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aprile 2003 Giro delle Fiandre 255 kmVan Petegem sulla scia di
Museeuw
| Scattando
in faccia all'avversario sulla salita del
Tenbosse, Peter Van Petegem raccoglie una dura
eredità e la sua personale doppietta al Fiandre,
puntando già il tris del grande Museeuw.
Splendido ritorno da fuoriclasse di Vandenbroucke |
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| Il Fiandre
spalanca la sua edizione 2003 presentando sui 255
km della corsa un numero record (19) di muri, le
mitiche, brevi ma durissime, salite della corsa.
Gli italiani si presentano forti delle vittorie
ottenute nelle due ultime edizioni della corsa
con Bortolami e Tafi, ma stavolta i nostri sono
stati protagonisti solo nella prima parte, poi
quando si è entrati nella fase decisiva sono
saliti in cattedra i padroni di casa belgi con
uno spettacolare duetto Van Petegem-Vandenbroucke.
Presenti in massa nelle prime fasi della corsa,
anche con un assolo generoso ma tatticamente
errato di Pieri, gli italiani hanno visto il
ritiro a una cinquantina di km dall'arrivo di
Mario Cipollini. |
| La fase decisiva
è iniziata come spesso negli anni passati sul
Tenbosse, la salita che ha esaltato più volte
Johann Museeuw. E proprio Museeuw lancia per
primo l'attacco sulla sua salita ma si pianta
quasi subito e viene superato a velocità doppia
da Van Petegem che si invola nella scia dei
fuggitivi Mattan e Guesdon. |
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| Museeuw, non in
perfette condizioni fisiche per i postumi di
un'influenza, molla completamente e
all'inseguimento del terzetto che si è formato
al comando si portano altri due belgi: Brujlandts
e il ritrovato fuoriclasse Franck Vandenbroucke.
In breve si forma la comando un quintetto, dietro
il grupo si sfalda in numerosi plotoncini. Il
primo di questi, che comprende 6 atleti con
Baldato e Celestino trova una buona intesa e ai
piedi del muro decisivo, il mitico Grammont, ai
18 dal'arrivo, i due gruppetti si ricompattano.
Inizia lo spettacolo del muro di Grammont, il pavè
sostituisce l'asfalto, le pendenze si fanno
proibitive, ed arrivano i verdetti: Van Petegem
è il più brillante, forza l'andatura cercando
il colpo risolutore nel tratto più impervio e il
solo Vandenbroucke, che non molla un centimetro
fino allo scollinamento, gli resta in scia,
mentre un ottimo Baldato guida la rincorsa degli
altri. I due belgi proseguono compatti, con cambi
regolari, per i 9 all'inseguimento non c'è
niente da fare. L'ultimo muro, il Bosberg, non
modifica sostanzialmente la situazione e serve
solo a dilatare ancora il vantaggio del duo al
comando, ormai sopra ai 40''. Van Petegem e
Vandenbroucke proseguono d'accordo fino
all'ultimo km, poi rallentano, si studiano, si
appaiano. La volata finale parte lunghissima con
Van Petegem davanti, Vandenbroucke accenna appena
una reazione ma per lui non c'è niente da fare:
il più forte oggi è Peter Van Petegem. A una
manciata di secondi arrivano gli altri 9
fuggitivi con O'Grady che precede Baldato e
Mattan. Come detto ha vinto il più forte, quello
che ha fatto la differenza nei momenti veramente
decisivi senza disperdere energie, ma un grande
applauso va anche a Vandenbroucke, finalmente
protagonista dopo anni bui di una prova
all'altezza della sua classe. Van Petegem centra
così il suo secondo Giro delle Fiandre (aveva
vinto nel '99 sempre davanti a Vandenbroucke) e
potrà certamente avere l'occasione di appaiare
nei prossimi anni il grandissimo Museeuw. |
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| Classifica finale |
Classifica Coppa del
Mondo (2 gare su 10) |
| 1) Peter Van
Petegem |
1) Paolo Bettini 100 |
| 2) Franck Vandenbroucke a 2'' |
1) Peter Van Petegem 100 |
| 3) Stuart O'Grady a 19'' |
3) Mirko Celestino 85 |
| 4) Fabio Baldato st |
4) Franck Vandenbroucke 70 |
| 5) Nico Mattan st |
5) Stuart O'Grady 55 |
| 6) Frederic Guesdon st |
6) Luca Paolini 50 |
| 7) Sergey Ivanov st |
7) Sergey Ivanov 48 |
| 8) Vietcheslav Ekimov st |
8) Dario Pieri 47 |

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