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In corsa per la maglia rosaL'ultima edizione del Giro è sfuggita a tutti i pronostici per quanto riguarda i corridori che si sono giocati la vittoria finale. Una corsa ad eliminazione, che ha visto uscire di scena tutti i principali primattori non tanto per le difficoltà del percorso, invero non proibitivo, quanto per cause extrasportive: gli strani casi di doping di Garzelli e Simoni (poi squalificato il primo, riammesso subito alle corse il secondo), la squalifica per scorrettezze di Casagrande hanno dato via libera alla vittoria di Savoldelli davanti a Hamilton e Caucchioli. Questo per dimostrare come possa essere difficile prevedere l'esito di una corsa di tre settimane. Uno dei nomi che tutti inserirebbero, tuttavia, in un ipotetico podio è senz'altro quello di Gilberto Simoni, primo recentemente al Giro del Trentino e a quello dell'Appennino. Grande scalatore, il trentino della Saeco, è capace di mettere in crisi chiunque sulle grandi salite con i suoi allunghi, ma anche di difendersi alla grande a cronometro. E' una sicurezza, la sua tenuta alla distanza è provata, ha vinto il Giro nel 2001 dopo due terzi posti consecutivi e anche quest'anno potrebbe essere il più forte in salita. Altro corridore in cerca del secondo successo in rosa è Stefano Garzelli, reduce da un ottimo Giro del Trentino. Il varesino viene da una lunga squalifica rimediata al Giro dello scorso anno e questo potrebbe pregiudicarne la resistenza nell'ultima settimana, ma la classe è classe e quindi tutto è possibile. Oltretutto Garzelli, ottimo scalatore ma soprattutto corridore completo, ha grande voglia di riscatto dopo le note vicissitudini e un biennio deludente passato alla Mapei. Accanto a Simoni e Garzelli è ovvio inserire quello che negli ultimi anni è sempre stato accanto ai due nelle grandi tappe: Francesco Casagrande. Corridore a metà strada tra l'atleta da corse a tappe e quello da corse di un giorno, Casagrande ha raccolto poco al Giro rispetto alle possibilità: solo un secondo posto nel 2000 e una vittoria di tappa. Il vero limite del fiorentino è la tenuta alla distanza; irresistibile nelle prime tappe, come quando nel 2000 staccò tutti arrivando solo all'Abetone, in costante, inesorabile declino nell'ultima, decisiva settimana. Oltretutto a cronometro è probabilmente il più debole dei favoriti e anche questo lo fa mettere un gradino sotto agli altri. La pattuglia straniera ha il suo nome più altisonante in Aitor Gonzales della Fassa Bortolo. Atleta di classe eccelsa, lo spagnolo, può fare di tutto a questo Giro. A cronometro sarà probabilmente inarrivabile per gli altri pretendenti alla maglia rosa, in salita ha dimostrato all'ultima Vuelta, da lui vinta, di avere ancora qualcosa da imparare ma di essere potenzialmente fortissimo e in grande crescita rispetto al già notevole Giro dello scorso anno, quando fu sesto con due vittorie di tappa. E Savoldelli, il vincitore 2002? Il corridore bergamasco, sfortunatissimo, dovrà cedere il simbolo del primato; un grave infortunio lo ha tolto dalla mischia. Resta da dire di Pantani: il Pirata ha ripreso con buon spirito, con qualche risultato incoraggiante (un secondo posto in una tappa al Coppi e Bartali) ma sarebbe già incoraggiante vederlo protagonista in qualche tappa. L'importante è soprattutto ritrovare la voglia e l'entusiasmo, poi le corse degli ultimi anni hanno dimostrato che anche a 33 anni c'è ancora spazio per ritagliarsi un posto importante per il futuro. E poi ancora un bel gruppetto di giovani e vecchie conoscenze capeggiati da Michele Scarponi e Franco Pellizzotti i primi, da Pavel Tonkov i secondi. Ma una corsa di tre settimane è un'autentica avventura in cui possono succedre, gli ultimi anni insegnano, sconvolgimenti ad ogni tappa. |