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La primavera dei grandi delusi

Sanremo a Bettini, Fiandre e Roubaix a Van Petegem, le altre corse risolte un po' a sorpresa e in fondo una lunga schiera di corridori partiti per vincere e rimasti delusi. Tanti italiani, soprattutto, che lo scorso anno avevano dominato e stavolta dopo la Sanremo si sono dovuti accontentare sempre di piazzamenti, nonostante che in molte corse, vedi la Roubaix, ma anche l'Amstel, i nostri siano stati tra i primattori.

Per alcuni ci si è messa pure la sfortuna: Bettini dopo la strepitosa Sanremo è incappato in una caduta alla Gand-Wewelgem che lo ha escluso dal resto delle classiche. Bartoli, reduce da un grave incidente, ha ritrovato la grinta e l'entusiasmo del guerriero ma non la condizione migliore.

Detto dei nostri due corridori più forti per le gare di un giorno bisogna poi applaudire ad alcuni giovani che hanno messo in vetrina le proprie capacità: per la verità Dario Pieri alla Roubaix le ha esposte forse un po' troppo e un po' troppo presto facendo il gioco dell'esperto Van Petegem, ma la corsa delle pietre negli ultimi anni si è consegnata solo a corridori che avevano già assaggiato polvere e fango da molto tempo e quindi il toscano avrà certamente modo di rifarsi. Un altro giovane in grande crescita è Michele Scarponi, subito a suo agio nel confronto con i grandi, tanto da piazzarsi quarto alla Liegi. Sottotono invece Di Luca, che ha raccolto il terzo posto all'Amstel, ma ha corso sempre di rimessa, senza essere mai padrone delle gare, come ci si potrebbe aspettare da un uomo della sua classe. D'altronde però, nel mese del nord, l'unico che è sempre sembrato padrone delle sue corse è stato Peter Van Petegem, che ha vinto di classe, ma soprattutto d'esperienza e di personalità. Il belga è stato l'unico dei grandi favoriti a portarsi a casa una classica e addirittura ha fatto doppietta. Non c'è riuscito Museeuw, l'ombra del campione degli anni passati, non c'è riuscito il buon Boogerd, sempre piazzato e mai vittorioso, non ci sono riusciti i nostri. E non c'è riuscito neanche Armstrong, favoritissimo alla Liegi, che ha dovuto inchinarsi all'ex gregario Hamilton, ultima di una serie di sorpresissime che hanno segnato questa campagna del nord. A fare da antipasto alla vittoria di Hamilton, quelle di Klier alla Gand-Wewelgem, di Vinokourov all'Amstel e di Astarloa alla Freccia Vallone. Quest'ultima è stata la vera grande novità: uno spagnolo vincente qui non si era mai visto ed è stato solo la punta dell'iceberg. Dopo i grandi scalatori, gli uomini da corse a tappe, la Spagna sembra pronta a lanciare anche un bel gruppetto di scatenati per le grandi classiche. Belgi e italiani sono avvisati.