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Squadre 2006: Discovery Channel
 
Tutti i corridori
All'ultimo Tour Hincapie ha vinto il tappone pirenaico. Fare classifica però ci sembra tutta un'altra storia: non sarebbe meglio per il vecchio George cercare di vincere Fiandre o Roubaix? - foto t-mobile-team.com
Inizia una nuova era per la squadra diretta da Johann Bruyneel, ma forse sarebbe più corretto dire per l'intero movimento ciclistico. Il ritiro di Lance Armstrong dopo l'ultimo vittorioso Tour de France ha aperto un riassestamento interno alla squadra che deve trovare nuove soluzioni per reggere il peso di un passato tanto ingombrante. Questo momento di passaggio era stato preparato con anticipo da Bruyneel, tanto che all'abbandono di Armstrong ha fatto seguito una campagna acquisti-cessioni quasi nulla, con il solo innesto di un corridore da classiche come il russo Gusev che può modificare il valore della squadra.
Il fulcro della stagione Discovery è sempre stato il Tour de France ed anche senza Armstrong la corsa francese avrà la precedenza su tutte le altre. Con quali corridori e quali prospettive, però? L'uomo per il futuro, quello su cui la Discovery ha scommesso forte, è chiaramente Yaroslav Popovich, ma alla seconda esperienza sulle strade francesi l'ucraino potrebbe non avere ancora il carisma e l'esperienza necessaria ad acciuffare un podio. Bruyneel ha così immaginato sulla carta una Discovery a tre punte: Popovich, appunto, Azevedo e Hincapie. Una soluzione certamente azzardata: Azevedo è un buon piazzato ma non ha, secondo noi, le qualità del vincente, così come la conversione di Hincapie a uomo da corse a tappe ci appare forzata. Potrebbe quindi essere un anno di transizione per la Discovery al Tour, in attesa di scoprire la vera potenzialità di Popovich, l'unico corridore che, per noi, può essere all'altezza di una corsa come quella francese. Yaro ha trovato in questa squadra l'ambiente giusto per essere valorizzato dopo una stagione molto difficile in cui si era arenato. La strada per arrivare alla massima competitività al Tour è però più lunga che nelle altre corse a tappe ed il terreno guadagnato negli anni da uomini come Basso è determinante. La Discovery dovrebbe quindi proporgli un Tour in cui imparare a guidare la squadra e prendere le misure alla corsa senza farlo sgomitare per farsi largo: del resto l'avere un leader unico con una perfetta suddivisione dei ruoli è sempre stata la forza di questa formazione. Corridori come Azevedo, Rubiera, Padrnos, Noval, lo stesso Hincapie, che hanno maturato esperienze importanti al fianco di Armstrong sono l'aiuto migliore che Popovich possa chiedere. Il Giro d'Italia sarà invece ancora il terreno di Paolo Savoldelli, che stavolta, dopo la vittoria del 2005, avrà maggior fiducia dalla squadra che sembra pronta a mettergli a disposizione compagni importanti, primo fra tutti Manuel Beltran. Una riconferma che sembra difficile, quella di Savoldelli, ma da non sottovalutare.
Uno degli aspetti di questa squadra che si è costruto mattone dopo mattone, anno dopo anno, è la consistenza alle corse del nord, soprattutto quelle del pavè. Se qualche anno fa vedevamo il solo Hincapie lottare contro squadroni che lo mettevano regolarmente in mezzo, ora il vecchio George sarebbe a capo di una autentica corazzata. Anche per questo ci sembra troppo fantasiosa l'ipotesi di un Hincapie versione maglia gialla: con accanto gente come Hoste, Hammond, Devolder, e il nuovo arrivo Gusev la Discovery può dare filo da torcere anche alla Quickstep di Boonen come forza complessiva a Fiandre e Roubaix. Potrebbe essere davvero l'anno buono per Hincapie, reduce da un 2° posto alla Roubaix 2005, mentre tra tutti gli altri segnaliamo in Devolder uno degli emergenti più forti per le corse di un giorno. Un'evoluzione, la sua, da seguire con attenzione, e che potrebbe portarlo già quest'anno a qualche successo di un certo prestigio. A completare la formazione ci sono, tra gli altri, un buon velocista come l'olandese Van Heswijck, plurivittorioso nelle tappe piatte delle corse di una settimana, ed un giovane americano, Tom Danielson, che ha mostrato doti interessanti per le gare a tappe: lo aspettiamo alla riprova in qualche gara europea. Complessivamente questa Discovery è una squadra forte, che può togliersi grandi soddisfazioni nelle classiche, soprattutto quelle del nord, riportare Savoldelli sul podio del Giro e cercare di far crescere Popovich, sperando anche che l'ucraino non finisca per seguire troppo le orme di Armstrong nascondendosi per 11 mesi all'anno.

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