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 29 maggio 2003
18ª tappa Santuario di Vicoforte - Chianale 174 km
Il Giro sale
nella leggenda
| Una
tappa memorabile: la fatica, il freddo, la
pioggia, le neve impongono una selezione
durissima. Risorge Frigo che vince la tappa,
Simoni mette il sigillo alla vittoria finale,
Garzelli, caduto con Pantani, deve ora difendersi
da Popovich. Si ritira Casagrande, mentre
Petacchi e altri 34 corridori vanno fuori tempo
massimo |
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| Nel giorno in cui
il Giro transita sulla Cima Coppi, Colle di
Esischie, sarebbe bastato togliere un po' di
colori, qualche scritta dalle maglie dei
corridori e avremmo potuto fare tranquillamente (noi,
non certo i corridori) un salto indietro nel
tempo fino alle leggendarie imprese del
Campionissimo celebrato dalla vetta più alta del
Giro. Tappa già durissima, la diciottesima, con
un primo GPM di 3° categoria e poi in
successione tre salite da mettere in soggezione
chiunque: Colle di Esischie, praticamente la
Fauniera troncata dell'ultimo km, il Colle di
Sampeyre e l'ascesa finale a Chianale in Valle
Varaita. Tappa resa ancora più dura dalle
condizioni atmosferiche, freddo, pioggia,
addirittura neve e grandine, dalle fatiche di due
settimane e mezzo di corsa e da un'andatura fin
dall'inizio sostenuta. Ne è venuta fuori
un'avventura d'altri tempi, con distacchi
incredibili, crisi improvvise, scene ai limiti
dell'immaginabile. In molti hano pagato dazio,
mentre Dario Frigo, dopo un Giro da dimenticare
ne è uscito rigenerato. Il solito Simoni non ha
mostrato pause, mentre Garzelli, già in
difficoltà, non è stato neanche aiutato dalla
buona sorte. La classifica ne è uscita sconvolta
più nei distacchi che nelle posizioni, alcune
lotte si sono chiuse e se ne sono aperte altre. |
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Ma andiamo con ordine: la
corsa rosa è partita per il suo giorno più
difficile dal Santuario di Vicoforte per
percorrere 174 km ed è stata subito battagliata,
con tanti corridori in cerca dell'avventura da
lontano. |
| Tra i coraggiosi i
soliti Belli e Fredy Gonzales, due compagni di
Simoni, Sabaliauskas e Spezialetti, e uno di
Garzelli, Zampieri. Sulle prime rampe del Colle
di Esischie, oltre 20 km di dura salita, si è
formato al comando un gruppetto di 9 corridori
poi altri 16 ad inseguire, con il gruppo a 6-7'.
Dal secondo gruppetto si è segnalato il polacco
Baranowsky (CCC Polsat) che tirando per molti km
a buon passo ha scremato il plotoncino e si è
riportato con i compagni superstiti sui primi, a
loro volta decimati dalle severe pendenze della
Cima Coppi. Si è così formato davanti un
gruppetto di uan decina di unità, mentre il
gruppo sotto la spinta della Mercatone Uno, ha
cominciato a fare sul serio e i risultati si sono
visti: uno dopo l'altro molti corridori hanno
dovuto mollare e già a metà della prima grande
salita sono rimasti con la amglia rosa in 20-25
uomini. La pioggia, l'esiguità del gruppo, la
strada col suo lembo d'asfalto inerpicato con
pendenze costantemente sopra il 10 % hanno già
fatto presagire quello che sarebbe potuto
succedere. Casagrande, afflitto da problemi
intestinali, non ha potuto resistere ed ha dovuto
tristemente abbandonare il Giro. Negli ultimi km
verso il Colle di Esischie l'austriaco Totsching
ha pensato bene di anticipare tutti con un'azione
solitaria. Ai 3 km dal passaggio Garzelli ha
provato con uno scatto a punzecchiare Simoni, ma
la maglia rosa ha reagito da padrone del Giro: si
è riportato sotto in un attimo e si è messo in
testa, poi sui due si sono riportati gli altri
uomini di classifica, con Pantani attardato di
una ventina di secondi. In vetta (a 74 km
dall'arrivo) il gruppetto dei fuggitivi ha
contato ancora 3'40'' di vantaggio su Simoni e
compagni, mentre nel mezzo era ancora Totsching.
Nella discesa Pantani ha recuperato, ma qui è
finita una corsa e ne è cominciata un'altra,
anzi è cominciata l'avventura: il Giro ha
spalancato le porte alla leggenda. |
| Sotto la pioggia Simoni ha
cominciato il suo forcing alla ricerca
dell'impresa da consegnare alla storia.
Pellizotti, sorprendentemente è stato l'unico a
reggere il passo, poi sui due è tornato il
ritrovato Dario Frigo, con tutti gli altri
sparpagliati all'inseguimento. |
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| Anche Pellizotti
ha dovuto mollare, Simoni e Frigo hanno
cominciato a risalire il gruppetto dei
battistrada, sui quali era già rientrato
Totsching. Spezialetti e Sabaliauskas, stanchi e
ripresi in un tratto di corsa difficilissimo, non
hanno potuto far altro che proseguire col proprio
passo e Simoni non ha così potuto contare sul
loro apporto. Nell'ultimo tratto di salita la
strada si è fatta bianca: una grandinata poco
prima del passaggio dei corridori ha reso
l'asfalto quasi impraticabile. Una scena
incredibile: i campioni hanno cercato le tracce
delle macchine e delle moto, dove la strada era
più pulita. Simoni e Frigo hanno raggiunto
Totsching, mentre Garzelli intorno a cui si erano
radunato gli altri uomini di classifica ha visto
partire Popovich a caccia dei primi tre. Sul
Sampeyre (- 36 km dall'arrivo) sono passati in
testa Simoni, Totsching e Frigo, a una manciata
di secondi Popovich, mentre Garzelli, con gli
altri uomini di classifica e Pantani subito
dietro è passato a 44''. Ma il peggio è in
agguato: anche il primo tratto di discesa è
imbiancato e scendere così diventa
pericolosissimo e Simoni, rendendosene conto, non
rischia niente. Il Giro d'Italia si trasforma in
discesa libera e il discesista migliore è il
giovanissimo Popovich che molla tutti. La corsa
è surreale, per fortuna nessuno cade e la
pioggia piano piano prende il posto della neve.
Ma quando i rischi maggiori sembrano finiti ecco
Garzelli e Pantani finire a terra, Il varesino si
rialza subito e prosegue, Pantani resta molti
minuti dolorante e bordo strada, sembra vicino
l'abbandono, poi stringendo i denti risale in
bicicletta e cerca di portare a termine la tappa.
La corsa, così sconvolta, torna ad essere tale
negli ultimi 20 km, ai piedi della discesa,
nell'abitato di Sampeyre, dove Popovich si
presenta da solo davanti a Frigo. A rincorrere
Simoni e Totsching a 15'', poi un gruppetto con
Pellizotti, Noè e Rumsas a 2'10'' e Garzelli
attardato dalla caduta a 3'05'' con il solito
grande Mazzoleni. Popovich e Frigo si
ricompattano, ma appena la strada è ricominciata
a salire l'ucraino ha mollato lì il compagno
d'avventura. Simoni, lasciato Totsching, poi è
andato a riprendere i due davanti e a
ricompattare il terzetto. La salita finale verso
Chianale non è durissima e non ci si aspettano
grandi differenze. Ma succede che Popovich,
evidentemente poco accorto nella gestione delle
proprie risorse, crolla piuttosto nettamente e
Frigo e Simoni se ne vanno. Il corridore lombardo
della Fassa è in giornata di grazia, una di
quelle giornate che ti fanno chiedere come fa un
corridore così a non essere mai salito sul podio
in una grande corsa a tappe. Frigo trascina
letteralmente via Simoni con la sua potenza sui
falsopiani finali: per la maglia rosa è come
stare dietro a una moto e il divario su tutti gli
altri diventa enorme. Popovich ormai piantato
viene scavalcato anche da Totsching, gli altri
ormai possono solo raggiungere il traguardo e
contare i minuti di distacco. Simoni,
giustamente, concede la passerella finale a Frigo:
sull'ultimo rettilineo il milanese accelera e la
maglia rosa lo lascia vincere in solitario. Per
il terzo, Totsching, comunque bravissimo, bisogna
aspettare 2'38'', per Popovich 3'12''. Poi i due
Alessio, Pellizotti e Noè con Rumsas a 4',
Garzelli a 5'. Pantani riesce a chiudere la tappa
con 16' di ritardo. Non ce la fa invece
Alessandro Petacchi, che finisce fuori tempo
massimo e con lui altri 34 corridori, tra cui
Bennati e Furlan. Per loro Giro finito così. E
Giro finito anche per la corsa al rosa, con
Simoni che raggiunge i 7' su Garzelli che adesso
deve guardarsi alle spalle. Un Simoni ancora
straordinario, nettamente superiore, in una tappa
che ha cancellato tutto quello che si era visto
finora nelle altre tappe di salita. |
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| Classifica di tappa |
Classifica generale |
| 1) Dario
Frigo |
1)
Gilberto Simoni |
| 2) G. Simoni a 10'' |
2) S. Garzelli a 7'08'' |
| 3) G. Totschng a 2'38'' |
3) Y. Popovich a 7'19'' |
| 4) Y. Popovich a 3'12'' |
4) A. Noè a 9'19'' |
| 5) R. Rumsas a 4'01'' |
5) G. Totsching a 9'29'' |
| 6) A. Noè st |
6) R. Rumsas a 10'14'' |
| 7) F. Pellizotti a 4'04'' |
7) D. Frigo a 12'27'' |
| 8) S. Garzelli a 5'08'' |
8) F. Pellizotti a 13'48'' |
| Maglia
azzurra Intergiro: Magnus Backstedt |
| Maglia
ciclamino a punti: Stefano Garzelli |
| Maglia
verde GPM: Freddy Gonzales |
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