Saeco-Pieri: vicini
alla rottura?
|
| Il rapporto tra la Saeco e Dario
Pieri potrebbe essere giunto al capolinea. Alcuni
atteggiamenti del corridore fiorentino, secondo
alla Roubaix dello scorso anno, ma completamente
fuori forma nel 2004 sembrano portare in questa
direzione il Team Saeco. La squadra accusa il
corridore di scarsa professionalità in sede di
preparazione e di aver accampato scuse e accusato
il team dopo le scarse prestazioni di questa
stagione. Ecco cosa si legge in un chiarissimo
comunicato della Saeco. |
| Relativamente
alle notizie riportate da organi di stampa sui
problemi fisici accusati dal corridore Dario
Pieri all'indomani della Parigi-Roubaix, ed alle
dichiarazioni rilasciate al riguardo dallo stesso
atleta, il Team Saeco ritiene opportuno precisare
la propria posizione. |
| 1)
l'atteggiamento assunto da Dario Pieri è da
considerarsi assolutamente strumentale.
Amplificare la portata dell'intervento subìto,
fino addirittura a parlare di pericolo di vita,
denota da parte dell'atleta l'intenzione di
mascherare la vera natura del problema, anzichè
assumersi le proprie responsabilità |
| 2) fin
dall'inizio della stagione, in occasione dei
primi raduni collegiali, la società ha
contestato a Dario Pieri l'eccessivo sovrappeso,
dovuto ad una pessima gestione del regime
alimentare e più in generale ad uno stile di
vita non propriamente adatto alle esigenze di un
corridore professionista. Per questo motivo,
Pieri ha ricevuto diversi richiami verbali ed una
lettera raccomandata di diffida da parte del Team
Manager Claudio Corti in data 22 marzo u.s. |
| 3) nel corso
dell'inverno e della primavera, assorbito da
attività diverse che nulla hanno a che fare con
il ciclismo, Pieri ha condotto una preparazione
insufficiente e non ha provveduto a
risolvere il problema al soprassella già
lamentato nel corso della stagione 2003. Al
contrario, in assenza di cure appropriate,
l'infezione è tornata a manifestarsi, accentuata
dal sovrappeso. |
| 4) da notare
che Dario Pieri ha segnalato l'insorgere del
fastidio nel corso della "Tre Giorni di La
Panne", subito assistito dallo staff medico
societario che gli ha consigliato una terapia
antinfiammatoria con impacchi locali. |
| 5) Il medico
sociale Dr. Pallini, presente in Belgio al
seguito della squadra, ha potuto verificare come
Pieri abbia seguito questa terapia solo in minima
parte, nonostante i ripetuti inviti ad attenersi
alle disposizioni del medico. |
| 6) già alla
vigilia del Giro delle Fiandre il corridore aveva
peraltro reso noto un miglioramento, tale da
poter affrontare gli impegni previsti senza
ulteriori difficoltà. |
| 7) non avendo i
nostri medici constatato un'evoluzione anomala
del fenomeno infiammatorio, nè l'atleta
manifestato particolari preoccupazioni, la sua
partecipazione alla Parigi-Roubaix non è mai
stata in discussione, benchè lo staff tecnico
fosse consapevole di come la precaria forma
atletica non avrebbe consentito a Pieri di essere
competitivo. Va inoltre sottolineato come uno
stato infiammatorio al soprassella, dopo la
disputa di una gara come la Parigi-Roubaix, sia
normale per la gran parte dei corridori, nelle 48/72
ore successive. Le dichiarazioni
sensazionalistiche rilasciate da Dario Pieri, in
buona sostanza, sembrano essere uno stratagemma
per distogliere l'attenzione dal vero problema di
questo atleta, ovvero l'incapacità di condurre
uno stile di vita da vero professionista.
L'assenza di una condizione di forma adeguata,
d'altronde, lo ha indotto già altre volte ad
accampare scuse improbabili, come alla Gand-Wevelgem,
dove si è ritirato dopo 100 km. lamentando un
problema tecnico alla bici, poi risultato del
tutto inesistente. Allo stato attuale delle cose,
è evidente che il Team Saeco - ritenendo di aver
agito con piena correttezza e senso di
responsabilità - chiederà conto al Sig. Dario
Pieri del contenuto delle sue affermazioni,
riservandosi ogni possibile decisione in merito
alla sua posizione contrattuale. |
|
| VOTA
GRANDE CICLISMO |

|
|

|

|
ñ Guadagna ricevendo e-mail
con Conpermesso e Keypointmail
|
|
| |
|