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And the winner is

La stagione ciclistica è fatta di vittorie e grandi imprese, ma anche di episodi curiosi, di grandi delusioni e di molte altre cose. A quelli più significativi non si può non assegnare un premio ad hoc.

Il Premio Libro Cuore se lo aggiudica Tyler Hamilton, che sulla strada che porta a Luz Ardiden si fa largo in mezzo al gruppo col suo aspetto da degente per intimare all'omone tedesco di aspettare Armstrong caduto. E quello gli obbedisce.
Il Premio Ritenta sarai più fortunato è ormai un classico terreno di conquista di Jan Ullrich. Tour, Amburgo, Zurigo, magari l'anno prossimo si trasformeranno in vittorie. Ma ormai sono 5 o 6 anni che glielo dicono.
Il Premio Peggior campagna acquisti dell'anno è un dominio Telekom. In 3 per sostituire Ullrich: Savoldelli, Evans e Botero. I primi due si sono fatti male subito e non si sono più visti, Botero non si è fatto male ma non si è visto lo stesso. Per il 2004 tornerà Ullrich. Come volevasi dimostrare.
Il Premio Delusione dell'anno va ad Oscar Freire. Due mondiali nei primi anni di professionismo. Peccato che il mondiale ci sia un giorno all'anno e che negli altri 364 lo spagnolo non si veda quasi mai altrimenti sarebbe un fenomeno.
Il Premio Meno vinco più guadagno, anbitissimo, è di Ivan Basso. Mesi e mesi, ma anche anni, senza vincere una corsa e poi il lauto ingaggio alla CSC di Riis. Che gli altri imparino!
Il Premio Faccio un salto da voi è stato conteso aspramente tra Mario Cipollini e Ivan Quaranta. Ma quest'ultimo, ritirandosi durante i 28 km della cronosquadre è riuscito a salutare prima la Vuelta e fregare il campione del mondo.
Il Premio Un nome un destino va a Dario Frigo. E' protagonista di un Giro scialbo, poi quando sul Sampeyre teova la strada innevata si mette improvvisamente ad andare come una moto. Perchè non prova col Giro della Siberia?
Il Premio Vive la France è appannaggio della stampa transalpina. Insulti o quasi per Petacchi che si ritira febbricitante dopo aver vinto 4 tappe e titoloni da eroi per Virenque, Chavanel e qualunque altor francese compaia davanti alle telecamere. Loro si che se ne intendono!
Il Premio Per un pugno di grammi è di David Millar. Portarsi dietro per 6 km pianeggianti quell'insostenibile peso del deragliatore? Neanche a parlarne, costi quel che costi (per esempio il prologo del Tour)
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