| Disegna le tue
tappe |
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| Arabba - Alpe
di Siusi/Seiser Alm 177 km |
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La
terza incursione a selezionare i percorsi
disegnati dai lettori di grandeciclismo ci
riporta sulle Dolomiti, con una frazione di media
lunghezza, 177 km, che abbraccia alcune delle
più impegnative, ma non inflazionate, salite
alpine. Ci si muove armonicamente tra Veneto e
Alto Adige, solcando belle valli come la Pusteria
e la Val di Funes. Cinque le salite da
affrontare, almeno quattro delle quali molto
selettive. |
| La partenza è dal Veneto, Arabba,
nel cuore delle Dolomiti, tra verdissime vallate
e montagne. Siamo ai piedi del Pordoi, ma noi ci
dirigiamo verso est andando ad affrontare il
Falzarego. Nonostante il nome mitico è la salita
più facile di giornata: sono 10 km al 6%. La
discesa ci porta nella valle d'Ampezzo, dove ci
lasciamo a sinistra le Tofane e superiamo la
luccicante Cortina per aprocciare la seconda
asperità, il Passo Tre Croci. Si sale per 8 km
con una sequenza di strappi impegnativi ed una
pendenza media del 7,1%. Scorci stupendi si
aprono sulle più affascinanti montagne
dolomitiche: Sorapis, Cristallo, Lavaredo
diventano nomi di autentiche magie. Dal Tre Croci
si scende in direzione di Misurina, che dopo aver
scavalcato un dente, ci lascia penetrare in Val
di Landro, tra boschi d'abete e prati, in un
territorio protetto dai parchi di Fanes-Sennes e
Dolomiti di Sesto. Successiva tappa intermedia è
Dobbiaco che ci apre la Val Pusteria ed il parco
Naturale Vedrette di Ries-Aurina. Dopo una
trentina di km di fondovalle, il tratto più
tranquillo della tappa, si ricomincia a salire da
Valdaora, dove inizia la seconda parte della
frazione, quella decisiva. C'è da scalare il
Passo di Furcia, la salita che nel 2004 (ma da
altro versante) consegnò il Giro a Damiano
Cunego con la famosa vittoria di Falzes dopo
l'attacco della Saeco con Mazzoleni e Tonti. E'
un'ascesa durissima di 9 km con pendenze ben
oltre la definizione di pedalabili e sulla quale
può già essere improntata una certa selezione.
Dal Furcia si ridiscende tagliando la Val Badia
(Longega) e riprendendo quasi subito a salire in
maniera importante, stavolta al Passo delle Erbe.
E' questa una salita particolare, con pendenze
continue terrificanti, ma un tratto di discesa a
metà di circa 3 km che spezza un po' la fatica.
Soprattutto il secondo troncone resta però
durissimo con un dislivello di 600 metri da
scavalcare in circa 6 km e mezzo, pendenze
massime sopra il 15 e scenografia da grande
salita dolomitica con strada stretta e creste
rocciose. Una salita aspra e da grande selezione
quindi. Da qui la discesa percorre la Val di
Funes, la terra natale del grande Reinhold
Messner, arrivando a Chiusa. L'ultima fatica è
ancora tostissima: dopo 5 km di fondovalle, da
Ponte Gardena, ci si rivolge verso Castelrotto
affrontando 8 km di salita con pendenze oltre il
10%, e dal bivio che la divide dal Passo Pinei,
gli ultimi 9 km dell'Alpe di Siusi. Una salita
complessivamente lunga, con le pendenze maggiori
nella prima parte, incastonata tra
montagne-gioiello e che fa di questa tappa una
frazione veramente dura e selettiva, oltre che
magnifica dal punto di vista paesaggistico. |

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