Home - 2005-2006

Squadre 2006: Euskaltel
 
Tutti i corridori
Allenamento a Benidorm a metà gennaio: Iban Mayo, David Lopez e Inigo Landaluze si preparano
Squadra che perde non si cambia. La colorita compagine basca si appresta ad un altro anno con due uomini in prima fila che sono tutto fuorchè certezze. Si parla di Iban Mayo e Haimar Zubeldia, confermati come punti di riferimento nonostante un paio di stagioni dal rendimento allarmante. La Euskaltel d'altra parte è una specie di nazionale basca e non accetta tra le sue fila corridori che non provengano dal sub-stato iberico. Una scelta dettata dalla grande impronta culturale endemica della terra basca ma che in qualche caso si rivela un'arma a doppio taglio. Se da una parte questo è stato un coagulante eccellente ed ha dato grande visibilità agli arancioni, d'altro lato c'è da rimarcare che non sempre in una cerchia cui attingere così ristretta si possono trovare i corridori di cui si ha bisogno.
Crediamo sia quest'ultimo il caso della Euskaltel 2006. Secondo l'andamento delle ultime due stagioni la squadra avrebbe avuto bisogno di una sostanziale modifica, invece il quadro resterà pressochè invariato. A lasciare la squadra sono stato Lopez de Munain, Egoi Martinez, Aitor Silloniz e Mikel Artexte, uomini di medio livello. Anche i nuovi innesti non hanno uno spessore diverso e tra di essi nessuno si segnala veramente: si tratta di Mayoz, Albizuri, Aranaga, Hernandez, Ruben Perez ed un paio di neopro. Davvero troppo poco per modificare la consistenza della squadra. A questo si aggiunge la vicenda di Aitor Gonzalez, che aveva dato una delle poche gioie alla Euskaltel nella passata stagione vincendo il giro di Svizzera e che poi è stato pescato all'antidoping durante la Vuelta. L'arrivo più importante si può considerare così il nuovo Direttore Sportivo, Igor Gonzalez de Galdeano, appena sceso di bicicletta.
Gli uomini chiave restano quindi Haimar Zubeldia e Iban Mayo. Sono due uomini da corse a tappe diversi, più passista il primo, scalatore il secondo. Entrambi hanno vissuto il loro anno di gloria nel 2003, dove al Tour furono 5° e 6° e Mayo vinse sull'Alpe d'Huez staccando tutti. Da allora Zubeldia è tornato in un mediocre tran-tran senza infamia e senza lode: un 15° posto all'ultimo Tour si può considerare il risultato migliore. Il suo momento magico sembra irripresentabile, proponendolo più come un buon diesel in grado di essere un appoggio importante in un grande giro per un capitano che però latita. Capitano che dovrebbe essere proprio Iban Mayo. Lo scalatore basco è un corridore di maggior talento rispetto a Zubeldia, ma la batosta rimediata nel 2004, quando si presentò al Tour sulla scia di una lunga sequenza di vittorie tra cui il Delfinato, e poi cadde in preda di una crisi paurosa sembra aver lasciato pesanti conseguenze psico-fisiche. La mononucleosi contratta in quel periodo ha avuto la sua parte, ma da allora Mayo è sempre parso svuotato, come incapace di reagire. Intanto è passata una stagione e mezzo ed aspettiamo qualche segnale. Non crediamo che Mayo sarà in grado in questa stagione di fare classifica in un grande giro, ma ci aspettiamo un piccolo risveglio, almeno emotivo, in qualche tappa. Se questo non arrivasse ora, crediamo che non potrebbe arrivare più. La squadra che ha intorno è composta da elementi coraggiosi anche se non di grandissima consistenza. Una squadra, però, che ha sempre saputo fare una corsa d'attacco negli anni migliori, pur senza avere nomi altisonanti. Corridori come Laiseka, emblema di discontinuità, Unai Extebarria, Iker Flores, David Herrero e soprattutto Samuel Sanchez sono sempre stati sicuri animatori di tappe più o meno dure ed anche stavolta una delle armi migliori della Euskaltel sarà quella del coraggio per portare a casa qualche successo parziale di prestigio.
Tra tutti la carta migliore, secondo noi, è Samuel Sanchez: un corridore che ha sufficienti credenziali per ben figurare anche nelle corse di un giorno, avendo un bello spunto sia in salita che in velocità pura. Un piazzamento di rilievo sulle Ardenne o alla Sanremo può essere alla sua portata. Anche Joseba Albizu è uomo che ha un certo potenziale per le classiche, da piazzamenti discreti, anche se forse la Euskaltel, squadra tradizionalmente per le corse a tappe, non è l'ambiente ideale per valorizzarlo. Resta da scoprire Inigo Landaluze: l'anno scorso ha vinto il Delfinato, anche grazie ad una fuga che ha sorpreso i migliori, poi più niente: non è un campione ma dei segni in qualche tappa può lasciarli. In conclusione questa Euskaltel è una squadra che deve, giocoforza, affidarsi a due leader che vengono da gravi crisi nel terreno a lei più congeniale, quello delle corse a tappe. Le possibilità maggiori secondo noi sono affidate ai successi di tappa con azioni da lontano e a qualche corsa a tappe breve spagnola.

Siti amici
The Centre.it
Fiori a domiciclio
bottom link