel nella passata
stagione vincendo il giro di Svizzera e che poi
è stato pescato all'antidoping durante la
Vuelta. L'arrivo più importante si può
considerare così il nuovo Direttore Sportivo,
Igor Gonzalez de Galdeano, appena sceso di
bicicletta. |
| Gli uomini chiave restano quindi
Haimar Zubeldia e Iban Mayo. Sono due uomini da
corse a tappe diversi, più passista il primo,
scalatore il secondo. Entrambi hanno vissuto il
loro anno di gloria nel 2003, dove al Tour furono
5° e 6° e Mayo vinse sull'Alpe d'Huez staccando
tutti. Da allora Zubeldia è tornato in un
mediocre tran-tran senza infamia e senza lode: un
15° posto all'ultimo Tour si può considerare il
risultato migliore. Il suo momento magico sembra
irripresentabile, proponendolo più come un buon
diesel in grado di essere un appoggio importante
in un grande giro per un capitano che però
latita. Capitano che dovrebbe essere proprio Iban
Mayo. Lo scalatore basco è un corridore di
maggior talento rispetto a Zubeldia, ma la
batosta rimediata nel 2004, quando si presentò
al Tour sulla scia di una lunga sequenza di
vittorie tra cui il Delfinato, e poi cadde in
preda di una crisi paurosa sembra aver lasciato
pesanti conseguenze psico-fisiche. La
mononucleosi contratta in quel periodo ha avuto
la sua parte, ma da allora Mayo è sempre parso
svuotato, come incapace di reagire. Intanto è
passata una stagione e mezzo ed aspettiamo
qualche segnale. Non crediamo che Mayo sarà in
grado in questa stagione di fare classifica in un
grande giro, ma ci aspettiamo un piccolo
risveglio, almeno emotivo, in qualche tappa. Se
questo non arrivasse ora, crediamo che non
potrebbe arrivare più. La squadra che ha intorno
è composta da elementi coraggiosi anche se non
di grandissima consistenza. Una squadra, però,
che ha sempre saputo fare una corsa d'attacco
negli anni migliori, pur senza avere nomi
altisonanti. Corridori come Laiseka, emblema di
discontinuità, Unai Extebarria, Iker Flores,
David Herrero e soprattutto Samuel Sanchez sono
sempre stati sicuri animatori di tappe più o
meno dure ed anche stavolta una delle armi
migliori della Euskaltel sarà quella del
coraggio per portare a casa qualche successo
parziale di prestigio. |
| Tra
tutti la carta migliore, secondo noi, è Samuel
Sanchez: un corridore che ha sufficienti
credenziali per ben figurare anche nelle corse di
un giorno, avendo un bello spunto sia in salita
che in velocità pura. Un piazzamento di rilievo
sulle Ardenne o alla Sanremo può essere alla sua
portata. Anche Joseba Albizu è uomo che ha un
certo potenziale per le classiche, da piazzamenti
discreti, anche se forse la Euskaltel, squadra
tradizionalmente per le corse a tappe, non è
l'ambiente ideale per valorizzarlo. Resta da
scoprire Inigo Landaluze: l'anno scorso ha vinto
il Delfinato, anche grazie ad una fuga che ha
sorpreso i migliori, poi più niente: non è un
campione ma dei segni in qualche tappa può
lasciarli. In conclusione questa Euskaltel è una
squadra che deve, giocoforza, affidarsi a due
leader che vengono da gravi crisi nel terreno a
lei più congeniale, quello delle corse a tappe.
Le possibilità maggiori secondo noi sono
affidate ai successi di tappa con azioni da
lontano e a qualche corsa a tappe breve spagnola.
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