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Popovich, barlume di gioventùVedere corridori dominare tra i dilettanti e poi deludere tra i professionisti non è una rarità. Spesso anche ai più bravi servono anni per fare davvero il salto di qualità. Ma tutto questo non appartiene a Yaroslav Popovich, 23 anni, un campionissimo nelle categorie inferiori e già ad altissimi livelli tra i grandi. Dell'ucraino, ormai di casa in Italia, sorprende la facilità con cui si è ambientato nel mondo dei professionisti e la capacità di leggere la corsa: fino alla tappa di Chianale nessun errore. Poi, finalmente verrebbe da dire, anche lui ha mostrato di essere un ragazzo di 23 anni alla seconda stagione tra i pro e si è fatto prendere un po la mano. Perfetto sul Sampeyre, dova ancora una volta ha atteso il momento giusto per scattare, vicino alla vetta, quando Garzelli ormai arrancava e perdeva terreno, spericolato in discesa dove ha staccato tutti. Ma una volta in fondo, anzichè attendere Frigo che era lì a pochi secondi ha provato a continuare da solo e il milanese ha dovuto forzare i tempi per andarlo a prendere. Non soddisfatto evidentemente della compagnia, Popovich anzichè sfruttare il passista della Fassa, ha piazzato uno scatto nelle prime rampe dell'ascesa verso Chianale, una salita in cui, visti i tratti in falsopiano, essere almeno in due era un enorme vantaggio. Il giovane ucraino ha voluto esagerare e lo scatto gli è tornato indietro con gli interessi: Frigo e Simoni lo hanno raggiunto, lui si è piantato e in pochi km di salita non durissima ha perso oltre 3' e la possibilità di issarsi al 2° posto della classifica generale davanti a Garzelli. Ma dopotutto per un giovane come Popovich è giusto anche così, è giusto provare i propri limiti, fare qualche errore ed avere quel briciolo di baldanza che non guasta. Di professionalità, accortezza, classe e determinazione ha già dimostrato in questo poco tempo di averne da vendere per un ragazzo così giovane. |