Home - 2005-2006

Protagonisti 2005: Robbie McEwen
 
E' iniziata così la stagione di McEwen, con la vittoria al campionato nazionale australiano - www.bettiniphoto.net
Spettacolo puro, un anno con Robbie McEwen vuol dire questo. Dall'alto dell'esperienza acquisita, il funambolo australiano ha sciorinato nel 2005 tutto il meglio del suo repertorio, fatto di colpi di genio estemporanei, lampi a bruciare vittorie già conquistate da altri e scorribande a rubare scie al treno di turno. Già perchè di treni Robbie McEwen non ha bisogno e questo lo rende unico in un panorama di sprinter sempre più potenti che hanno bisogno di essere lanciati dai compagni per potersi esprimere. McEwen no, si intrufola ovunque lanciando la propria stilettata al momento giusto ed approfittando senza problemi di ogni spiraglio, di ogni curva pericolosa, per farsi spazio. Si può dire tranquillamente che non esiste un altro velocista puro come l'australiano nel panorama attuale.
Ha cominciato ben presto la sua stagione, il velocista della Davitamon-Lotto, che non ha mancato all'appuntamento con le prime corse nella sua terra, già nel mese di gennaio, dove ha subito dimostrato la vena vincente che ha retto poi per tutta la stagione. E' stata tripletta di volate sulle strade del Down Under, la corsa più importante tra quelle disputate nel Nuovissimo Continente, a cui si è aggiunta la maglia di campione nazionale. I palcoscenici sui quali però si è visto il McEwen migliore sono stati quelli consueti, le tappe dei grandi giri. E' infatti fallito un timido tentativo d'approccio alle corse d'altro genere, le classiche più importanti ed il Mondiale, rivelando le solite pecche: nelle tappe di medio chilometraggio si vede un McEwen che quando i giochi si fanno veramente duri si appiattisce.
Poco male: lo spettacolo regalato a Giro e Tour (e a qualche altra corsa, come la Svizzera) è stato di altissimo livello. Primo appuntamento al Giro d'Italia, dove nella prima settimana è riuscito a mettere nel sacco Petacchi, venendo a capo di volate da far west, dove più che la forza di squadra è valsa la capacità di "farsi giustizia da solo" del bandito australiano. Esemplare la volata, a questo proposito, di Marina di Grosseto, con Petacchi per le terre dopo una sbandata del suo treno, e McEwen che prima ha "fatto il buco" ad un compagno, mandandolo avanti per costringere gli avversari all'inseguimento, e poi ha battuto tutti in volata. Un capolavoro tattico che poniamo tra le vittorie più spettacolari degli ultimi anni.
Questa a Marina di Grosseto è secondo noi una delle più spettacolari vittorie degli ultimi anni: a firmarla non può essere che McEwen - www.bettiniphoto.net
Certo, apprezzare gli sprint di McEwen non è così automatico come per gli scatti di un grimpeur doc, che più scolpisce nell'immaginario collettivo l'icona del ciclista-uomo di fatica che ha fatto la fortuna di questo sport. Il ciclismo però è pronto ad offrire anche emozioni diverse, come quelle violente di McEwen. Tornando al Giro, lo sprinter australiano ha regalato un'altra volata delle sue a Rossano Veneto, battendo sul filo di lana Petacchi, che si è rifatto a Rovereto. La sfida si è conclusa così, con un 3 a 2 per McEwen che ha abbandonato, come da solito copione, la corsa rosa per concentrarsi sul Tour, mentre Petacchi è volato al poker milanese. Appuntamento intermedio di rifinitura tra Giro e Tour è stato il Giro di Svizzera, nel quale è rimasta l'impronta della tappa di Bad Zurzach. Il Tour de France, invece si è aperto in maniera difficile, con un Tom Boonen straripante che ha costretto McEwen anche ad alcuni errori tattici insoliti, come cercare di partire davanti al rivale. Col passare delle tappe però la situazione è girata, con Boonen gravato anche dalle cadute ed il solito McEwen che è venuto fuori con spunti degni della sua classe. Montargis, Karlsruhe e Montpellier i centri da aggiungere alla ricca collezione con un altro 3 a 2 nel computo finale delle tappe vinte rispetto all'avversario più forte (stavolta Boonen). Anche l'obiettivo Tour è stato quindi riposto in archivio con piena soddisfazione. Per un McEwen così però, deve essere stato normale sentire il dovere di provare qualcosa in più, vedi una classica, o magari il Mondiale. Settembre, quindi ci ha portato un McEwen per la prima volta a misurarsi con semiclassiche lontane dalla sua indole, come Parigi-Bruxelles e GP Fourmies, nelle quali ha riportato due vittorie che sono sembrate lanciarlo nel ruolo di spauracchio Mondiale. Quando però si è trattato di salire l'ultimo scalino, allungare le distanze e la competitività dalle semiclassiche ai massimi livelli, McEwen ha mostrato di aver raggiunto il proprio limite massimo. L'iride non l'ha visto tra i suoi protagonisti, ed anche una classica quasi interamente pianeggiante come la Parigi-Tours l'ha portato solo al 4° posto, battuto da velocisti come Zabel e Bennati solitamente battuti ovunque. Non dev'essere comunque una bocciatura per McEwen: anche se il suo ruolo è ben definito e limitato (le tappe dei grandi giri), con una punta massima di espressione già raggiunta, non c'è certo il rischio che le sue vittorie in volata, sempre diverse ed imprevedibili, diventino una noia per il pubblico.

Siti amici
The Centre.it
Fiori a domiciclio
bottom link