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Alexandre Vinokourov

Inarrestabile, insolito, coraggioso

Per Vinokourov il 2003 è stato un anno da spartiacque: il Vinokourov di un anno fa ha subito un'evoluzione straordinaria, soprattutto per un corridore ormai trentenne. Il kazako ha sorpreso per personalità, coraggio e capacità di resistere ad altissimi livelli più di ogni altro e in più situazioni.

La sua Telekom gli si è dovuta aggrappare come ad un fuoriclasse dopo aver ricevuto delusioni in serie da Botero, Savoldelli e Evans. Lui non ha fallito, dal basso di un nome un po' meno importante degli altri ed ha salvato la stagione dello squadrone tedesco. Il primo segno l'ha dato già alla Parigi-Nizza, che pure lo ha segnato per l'incidente mortale dell'amico Kivilev. Vinokourov ha continuato a vincere anche per lui.
E' venuto il tempo delle classiche ed ha centrato l'Amstel con un colpo a sorpresa, l'ultimo, perchè da lì in poi è stato chiaro a tutti che questo era un Vinokourov completamente diverso. Si è ripresentato, dopo un minimo di riposo al Giro di Svizzera, dove ha duellato con Francesco Casagrande, dimostrando competitività ad alto livello sia a cronometro che in salita. Portata a casa la corsa elvetica è toccato al Tour. Vinokourov è partito tra molti dubbi, alla prima esperienza importante in una corsa a tappe e col peso della difficile situazione della Telekom.
Tutti avrebbero sicuramente scommesso su un Vinokourov che sarebbe crollato alla distanza, che non avrebbe lasciato segni importanti alla fine. Invece il Tour è stata la grande consacrazione. I suoi attacchi sono cominciati alla prima tappa che ha assaggiato un po' di salita e sono proseguiti per tutto il Tour. Armstrong l'ha un po' lasciato fare, ma in certe circostanze certamente non avrebbe potuto fare nient'altro. Rasoiate precise e senza soluzione di continuità, cronometro di alto livello, una dimostrazione di fondo che gli ha permesso di superare l'unico momento difficile a Luz Ardiden, ne hanno fatto un corridore unico, che non trova paragoni nel ciclismo recente. Al Tour il kazako vince a Gap, attacca in mille altre situazioni e si porta a casa il terzo gradino del podio. E' l'ultima immagine della sua stagione, ma per gli standard attuali è fin troppo.
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