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A proposito di sicurezza

Uno degli argomenti più gettonati nelle discussioni al Giro è quello relativo all'obbligatorietà del casco. La decisione di imporre l'uso del casco pare giusta, ma bisogna dire che la presenza o meno del casco non è l'unico motivo di preoccupazione a cui rivolgersi per quanto concerne la sicurezza. Tappe come quella di Montecatini e di San Donà di Piave lo dimostrano. Quando le tappe per velocisti si concludono nei circuiti, spesso tortuosi, pieni di insidie, i rischi si moltiplicano. E non solo per le ruote veloci: anche gli uomini di classifica devono stare davanti per non incappare nei pericolosi buchi che fanno frazionare il gruppo e perdere secondi preziosi. Tanto varrebbe neutralizzare la corsa sempre e comunque quando si entra nei circuiti e, in caso di arrivo pericoloso, neutralizzarla almeno a 2-3 km dall'arrivo, anche senza circuito. Cosa vuol dire neutralizzare? Vuol dire che dal punto in cui si decide la neutralizzazione i distacchi che eventualmente si formano tra un corridore e l'altro non vengono considerati in classifica generale. Si corre solo per la tappa, non per la classifica, insomma. Lo spettacolo sarebbe migliore, davanti ci sarebbero meno corridori a lottare e questo creerebbe meno pericoli. Bisogna dire poi che sarebbe opportuno che i corridori avessero diritto di dire preventivamente la loro sugli arrivi dove si prevede volata generale, facendo visionare il finale da dei loro rappresentanti con diritto di ottenere dall'organizzazione la modifica del tracciato dell'ultimo km. Sarebbe un passo in avanti decisivo per la maggior sicurezza nelle volate. Ed è quello che d'altronde succede già ad esempio in Formula 1, dove i piloti eleggono tra di loro dei rappresentanti che hanno il diritto di segnalare tutto quanto possa essere pericoloso sulle piste.