Home - Stagione 2003 - Giro d'Italia

Guadagna con internet

Calendario

Albi d'oro

Link

22 maggio 2003 12ª tappa San Donà di Piave - Monte Zoncolan 185 km

Simoni graffia lo Spauracchio

La paura blocca la corsa fino agli ultimi 3 km. L'arrampicata finale allo Zoncolan premia la maglia rosa Simoni, ancora il più forte in salita, ma Garzelli si difende egregiamente. Si rivede Pantani, mentre crolla Tonkov. Cipollini abbandona.
 
Troppo dura anche per me. E' stato questo il primo commento di Gilberto Simoni al termine della vittoriosa fatica sullo Zoncolan. E se è stata troppo dura per il più forte scalatore del Giro figuriamoci cosa è stata per tutti gli altri, la terribile, impressionante arrampicata (nel vero senso della parola) al Monte Zoncolan. Il timore degli ultimi 3 km, quelli da free climbing, ha bloccato la corsa per tutto il percorso e praticamente, tra i grandi, prima della grande parete verticale conclusiva non è successo niente. Poi nel finale un Simoni superiore a tutti, un Garzelli in grado di difendersi discretamente, un rinato Pantani, ma soprattutto una salita che con le sue pendenze ben oltre il 20% ha messo tutti sulle ginocchia.
Ma partiamo con ordine. E' la 12° tappa, da San Donà di Piave allo Zoncolan i km sono 185. Mario Cipollini, purtroppo, ha dovuto abbandonare la corsa per i dolori della caduta di ieri. Non è partito neanche Galvez, lo spagnolo che ha fatto cadere il campione del mondo.
L'andatura è stata subito vivace. La prima nota di cronaca significativa è per due abbandoni: Tiralongo e Moreni sono caduti a Tolmezzo (km 117) ed hanno dovuto ritirarsi. Sulla salita di Fuessa si è portato allo scoperto Marzio Bruseghin (Fassa Bortolo). Al GPM (-56 dallo Zoncolan) il veneto è passato con 2'10'' su un gruppetto capeggiato dal solito Fredy Gonzales (Colombia-Selle Italia). Ai piedi della penultima salita, Sella Valcalda, di 2° categoria, a 30 km dall'arrivo Bruseghin ha ancora 2'24'' sui contrattaccanti e 3'36'' sul gruppo della maglia rosa con la Saeco compatta a fare l'andatura. La salita di Sella Valcalda ha appesantito l'azione di Bruseghin, mentre Vladimir Belli (Lampre) ha scremato il grupetto degli inseguitori. Al GPM Bruseghin è ancora solo con 47'' su F. Gonzales, Belli e Garcia Quesada, a 2'31'' il gruppo con tutti i migliori. Ed è cominciata l'attesa per lo Spauracchio finale, la salita di cui tutti parlano da tanto e che tutti i corridori temono. Lo Zoncolan si è presentato a 13 km dall'arrivo con la sua lunga parte iniziale impegnativa, ma non impossibile, con pendenze intorno all'8%. La Saeco ha fatto ancora un'andatura sostenuta, poi è toccato alla Mercatone Uno con Gasperoni, quindi Mazzoleni, ma nessuno ha osato l'allungo, preoccupato di non arrivare a corto di energie sulla parete finale. Le uniche emozioni fino ai 3 km dall'arrivo sono venute così dai battistrada e dalle retrovie. Davanti Belli è andato da solo a riprendere e staccare lo sfinito Bruseghin, in coda al gruppo della maglia rosa Tonkov e Pellizotti hanno presto perso contatto. A 3 km dall'arrivo Mazzoleni scandisce un buon passo regolare per Garzelli, quando improvvisamente la pendenza si fa proibitiva, il fondo stradale segnato, la fatica immane. Simoni ha cercato subito il colpo risolutivo e in un attimo ha superato Belli, Casagrande è stato pronto a seguire la maglia rosa, Garzelli ha tenuto un buon passo, Popovich e Pantani subito dietro. Simoni si è rialzato sui pedali ed anche Casagrande, un po' duro nella pedalata, l'ha dovuto mollare. Pantani, convincente oltre le previsioni, ha risalito la china e si è riportato su Garzelli ed insieme i due ex compagni di squadra hanno sopravanzato Casagrande, che ha pagato lo sforzo iniziale per seguire Simoni. Le pendenze ai limiti dell'alpinismo, in alcuni tratti al 25%, hanno messo in crisi un po' tutti. Simoni è avanzato a fatica tra due ali di folla, è sembrato quasi piantarsi, arrendersi alla montagna, ma il suo vantaggio è salito: 20-25''. Garzelli ha stretto i denti, Pantani ha mollato un po', mentre l'ottimo Popovich, sempre agilissimo, si è rifatto sotto. L'ultimo km è stato interminabile, Simoni ha superato allo stremo, l'ultima infinita rampa e si è presentato all'arrivo. Dopo 34'' (che a queste velocità sono 100-150 metri!) è arrivato il buon Garzelli, poi a una manciata di secondi, sfilacciati, Casagrande, Popovich e Pantani. Noè ha chiuso a 1'07, Pellizotti a 2'51'', Tonkov a 4'. Simoni porta a 44 i secondi di vantaggio in classifica su Garzelli, ma oltre le valutazioni, che comunque parlano di un Simoni che si conferma il più forte, un Garzelli in palla e più che mai pericoloso, un Pantani finalmente all'altezza della sua classe, ci pare che la cosa più significativa sia stata proprio la frase di Simoni già riportata in apertura: troppo dura anche per me. In effetti forse vedere questi campioni così in crisi, da essere desiderosi di scendere di bicicletta e proseguire a piedi non è l'immagine più bella del ciclismo. Le corse non si fanno con i numeri delle pendenze, 20-25-28%, quasi un gioco a stupire, ed infatti le tappe più battagliate sono state finora il Terminillo e Faenza.
   
Classifica di tappa Classifica generale
1) Gilberto Simoni 1) Gilberto Simoni
2) S. Garzelli a 34'' 2) S. Garzelli a 44''
3) F. Casagrande a 39'' 3) A. Noè a 2'23''
4) Y. Popovich a 42'' 4) Y. Popovich a 3'
5) M. Pantani a 43'' 5) F. Casagrande a 4'14''
6) J. Perez Cuapio a 1'05'' 6) R. Rumsas a 4'20''
7) A. Noè a 1'07'' 7) G. Totsching a 4'42''
8) E. Mazzoleni a 1'20'' 8) F. Pellizotti a 4'49''
Maglia azzurra Intergiro: Moreno Di Biase
Maglia ciclamino a punti: Alessandro Petacchi
Maglia verde GPM: Freddy Gonzales