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Cento di questi Tour

Ci siamo, l'avventura è appena iniziata. Il Tour ha preso il via col classico prologo e si appresta ad offrire il suo spettacolo agli appassionati di tutto il mondo. L'appuntamento poi quest'anno è di quelli storici: il centenario. Proprio nel 1903 prendeva il via infatti il primo Tour de France vinto dall'atleta di casa Maurice Garin. Da allora i più grandi campioni della storia del ciclismo hanno lasciato la loro impronta alla Grande Boucle, il grande ricciolo, come viene definita la corsa francese per il suo caratteristico percorso che disegna idealmente una specie di ricciolo sul territorio francese. Tante le esperienze indimenticabili, i momenti da ricordare, i campioni leggendari. Tra tutte ci piace ricordare il Tour del 1948.
L'Italia vive un momento molto delicato, con la guerra finita da poco. Il 14 luglio il segretario del Partito Comunista Palmiro Togliatti è vittima di un attentato: il giovane Antonio Pallante lo colpisce con diversi colpi di pistola e lo riduce tra la vita e la morte. La piazza, già calda, esplode e si verificano incidenti con diversi morti: il paese sembra sull'orlo della guerra civile.
Contemporaneamente in Francia si sta svolgendo il Tour e proprio nelle ore più convulse del giorno successivo all'attentato, il pomeriggio del 15 luglio, arriva d'oltralpe la notizia che Gino Bartali, fino a quel momento in grave ritardo, è in fuga solitaria e sta recuperando minuti su minuti. Il ciclismo in quegli anni è sport che gode di una popolarità e di un seguito immensi. Le gesta del grande Bartali stemperano gli animi, fanno riversare l'attenzione di tutti verso le sue imprese. Il giorno dopo è ancora Bartali, che ha ricevuto l'incoraggiamento anche del Presidente del Consiglio De Gasperi, a riscaldare il Tour e a raffreddare le agitazioni in Italia, dove tutti si ritrovano uniti nel festeggiare le imprese del campione. Il mitico Ginettaccio va a vincere così, con un piede nella storia del ciclismo e l'altro nella storia d'Italia, il suo secondo Tour, dopo quello del 1938: nessuno ha mai più vinto la corsa francese a 10 anni di distanza. In Italia la situazione si normalizza, le condizioni di Togliatti migliorano, e certo è che se Bartali non ha salvato l'Italia dalla guerra civile sicuramente gli ha dato una grossa mano. L'anno successivo, poi, il Tour festegiò il primo trionfo del Campionissimo Fausto Coppi, ripetuto nel '52. Ma Bartali e Coppi non sono stati i primi italiani a vincere il Tour: in precedenza c'era già riuscito Ottavio Bottecchia, primo nel '24 e nel '25. Purtroppo Bottecchia, appena 2 anni dopo l'ultimo successo francese scomparve per un misterioso incidente. I primi anni '50 chiudono la mitica epoca Coppi-Bartali e si spalancano ad altri grandi. Negli anni successivi, in attesa dell'era Anquetil, tiene banco Luison Bobet con tre successi dal '53 al '55 e esplode uno scalatore lussemburghese di nome Charly Gaul, che vincerà il Tour nel 1958 con un'epica cavalcata sotto la pioggia ad Aix-les-Bains. Ma è già tempo di Jacques Anquetil: il francese, uno dei più grandi ciclisti della storia, vince già nel '57 e poi ininterrottamente dal 1961 al'64. Passista eccezionale, il francese sa vincere anche il Giro e la Vuelta. Nel 1960 intanto c'è stato anche il successo di Gastone Nencini, poi dopo l'era Anquetil è un altro italiano, un giovanissimo Felice Gimondi a conquistare la maglia gialla nel 1966, in un Tour che per noi italiani resterà storico: per vedere un altro azzurro in vetta al Tour passeranno ben 32 anni! Il nuovo corridore che segna col suo nome un'epoca di Tour è Eddy Mercks. Il Cannibale belga vince come Anquetil 5 volte, dal '69 al '72 e nel '74, lasciando a tutti gli altri, Gimondi in testa, le briciole non solo del Tour ma di tutte le grandi corse, a tappe e in linea, tra la seconda parte degli anni Sessanta e la prima degli anni Settanta. Gli anni Settanta regalano un po' di spazio a qualche scalatore d'eccezione, Ocana, Van Impe, Thevenet, prima di incoronare in Bernard Hinault il nuovo padrone del Tour. Anche Hinault vince 5 volte, ma in un lasso di tempo più ampio, nel 1978, '79, '81, '82 e '85, lasciando in mezzo anche la doppietta di Laurent Fignon. Ci avviciniamo ai giorni nostri: l'esplosione di Lemond (3 vittorie con in mezzo un grave incidente che per poco non gli costa la vita), il fenomeno di una stagione Roche e poi Miguel Indurain, il primo uomo a vincere 5 Tour consecutivi, dal '91 al '95. Lo spagnolo non entusiasma col suo modo di correre ma per gli avversari non c'è scampo. Nel '96, poi, quando sembra lanciato verso la storica sesta vittoria, crolla verticalmente e l'umile danese Riis ne approfitta. Siamo ormai alla cronaca: il '97 è l'anno di Ullrich, che sembra lanciarlo come nuovo fenomeno del ciclismo moderno, il '98 lo storico, spettacolare successo di Marco Pantani, e quindi nel '99 l'era Lance Armstrong. Che l'anno del Centenario possa incoronare con l'americano il quinto uomo a conquistare la cinquina?