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27 aprile 2003 Liegi-Bastogne-Liegi 261 km

Lo sgarbo di Hamilton al maestro Armstrong

Con uno scatto in contropiede in vista dell'arrivo l'americano Tyler Hamilton vince la Liegi che doveva essere, nei pronostici, del connazionale e maestro Armstrong. Così così gli italiani con un ottimo Michele Scarponi
 
Come la Freccia Vallone e l'Amstel anche la Liegi si risolve in una mezza sorpresa. Mezza non perchè abbia vinto un corridore sconosciuto, tutt'altro, ma perchè i grandi favoriti sono rimasti sempre invischiati in gare dallo svolgimento imprevedibile; la Freccia decisa da una fuga della prima ora, l'Amstel e la Liegi con attacchi in contropiede ad anticipare gli strappi finali dopo corse che nessuna squadra è riuscita a tenere unite.

Proprio la frammentarietà della corsa, i continui scatti e controscatti sono stati il segno distintivo di questa Liegi in cui molti dei favoriti si sono trovati troppo presto da soli.

La Saeco di Astarloa, Celestino e Di Luca ha provato ha dare la sua impronta ma è stata spazzata via dai continui rivolgimenti del gruppo e alla resa dei conti ha raccolto poco o nulla. La corsa vera è iniziata come spesso negli anni scorsi, sulla durissima scesa della Redoute, una quarantina di km prima dell'arrivo. In fuga un gruppetto con Axel Mercks, Astarloa, Vicioso, Moreni e Wegmann. Dal gruppo prova la prima accelerazione Tyler Hamilton, l'americano già scudiero di Armstrong, Boogerd non lo molla e viene così la prima selezione. Davanti rimane solo Mercks, gli altri fuggitivi desistono. Dopo lo strappo dello Sprimont, a una ventina di km dall'arrivo in un tratto in discesa apparentemente insignificante, si porta in testa al gruppo Michele Bartoli e fa la differenza. Armstrong, che è tra i grandi favoriti, non si lascia sorprendere e si inserisce in scia insieme anche a Sanchez, Moreni e Shefer. Gli altri papabili alla vittoria lasciano fare. Durante l'ascesa di Sart Tilman viene raggiunto e superato Mercks, mentre l'ottimo Moreni, esausto, si stacca. Armstrong guida il quartetto rimasto al vertice, Bartoli non si scolla dalla sua ruota. A metà salita però Armstrong, senza scattare bruscamente, accelera la sua progressione, Bartoli molla qualche metro, si sposta, gli altri due tornano sotto all'americano, mentre il pisano affonda sulla salita che qualche anno prima lo aveva lanciato verso il successo solitario. Evidente la tattica coraggiosa del corridore della Fassa Bortolo: sapendo di non essere il solito Bartoli in salita ha giocato il tutto per tutto anticipando le ascese finali, senza però fare i conti con Armstrong. In vetta al Sart Tilman, 14 km dalla fine, passano Armstrong con Shefer e Sanchez al traino, gli altri sono a 25''. Sembra fatta, ma Armstrong si trova praticamente solo, visto che Shefer e Sanchez non danno un cambio correndo in favore dei propri capitani di Saeco e Euskaltel. Il gruppo si organizza, comincia a limare qualche secondo; all'imbocco dello strappo si Sant Nicolas il fuoriclasse americano e i suoi due vagoncini non hanno che una cinquantina di metri di vantaggio. E ricomincia la bagarre. Il gruppo inghiotte Armstrong e gli altri, si muove il giovane Michele Scarponi (Domina Vacanze), poi in vetta Boogerd (Rabobank). La strada intanto si fa bagnata e l'olandese con coraggio guadagna qualche metro, poi gli altri si rifanno sotto. E' la volta del tentativo di Tyler Hamilton (CSC Tiscali); la fortuna di questi attacchi è sempre l'attesa del gruppo, ed è proprio quello che succede all'americano. Poche centinaia di metri di indecisione e Hamilton si invola, tardivamente si muovono Iban Mayo (Euskaltel) e il solito Boogerd. Ma Hamilton, grande passista ha già messo da parte i secondi necessari a gestire l'ultimo km in ascesa. E' la prima vittoria in una grande classica, proprio nel giorno in cui molti davano per grande favorito il connazionale Armstrong, di cui Hamilton era stato gregario per molti anni e da cui ha appreso molto. A 12'' Mayo anticipa l'ennesimo piazzamento di Boogerd, poi Scarponi, in grande, promettente crescita e un altro gruppetto con Casagrande quinto. Una corsa difficile, dunque, apertissima, dura oltre che per il percorso selettivo per il grande livellamento di valori. Armstrong, atteso come il più forte, non è stato più forte degli altri, pur avendo fatto un ottima corsa. Gli italiani, a parte l'ottimo Scarponi, sono stati un po' sottotono, con un Di Luca (ottavo) poco brillante, un Bartoli generoso ma non al massimo, un Rebellin sfortunato per l'incidente di mercoledì alla Freccia e comunque vicino ai primi. Un mese del Nord che per i nostri colori si chiude senza vittorie, ben lontano dagli acuti irripetibili, in successione, dello scorso anno.
   
Classifica finale Classifica Coppa del Mondo (5 gare su 10)
1) Tyler Hamilton 1) Peter Van Petegem 200
2) Iban Mayo a 12'' 2) Michael Boogerd 140
3) Michael Boogerd a 14'' 3) Dario Pieri 117
4) Michele Scarponi a 21'' 4) Tyler Hamilton 100
5) Francesco Casagrande a 29'' 5) Alexandre Vinokourov 100
6) Samuel Sanchez st 6) Paolo Bettini 100
7) Javier Pascual st 7) Franck Vandenbroucke 92
8) Danilo Di Luca st 8) Mirko Celestino 91