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26 maggio 2003 16ª tappa Arco di Trento - Pavia 207 km

Indistruttibile Petacchi

Dopo lo spaventoso volo di ieri il velocista spezzino sembrava vicino all'abbandono, invece si è presentato alla partenza e in volata ha stracciato tutti come se niente fosse, ma nel suo sguardo e nel mezzo gesto di esultanza (o liberazione) si è letto tutta la sua sofferenza
 
Incredibile. Nient'altro si può dire di Alessandro Petacchi, del suo Giro e di questa ennesima vittoria, la quinta. Incredibile soprattutto per quello che è successo nelle 24 ore precedenti allo sprint di Pavia. Ieri, nella cronometro, Petacchi è caduto rovinosamente, è riuscito a concludere comunque la prova, nonostante il dolore. Si è parlato già di fratture, forse al bacino, poi in ospedale viene tutto escluso. Ma Petacchi fa fatica anche a camminare per le botte prese e l'abbandono viene dato quasi per certo. Una disdetta dopo un Giro da grande protagonista per un corridore che come pochi altri meriterebbe di arrivare a Milano e ricevere l'ovazione finale del pubblico. Invece la notte fa il miracolo, Petacchi ci prova, piano piano matura la convinzione di potercela fare, almeno a finire la tappa e approdare al giorno di riposo. Poi nel finale ci si ritrova con tutti i compagni di squadra di Petacchi a lavorare per lui, per il suo sprint e sembra persino troppo. Ma per questo Petacchi, che regge la scena anche senza il confronto diretto con Cipollini niente è troppo. La volata è la solita, il gesto sul traguardo no: Petacchi solleva appena le braccia dal manubrio, il busto eretto, lo sguardo pieno di sofferenza, più un gesto di liberazione che di esultanza.
Il racconto della tappa ha poco altro da aggiungere. Si è partiti subito di grande andatura, 44-45 di media, sui 207 km che portano da Arco di Trento a Pavia. Sul percorso tanta gente, una delle note più liete di questo Giro, finora bellissimo, in cui si è parlato solo di sport e che la gente ha mostrato di gradire.
La corsa è stata contrassegnata da una lunga fuga di Adyeyev e Cmiliewsky, ma come sempre è finora accaduto in questo Giro, dopo 110 km di avventura, i due sono stati recuperati dal gruppo. Da qui, ai 50 km dall'arrivo, fino alla volata finale pochissime note di contorno: un volo in un fosso di Riebenbauer, l'Intergiro vinto da Svorada e poi il lavoro di Domina Vacanze e Fassa Bortolo per Bennati e Petacchi. Eh si, la Domina senza Cipollini ha delegato ancora a Lombardi il compito di apripista concedendo al giovane Bennati la chance di giocarsi la volata. Ultima curva ai 300 metri con Lombardi in testa, poi Bennati e Petacchi. Sul rettilineo finale Lombardi lascia il campo a Bennati, ma qui si scatena Petacchi che lo passa agevolmente e chiude così le 24 ore forse più travagliate della sua carriera. Bennati viene scavalcato anche da Casper, sorpresa di giornata, e da Svorada, mentre Furlan finisce ancora lontano. Ma la scena è tutta per lui, per Alessandro Petacchi, il velocista più forte del Giro, più forte della sfortuna e della sofferenza. Un Giro lunghissimo quello di Petacchi con tante vittorie, tanti episodi. Un Giro da conservare gelosamente e rigustare nelle sue mille sfaccettature, come quella di oggi sul traguardo, con la vittoria e il dolore addosso, che è una delle immagini più vere del ciclismo.
   
Classifica di tappa Classifica generale
1) Alessandro Petacchi 1) Gilberto Simoni
2) J. Casper st 2) S. Garzelli a 1'58''
3) J. Svorada st 3) Y. Popovich a 4'05''
4) D. Bennati st 4) A. Noè a 5'16''
5) G. Gasparre st 5) R. Rumsas a 6'11''
6) D. Pieri st 6) F. Casagrande a 6'47''
7) A. Aug st 7) G. Totsching a 6'57''
8) A. Furlan st 8) S. Honchar a 9'38''
Maglia azzurra Intergiro: Magnus Backstedt
Maglia ciclamino a punti: Alessandro Petacchi
Maglia verde GPM: Freddy Gonzales