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Italiani, si prepara un grande Tour
| Dopo le magre
delle ultime due edizioni (una vittoria di tappa
in due anni!) questo potrebbe essere l'anno del
ritorno ai vertici del Tour de France dei colori
italiani. L'ultima edizione in cui siamo stati
primattori è stata quella del 2000 con l'ultimo
(speriamo per ora) duetto tra montagna e volate
di Pantani e Cipollini. Dopo sono venute due
edizioni in cui per un motivo o per un altro
molti dei nostri migliori interpreti non hanno
potuto prendere parte alla Grande Boucle o vi si
sono presentati in condizioni precarie. |
| Quest'anno le prospettive
sembrano diverse. Ci sono molti reduci di un
grande Giro d'Italia con Simoni e Petacchi in
testa. Ma ci sono anche tanti nomi prestigiosi a
caccia di successi parziali: Rebellin, Di Luca,
Bettini, corridori da classiche su cui si può
scommettere per un successo di tappa. |
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| E poi quell'Ivan
Basso che lo scorso anno fu il migliore dei
nostri in classifica generale e si portò a casa
la maglia bianca di migliore dei giovani. Il
campioncino della Fassa Bortolo finì 11° ma, a
parte una giornata di crisi che lo fece
retrocedere in classifica, corse sempre alla pari
con chi finì sul podio dietro ad Armstrong. Con
un anno in più di esperienza, con la
consapevolezza di essere sulla via per diventare
un grande anche nelle corse a tappe e la classe
cristallina che si ritrova Ivan può fare più o
meno di tutto in questo Tour. Ma è inevitabile
che i fari siano puntati soprattutto sui due
mattatori del Giro d'Italia. Per Petacchi è la
grande occasione per la consacrazione a livello
internazionale come miglior velocista del mondo.
Il lotto degli sprinter presenti al Tour non è
superiore a quello del Giro con il solito,
temibile McEwen, con uno Zabel e un Freire in più
e un Cipollini in meno. Lo scorso anno le volate
furono pochissime, con le squadre dei velocisti
sempre in affanno e incapaci di controllare la
corsa; vedremo se il copione si ripeterà
quest'anno. Per Gilberto Simoni resta poco da
dire: se si presenterà con la stessa condizione
del Giro, e a questo proposito lo scalatore
trentino pare estremamente fiducioso, sarà
l'avversario più pericoloso per Lance Armstrong.
Le premesse, insomma, al contrario degli ultimi
due anni, ci sono tutte, per vedere tanti
italiani ai vertici della corsa francese: per
sapere se le speranze si trasformeranno in
certezze basterà avere ancora qualche giorno di
pazienza per arrivare al 5 luglio con il prologo
di Parigi e, soprattutto, alle tappe successive
con la sequenza di tappe tradizionalmente
riservate ai velocisti. Poi già alla fine della
prima settimana di corsa l'Alpe d'Huez misurerà
le pretese di Armstrong, Simoni e compagni. |
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