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Cipollini: in TV solo dopingA scaldare subito l'86° Giro d'Italia ci pensa Mario Cipollini. Ma prima che con le sue prodigiose volate il campione del mondo lo fa polemizzando con i mass media e soprattutto con la televisione. Poco interesse, a detta dello sprinter, per il vero ciclismo, molto invece per gli scandali, veri o spesso presunti, che girano nel mondo delle due ruote. Le trasmissioni legate al Giro d'Italia, sempre per Cipollini, non sono state pubblicizzate a dovere nonostante la corsa rosa sia un avvenimento che esce dalle cronache sportive per diventare fatto culturale. Già in marzo Cipollini aveva polemizzato con la RAI per la mancata trasmissione della Tirreno-Adriatico, gara sempre andata in onda in TV negli ultimi anni. La RAI aveva contrattaccato dicendo che proprio non c'era spazio nel palinsesto. Certo è che la RAI, forse colpita dagli eventi negativi degli ultimi anni nel mondo del ciclismo, ha riproposto sì una buona dose di ciclismo per il Giro, con trasmissioni in orari diversi e che spaziano anche al di fuori della cronaca sportiva, ma ha fatto veramente poco per metterle in vetrina a dovere. Altro risalto, e su questo Cipollini ha pienamente ragione, viene dato, anche dall'informazione non specializzata, a riguardo di notizie cosiddette scoop: i casi di doping, le perquisizioni, lo sciacallaggio dopo la morte del povero Zanette. Le mele marce nel ciclismo certamente non mancano e vanno assolutamente colpite, ma sono sicuramente meno di quante l'informazione vorrebbe far credere. Il fatto è che un caso di doping, specialmente di un corridore importante fa notizia, il fatto tecnico forse un po' meno, anche se si tratta del tentativo di record di Cipollini. Grande Ciclismo da parte sua ha scelto la sua linea: spazio al ciclismo, quello vero, alle notizie, ma non agli "scoop". |