Protagonisti 2005:
Alessandro Petacchi
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Il
ruolo di principe delle volate ad Alessandro
Petacchi deve essere sembrato ancora troppo poco.
Il 2005 dello sprinter della Fassa Bortolo ha
infatti messo a fuoco il progetto rimasto a metà
nella stagione precedente, quando il suo
tentativo di misurarsi con le classiche era stato
abbastanza deludente. Stavolta l'esperienza
maturata è servita al campione spezzino per
trovarsi più preparato ed i risultati sono stati
formidabili. Il primo obiettivo è stato fissato
nella Sanremo e Petacchi ci è arrivato su una
scia impressionante di vittorie, dall'esordio al
GP Costa Etrusca fino al duello con Freire alla
Tirreno, dove lo spagnolo ha vinto gli arrivi
misti e lo spezzino le volate pure (3). Alla
Sanremo, invece, niente pareggi, colpi di reni al
fotofinish o spallate per farsi strada. |
| Petacchi ha tenuto con apparente
facilità su Cipressa e Poggio ed ha esploso la
solita volata conclusiva, vincendo quasi per
distacco: il sogno della Classicissima è stato
così coronato. Quello che ha sorpreso di questa
corsa è stata la potenza dello sprint finale
nonostante i 3 kg persi rispetto al 2004. Un peso
che si è fatto sentire in positivo sulle salite,
dove Petacchi non ha faticato, e non ha tolto
assolutamente niente alla potenza esplosiva. Si
può dire tranquillamente che quello di Sanremo
è stato il miglior Petacchi di sempre.
Archiviata la rincorsa alla prima classica di
carriera e sdoganatosi dall'etichetta di
velocista da tappe è tornato il tempo di
prepararsi al Giro. L'antipasto è stato servito
al Romandia, dove si è rivisto subito un ottimo
Petacchi, ma sulle strade della corsa rosa
l'avvio è stato quanto mai difficoltoso. |
| Il
percorso più mosso del preventivato ma
soprattutto il nuovo panorama del Pro Tour, con
una corsa di livello più alto che ha complicato
soprattutto il lavoro del treno biancoblu. Il
duello con McEwen si è rivelato quindi molto
duro, nonostante un Petacchi in buona condizione,
e a testimonianza di questo il bel terzo posto
del cronoprologo. E' servito quasi metà Giro per
risistemare le cose, prendere le misure alla
nuova situazione. Alla fine, alla tappa numero 9,
a Ravenna, tutto è filato liscio e Petacchi si
è così sbloccato. A questa sono seguite altre
vittorie, tra cui l'ultima di Milano, facilitate
un po' dal ritiro di qualche avversario che ha
riavvicinato le volate a quelle degli anni
passati, più lineari, con meno bagarre. |
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| Petacchi,
al Romandia, una delle 25 vittorie
stagionali del velocista della Fassa -
foto www.fassabortolo.it |
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Fatto presente che il Giro ha
chiarito quanto Petacchi sia dipendente, più di
altri velocisti, dal proprio treno, queste
quattro vittorie non risultano sminuite dal punto
di vista tecnico se paragonate ai filotti di 6 e
9 vittorie degli anni passati. Il diverso
scenario proposto dal Pro Tour dà infatti un
peso specifico maggiore a queste vittorie: ora
per arrivare in volata bisogna faticare e
prendere la posizione migliore nel finale è
difficile anche se si è i più forti con la
squadra più forte.
Anche il
Giro è andato così in archivio con buona
soddisfazione e l'avvicinamento al Mondiale di
Madrid, presentato come da velocisti, è
diventato da qui l'unico imperativo della seconda
parte di stagione. Qualche piccolo contrattempo
ha però messo subito Petacchi su una strada
tutta ad inseguire: un problema muscolare, una
caduta con una frattura al dito nel giorno del
rientro ad Amburgo, il successivo ritiro al Giro
del Benelux. Insomma, una preparazione al
Mondiale che è iniziata in malo modo ed ha fatto
venire qualche dubbio sulla possibilità di
affidargli il ruolo di capitano unico. Alla
Vuelta Espana però le cose sono tornate a posto:
cinque vittorie una via l'altra con batoste
assegnate a Zabel e Boonen come se niente fosse.
L'ottimismo è tornato a farla da padrone e
Petacchi, sempre più magro per avere più resa
in salita, si è presentato a Madrid da
strafavorito. La storia stavolta, però, è stata
molto diversa da come se l'era immaginata il
velocista spezzino e quella volata percorsa mille
volte con la mente non c'è mai stata. Troppo
impegnativo il percorso, visionato
superficialmente, troppo scarsa la condizione,
appannata da problemi respiratori. Così la corsa
si è risolta con la volata di gruppetto vinta da
Boonen e con le accuse di Bettini, che a caldo ha
accusato Petacchi di scarsa sportività per aver
detto troppo tardi di non essere in grado di
correre per la vittoria. Su questo ci siamo già
espressi a suo tempo; vogliamo solo ricordare una
frase di Petacchi che ci sembra esaustiva: "posso
accettare, da corridore, che si dica che Petacchi
non ha avuto la forza o la classe di vincere il
Mondiale, decidete voi. Ma da uomo, non posso
tollerare che qualcuno avanzi sospetti sulla mia
lealtà". La stagione è finita così,
troppo poco lo spazio, e soprattutto le
motivazioni, per ripresentarsi alla Parigi-Tours.
Ed è finita così anche l'avventura in Fassa
Bortolo, con la chiusura della squadra che l'ha
visto accasarsi alla nuova Milram di Gianluigi
Stanga con la quale tenterà, ne siamo certi, di
fare un altro passo verso quell'idea di corridore
il più completo possibile già avviata in questa
stagione: alla Sanremo potrebbero aggiungersi
Fiandre, Gand-Wewelgem e perchè no, la Roubaix. |
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