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Protagonisti 2005: Danilo Di Luca
 
Di Luca al Lombardia con la maglia di vincitore del Pro Tour e la soddisfazione di patron Dal Lago in ammiraglia - foto teamliquigasbianchi.com
Se al momento del passaggio tra i professionisti Danilo Di Luca era un campione sicuro, un anno fa era più avviato ad una carriera da promessa mantenuta solo in parte. Qualche contrattempo fisico, un rapporto con la Saeco che si era ormai logorato, di conseguenza un feeling con la vittoria sempre più labile ed un circolo di carenza di fiducia che l'aveva portato sempre più ai margini. L'approdo alla Liquigas-Bianchi gli ha permesso di fare tabula rasa delle ultime stagioni e ripartire a programmare il futuro da zero. I risultati sono stati entusiasmanti: nessun altro corridore come Di Luca ha saputo in questa stagione esprimersi (e vincere) in tutte le tipologie più diverse di corse, dalle classiche del nord al Giro per passare dalle corse a tappe brevi.
Il giusto premio di questa costanza e polivalenza su livelli altissimi gli ha portato in giusto premio la prima, e storica, maglia di vincitore del Pro Tour.
Le prime pietre l'abruzzese di Spoltore le ha gettate andandosene in Messico per un lungo ritiro invernale, dal quale è uscito rigenerato. Già nelle prime pedalate, alla Milano-Torino di inizio marzo, ha fatto vedere buone cose, ma è stato dopo qualche settimana che i veri frutti del lavoro sono usciti prepotentemente. Se alla Sanremo infatti è stato ancora piuttosto appannato, è bastato aspettare i primi giorni di aprile e il Giro dei Paesi Baschi per scoprire il Di Luca formato 2005. Subito vincente in una tappa e nella classifica generale. Le successive classiche delle Ardenne lo hanno visto così avvicinarsi con il ruolo di gran favorito e questo non l'ha disturbato. Due accelerate di gran classe, di quelle finora solo immaginategli nelle gambe, sul Cauberg e sul muro di Huy gli hanno consegnato una splendida doppietta Amstel-Freccia Vallone e la maglia di leader del Pro Tour che da lì non ha più mollato. Dalla Freccia l'obiettivo si è spostato subito a Liegi, la classica più amata da Di Luca, ma una giornataccia l'ha tolto ben presto dalla gara.
Chiuso con soddisfazione il capitolo classiche è toccato al Giro d'Italia raccontare quello che probabilmente è stato il Di Luca più bello della stagione. Parte senza assilli, gli basta una vittoria di tappa: ne trova invece già due nella prima settimana, indossa la maglia rosa e sulle grandi montagne, mentre il suo capitano designato Garzelli si ritira, si scopre capace di lottare con i migliori su tutti i terreni. Giorno dopo giorno si aspetta la resa definitiva di Di Luca, ma questa non arriva: qualche difficoltà sul Colle di Tenda, qualche secondo perso a cronometro, ma l'abruzzese non molla.
Di Luca vince sul Cauberg. Il battuto "stranamente" è Boogerd - foto t-mobile-team.com
L'ultimo giorno, sul Colle delle Finestre, è una tappa capolavoro: Di Luca si mette in testa sullo sterrato e piega tutti gli avversari tranne Simoni e Rujano, ma sul più bello, ad un passo dal podio finale, viene rallentato da un crampo. Sfuma così la vittoria di una tappa monumento e il podio milanese si trasforma in un quarto posto. Amaro sì, ma con la consapevolezza di poter in futuro giocarsi anche qualcosa in più di un piazzamento. La dimostrazione di Di Luca al Giro è stata infatti notevole: dopo un mese di aprile e una prima metà di Giro dispendiosissimi ha saputo ancora lottare alla pari contro avversari preparatisi apposta solo per la corsa rosa ed ha scoperto doti di recupero e di fondo che mai aveva mostrato in precedenza. La strada delle corse a tappe, messa da parte qualche anno fa, diventa quindi di nuovo percorribile.
A questo punto l'obiettivo primario di Di Luca diventa la maglia bianca del Pro Tour, che indossa ancora dopo il Giro. Dopo un periodo di riposo torna alle gare ad Amburgo, il 31 luglio, ma per vedere un Di Luca realmente competitivo bisogna aspettare qualche settimana. Le corse del Pro Tour di agosto riservano poche luci, ma tra gli inseguitori della nuova challenge nessuno sembra in grado di impensierirlo realmente. Messo preventivamente da parte dalla nazionale pro-Petacchi e Bettini, a Di Luca restano così non troppi stimoli: al Giro di Polonia raccoglie un buon 5° posto che lo fa volare ancora più avanti in classifica, a Zurigo basta un 4° a consegnargli aritmeticamente la vittoria della prima edizione del Pro Tour. Ci sono ancora da onorare Parigi-Tours e soprattutto il Lombardia, ma un problema ad un ginocchio ed una situazione psicologica ormai scarica lo mettono out prima del tempo in entrambe le corse. Poco male. Per il 2006 gli obiettivi sono spostati: con quanto dimostrato quest'anno, Di Luca si è guadagnato sul campo una promozione a capitano unico per la classifica al Giro d'Italia e contiamo che l'abruzzese saprà farsi trovare pronto per una corsa di altissimo livello.

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