

|
Sotto il regno di Armstrong 1999-2002
| Il regno di Lance
armstrong al Tour comincia nel 1999. L'americano
ha sconfitto il cancro che gli era stato
diagnosticato nel '96, è tornato a vivere e a
correre. E' reduce da un fianle di stagione,
quello del 1998, incoraggiante, dopo il dramma
dei due anni precedenti, con una significativa
sequenza di quarti posti alla Vuelta, ai mondiali
a cronometro e in linea. Quello del '99 è un
Tour strano: non ci sono Pantani e Ullrich, gli
ultimi due vincitori, mentre Zulle, uno dei
favoriti, resta subito attardato di diversi
minuti per una caduta. Armstrong comunque
stravince: il primo arrivo in salita al Sestriere
è uno show impressionante, il resto della storia
di quel Tour non è da meno. La maglia gialla
parigina è sua, una maglia che ha un sapore
particolare: l'uomo che ha sconfitto il cancro è
sul trono più importante del ciclismo. |
| Il 2000 è l'anno dell'unico,
speriamo per ora, duello ravvicinato tra
Armstrong e Pantani. Il Pirata, reduce da un Giro
in veste di gregario del vincente Garzelli, va
subito in crisi ed esce di classifica, Armstrong
vola come l'anno precedente. Si rivede anche
Ullrich, ma in salita il tedesco non ha il passo
per resistere all'americano. |
|
| Quando Pantani
sembra avviato a un Tour di retrovia il Mont
Ventoux improvvisamente lo riaccende: sale in
maniera tranquilla all'inizio, poi torna sui
primi e inizia il suo lavoro di scatti. Solo
Armstrong lo segue, ma l'americano poi lascia la
vittoria di tappa allo scalatore romagnolo.
Gesto, quello della mancata volata finale di
Armstrong, che creerà non poche discussioni.
Pantani vince anche a Courchevel staccando tutti,
poi nell'ultima giornata di grandi salite attacca
ad inizio tappa, Armstrong lo insegue con la
squadra. Il risultato è che l'azione di Pantani
si esaurisce e con essa anche le energie del
Pirata, ma anche che Armstrong si trova in
sorprendente difficoltà sull'ultima ascesa, il
durissimo Joux Plan e Ullrich, per l'unica volta
lo stacca. Il risultato finale di parigi comunque
non cambia; Armstrong porta a casa il suo secondo
Tour, Ullrich l'ennesimo secondo posto, mentre al
terzo sorprende il giovane spagnolo Beloki. Siamo
al 2001: l'avversario principale per Armstrong è
ancora Ullrich. I valori sono subito chiari: il
primo arrivo in salita all'Alpe d'Huez è un
nuovo show di Armstrong e nonostante un Ullrich
certamente più in palla dell'anno precedente,
l'americano resta per lui inattaccabile. Anche un
tentativo da lontano del tedesco finisce nel
nulla. I francesi si esaltano per le due vittorie
di tappa del sempreverde Jalabert, mentre il
drappello italiano torna a casa senza nessuna
vittoria. Il podio finale è una fotocopia di
quello dell'anno precedente: Armstrong, Ullrich,
Beloki. Ed eccoci all'ultimo atto: un assolo
facile facile per il texano, che non trova
nessuno che possa impensierirlo. Ullrich resta a
casa per un infortunio (oltretutto durante la
convalescenza si becca anche una squalifica per
anfetamina), Pantani è alle prese con i suoi
problemi. Agli altri resta la buona volontà di
Beloki che ardisce uno scatto in faccia
all'americano sul Mont Ventoux, scatto che
puntualmente si trasforma in un boomerang per lo
spagnolo, ma oggettivamente chiedere loro di
competere con Armstrong è troppo. Il texano
parte vincendo di misura, poi diventa
incontenibile. Beloki è ancora sul podio,
stavolta secondo, mentre il lituano Rumsas
sorprende al terzo. Maglia bianca e 11° posto
finale per il promettente Ivan Basso che lotta
alla pari con Beloki e Rumsas per gran parte
delle salite, ma che è ricacciato indietro in
classifica in una sola tappa di crisi. Dario
Frigo, in extremis, interrompe il digiuno azzurro
nelle vittorie di tappa. E adesso tutto è pronto
per scrivere una nuova storia... |
|