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Gli ultimi cinque anni di Giro

1998-2002; per il Giro sono stati anni contraddittori, segnati da atleti tra i più grandi che abbiano mai percorso le strade rosa e da scandali o presunti tali che se ripetuti anche nei prossimi anni potrebbero comprometterne il grande, straordinario, forse ineguagliato successo popolare. Si comincia con il 1998: è l'anno magico di Pantani, la doppietta Giro-Tour, il duello esaltante con Pavel Tonkov risolto con l'arrivo solitario a Montecampione e con una imprevedibile cronometro finale in Svizzera al penultimo giorno in cui il romagnolo batte il rivale russo che pareva molto più forte di lui contro il tempo. Sul podio sale anche Giuseppe Guerini, meritatamente, dopo aver vinto la tappa dolomitica che lo aveva visto protagonista di una lunga cavalcata insieme a Pantani. Nel '99 comincia il calvario doping per il Giro: Pantani domina sulle salite come sulle collinette, non si vede chi possa non solo batterlo ma anche minimamente impensierirlo. La sua è una cavalcata trionfale fino al penultimo giorno, quando all'esame antidoping il suo tasso di ematocrito risulta troppo alto e viene escluso. Le polemiche cancellano la corsa, che vedono comunque la vittoria di Ivan Gotti, già primo due anni prima, su Paolo Savoldelli, che si rivela corridore capace di giocarsi un grande giro anche se non grandissimo scalatore, e su un nome nuovo: Gilberto Simoni. Nelle volate Cipolini trova pane per i suoi denti: l'emergente Ivan Quaranta si porta a casa due tappe con sprint di gran classe, da velocista puro. Nel 2000 si ripresenta anche Pantani, ma viene da un lungo periodo di inattività ed è l'ombra di se stesso. Si trova così a fare da "gregario" al giovane Stefano Garzelli, suo compagno alla Mercatone Uno. Dopo una prima parte di Giro tutta in favore di Casagrande, Garzelli viene fuori alla distanza e la cronometro finale al Sestriere gli consegna la maglia rosa. Terzo è ancora Simoni. In complesso un Giro che sembra un grande rilancio dopo la bufera dell'anno precedente. Dopo due terzi posti consecutivi quello del 2001 è il Giro di Gilberto Simoni, ma ancora una volta la corsa è segnata da situazioni difficili: prima della tappa più importante scattano perquisizioni negli alberghi dei corridori che portano al sequestro di sostanze ritenute proibite. La tappa, per il protrarsi delle ispezioni viene annullata: il Giro perde così il suo atto più importante. In precedenza avevano già lasciato la corsa Casagrande per una caduta alla prima tappa e Garzelli per problemi fisici. La vittoria di Simoni arriva così facile facile, anche per l'abbandono di Dario Frigo, trovato in possesso di sostanze sospette e licenziato in tronco dalla sua squadra. Prosegue lo spettacolo delle volate tra Cipollini e Quaranta, mentre le grandi salite rivelano un giovane scalatore messicano, Julio Perez Cuapio. L'ultimo atto, il Giro 2002 è altrettanto difficile: inizia alla grande Garzelli, poi viene messo fuori da un particolare caso di doping (una sostanza coprente di vecchio uso), si propone per il bis Simoni, ma anche lui deve abbandonare anzitempo per essere risultato positivo alla cocaina. Il trentino poi tornerà alle corse senza squalifiche, segno che forse la sua uscita per mano dell'organizzazione era stata frettolosa. Se ne va anche Casagrande, colpevole di una scorrettezza durante una volata per GPM di 3° categoria. All'ultimo tappone alpino esce così la sorpresa di Savoldelli, che dopo il 2° posto del '99 non era più stato competitivo nelle grandi corse a tappe. Dietro di lui l'americano Hamilton e il sorprendente Caucchioli. Ma il grande protagonista del Giro 2002 è senz'altro Mario Cipollini che raccoglie 6 vittorie di tappa: a 35 anni è il Cipollini più forte di sempre e per il 2003 promette il record di vittorie di tappe appartenente a Binda (41).