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aprile 2003 Parigi-Roubaix 261 kmPieri il più forte, Van
Petegem il più vincente
| A
una settimana dal successo al Fiandre, il belga
si ripete nella Parigi-Roubaix con una condotta
di gara simile: freddezza, esperienza e classe
sono le doti che gli hanno permesso di battere
uno straordinario Dario Pieri |
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| Le grandi corse si
possono vincere perchè si è i più forti, ma
anche perchè si legge la corsa in maniera
migliore degli avversari. Questo secondo è il
caso della Parigi-Roubaix 2003. La classicissima
delle pietre, giunta alla 101° edizione, ha
premiato un uomo, Peter Van Petegem, che ha la
capacità straordinaria di muoversi una volta e
una sola nella corsa, in maniera decisiva, senza
perdersi nelle decine di scatti e controscatti in
cui si logorano gli altri corridori. |
| Una Roubaix
diversa quella di quest'anno rispetto alle ultime
due: sole, discreto caldo e tanta tantissima
polvere al posto del fango e del freddo che
avevano incorniciato le vittorie di Knaven nel
2001 e Museeuw l'anno scorso. |

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| Il risultato è
stato un po' meno selezione, minori distacchi (l'anno
scorso Museeuw aveva vinto con 3') ma una corsa
comunque durissima e tiratissima. Fin dai primi
km i corridori si sono dati grande battaglia.
Intorno al 90° km di corsa una megacaduta di una
cinquantina di corridori elimina uno dei grandi
favoriti, quel Vandenbroucke appena ritrovato tra
i grandi al Fiandre. I primi scossoni alla corsa
vengono dalla mitica Foresta di Arenberg, il pavè
più terribile della Roubaix: Dario Pieri (Saeco)
guida il gruppo con autorevolezza per tutto il
tratto, cominciando a scremare il lotto dei
corridori. Attorno a lui si raccolgono quasi
tutti i grandi, con un Tafi in gran spolvero che
comincia come suo solito la sua generosa serie di
tentativi da lontano, peraltro tutti
immediatamente annullati. Ai meno 70 km
dall'arrivo fora Museeuw, che per molti è il
grande favorito: sembra una sciocchezza, il
grande Johann è a una ventina di secondi di
ritardo dal gruppo dei migliori con diversi
compagni di squadra che possono aiutarlo, ma i km
passano e Museeuw resta in mezzo ai ritardatari
senza limare un secondo ai primi. Nei successivi
tratti di pavè Pieri si mette ancora a scandire
il suo passo, un passo notevolissimo, potente e
sicuro. Gli altri si nascondono: così fanno Van
Petegem, Vainsteins, mentre Museeuw è sempre più
irrimediabilmente staccato. A 35 km dall'arrivo
scatta in un tratto di asfalto il tedesco Aldag (Telekom),
Dario Pieri non ci pensa un attimo e lo bracca.
Il ragazzo toscano forza ancora nei successivi
tratti in pavè fino a guadagnare qualche decina
di metri su Aldag, salvo poi riattenderlo per
averne un aiuto sui tratti asfaltati. Le insidie
del pavè decimano il gruppo degli immediati
inseguitori: cadono a terra Ivanov e Van
Heswjick, un volo spettacolare per fortuna senza
gravi conseguenze. Il vantaggio del duo di testa
si consolida in 30-35'', poi dal gruppetto degli
inseguitori esce l'intramontabile russo Ekimov (US
Postal). A una ventina di km dall'arrivo, sul pavè
Ekimov rientra sui primi due, impone il suo
ritmo, Aldag, esausto molla subito. Il cambio di
compagno d'avventura comunque per Pieri è
vantaggioso: Ekimov da nuova spinta alla fuga e
il duo si presenta al terribile tratto del
Carrefour de l'Arbre ancora con una manciata di
secondi di vantaggio sui resti del gruppetto dei
migliori. Ma proprio sul pavè più micidiale
Peter Van Petegem (Lotto), molla tutti e da solo
si riporta su Pieri e Ekimov. Se non fosse ancora
abbastanza il campione belga si mette in testa e
scuote il gruppetto: Ekimov resta appena
agganciato, Pieri, che ha tirato tantissimo,
perde qualche decina di metri, stringe i denti,
riesce a tornare sotto ai due scatenati al
comando non appena l'asfalto prende il posto
delle pietre. Ormai il peggio è passato, i
tratti più duri sono alle spalle, il resto è
una lunga preparazione alla volata finale. Dietro
ai primi tre si forma un gruppetto con Nardello,
Wauters e Vainsteins, ma Nardello incappa in una
foratora, Vainsteins viene colto dai crampi e così
Wauters si trova tutto solo a dover inseguire i
tre più forti. Ancora poco più dietro un
generoso Tafi, anche lui vittima di una foratura
in un momento cruciale, cerca di organizzare la
rincorsa degli altri. Ma la scena ormai è solo
per i tre protagonisti di giornata: Ekimov cerca
di anticipare la volata all'ultimo km ma Van
Petegem non si fa sorprendere neppure per un
secondo. Si entra nel velodromo: la volata è
senza storia, Ekimov prova ancora a sorprendere
gli altri, Van Petegem lo supera con autorità,
Pieri prova a rimontare ma non ne ha più la
forza e finisce secondo. Un peccato visto le
energie profuse troppo presto e la dimostrazione
di forza data sui tratti più difficoltosi di pavè.
Il belga della Lotto completa così una settimana
da consegnare alla storia delle grandi classiche:
Fiandre e Roubaix una dietro l'altra, come solo
pochissimi grandi hanno saputo fare. |
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| Classifica finale |
Classifica Coppa del
Mondo (3 gare su 10) |
| 1) Peter Van
Petegem |
1) Peter Van Petegem 200 |
| 2) Dario Pieri st |
2) Dario Pieri 117 |
| 3) Viatcheslav Ekimov st |
3) Paolo Bettini 100 |
| 4) Marc Wauters a 16'' |
4) Mirko Celestino 85 |
| 5) Andrea Tafi a 36'' |
5) Viatcheslav Ekimov 74 |
| 6) Romans Vainsteins st |
6) Franck Vandenbrocke 70 |
| 7) Servais Knaven st |
7) Stuart O'Grady 55 |
| 8) Daniele Nardello st |
8) Luca Paolini 50 |
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