| Pronostici gratis
per vincere fantastici premi? Si può con SportForFun. Clicca qui per iscriverti e giocare
pronosticando su tutti gli sport che vuoi e
vincere grandi premi. Tutto gratis, naturalmente! |
Lance
Armstrong
|
Il
campione non abdica
|
Negli anni scorsi la sua
superiorità era stata talmente disarmante che
pur apprezzando e ammirando il gesto del
fuoriclasse non si poteva non rimanere un po'
delusi di fronte a dei Tour de France finiti
prima di iniziare. Tanto più che poi per
rivedere Lance Armstrong all'opera si doveva
aspettare un anno, visto che muoversi al di fuori
dal Tour
|
| sembrava (e sembra
tuttora) chiedere troppo al campione texano. La
storia di Armstrong è nota a tutti: un campione
a stelle e strisce arrivato giovanissimo nel
mondo dei pro con i propositi di ripercorrere la
carriera dei grandi. Le prime vittorie, il
mondiale giovanissimo nel '93 (in mezzo a
Fondriest, Chiappucci ed Indurain), le tappe al
Tour e poi la scoperta della malattia, il tumore
che lo porta a un passo dalla fine, la rinascita
con la caparbietà e il coraggio. E riprende la
storia sportiva, non senza difficoltà, non senza
rifiuti, ma Armstrong rinasce più forte di prima.
Diverso nel fisico, molto più magro, nello
spirito, più umile e parte alla conquista della
sua sequenza incredibile di Tour. Il 2003 è
l'anno che lo deve portare, nelle sue previsioni,
ad uguagliare i Grandi, quelli che hanno fatto la
Storia, gli Anquetil, i Merckx, gli Hinault, gli
Indurain. La stagione è problematica, ai
problemi familiari (la crisi con la moglie
Christine) si somma una brutta caduta al Giro del
Delfinato, dove deve imparare anche a conoscere
Iban Mayo. |
| Le sue speranze
sono tutte riposte nel Tour, d'altronde anche la
Liegi cui si è presentato con ambizioni
importanti ha finito per respingerlo e così sarà
il solito Armstrong Tour-dipendente. Ma non è il
solito Tour da padrone e si vede subito, fin dal
prologo. Nonostante tutto, non cede mai anche
grazie ad una splendida squadra, dove il solo
Heras manca il suo compito. |
| Armstrong agguanta
il primato dopo le prime montagne grazie ai
secondi conquistati nella vittoriosa
cronosquadre, si difende sull'Alpe d'Huez di
Mayo, rischia nella tappa di Gap quando Beloki
gli cade rovinosamente davanti e lui deve deviare
in mezzo ad un campo. Non è lo stesso come
gambe, ma dimostra qui di avere una freddezza che
gli altri non hanno. La cronometro di Cap
Decouverte lo mette alle corde, il caldo
risveglia Ullrich che si rifà sotto minaccioso.
E dopo la batosta della cronometro siamo alla
vigilia della tre giorni decisiva sui Pirenei.
L'onda lunga si sente, Armstrong vacilla sotto le
sfuriate di Ullrich, gli affondi decisi
dell'imprevedibile Vinokourov, ma dimostra di
sapersi gestire da campione. Non perde mai la
calma, mantiene per pochi secondi il primato e
nell'ultima tappa montana, a Luz Ardiden compie
l'impresa più significativa dei suoi 5 Tour.
Ullrich sembra all'inizio incontenibile, cerca di
andarsene sul Tourmalet, Armstrong lo lascia
sfogare, poi sull'erta finale ribalta tutto.
Cerca lo scatto, cade urtando il sacchetto di uno
spettatore, ma il rischio lo fa esplodere con una
forza antica. Se ne va da solo, il campione
texano e mette un sigillo che riscatta 4 anni di
scontate, grandissime vittorie. Il Tour è
rovesciato, non con le gambe, almeno non solo, ma
con la testa, l'esperienza, la freddezza. Una
vittoria affascinante come la sua storia
personale. Dopo il Tour, come previsto, Armstorng
non si vede più nel ciclismo che conta, ma per
quest'anno possiamo accontentarci così. Per il
futuro, però, per scrivere davvero il nome di
Armstrong tra i grandissimi di ogni tempo,
l'americano dovrà accettare le sfide che gli
vengono da altre corse: Simoni e il Giro lo
aspettano. Vedremo se lui risponderà. |
|
|