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| 26
settembre 19ª tappa La Vega de Alcobendas -
Collado Villalba 164 km |
| Simeoni riprende la corsa |
| La vittoria alla
Vuelta due anni fa, la vittoria di oggi. In mezzo
storie tristemente note di doping, accuse,
processi e querele. Finalmente per Filippo
Simeoni torna il giorno del successo, il giorno
in cui riprendere quel filo interrotto due anni
fa. Una tappa tutta d'attacco quella del
portacolori della Domina Vacanze, a colorare
d'italiano una Vuelta che finora aveva visto
protagonista tra i nostri il grande Petacchi e
poco altro. Una lunga fuga per Simeoni, con
compagno nel finale il danese Moller, mentre da
dietro Roberto Heras provava a riaprire una
Vuelta quasi compromessa. Ci ha provato come
promesso lo spagnolo (quale? Heras!), l'ultimo
appuntamento dell'Alto di Navacerrada l'ha
trovato ancora all'attacco con Valverde, Sevilla
e gli scatenati Osa, Cardenas e Rasmussen. Nozal
non è crollato anche grazie alla squadra, ma ha
ceduto 1'14''. Per la cronometro non dovrebbero
esserci problemi a mantenere la leadership per
l'uomo ONCE, ma gli attacchi in serie di Heras se
non altro hanno ravvivato questa Vuelta priva di
grandi protagonisti. Così mentre Simeoni batteva
allo sprint Moller, Heras gettava sulla strada le
ultime carte, mentre Nozal non perdeva la maglia
ma il DS: Saiz infatti è stato espulso dalla
corsa per aver insultato un cameramen della TV
spagnola. |
Classifica
di tappa
|
Classifica
generale
|
| 1) F. Simeoni |
1) I. Nozal |
| 2) K. Moller st |
2) R. Heras a 1'55'' |
| 3) M. A. Martin Perdiguero a
16'' |
3) I. Gonzalez de Galdeano a 3'03'' |
| 4) C. Moreni st |
4) A. Valverde a 4'06'' |
| 5) B. Zberg st |
5) F. Mancebo a 5'13'' |
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| 27
settembre 20ª tappa San Lorenzo de El
Escorial - Alto de Abantos 11,2 km (crono
individuale) |
| Incredibile
Heras! |
| Metà Vuelta con
oltre 5' di ritardo accumulati: per tutti sarebbe
stata una corsa finita. Per Roberto Heras,
scalatore di rango, no. La rincorsa è cominciata
dopo la crono di Saragozza ed è finita oggi con
la cronoarrampicata all'Alto de Abantos. Nozal
partiva con 1'55'' in saccoccia, frutto di due
crono superbe, di una strenua resistenza in
salita e molto anche di una squadra compatta e
fortissima. Per Heras serviva un'impresa fuori
dal comune: recuperare quasi 2' in 11 km e 200
metri, tanto è la lunghezza dell'Alto de Abantos.
Si è giocato il tutto per tutto, a metà ascesa
ha lo scalatore della Us Postal ha già dimezzato
il ritardo in classifica, ma il tratto con le
pendenze più adatte al suo incedere agile sono
alle spalle. E invece succede che Nozal paga gli
sforzi dei giorni precedenti e finisce per
crollare, mentre Heras è implacabile e doma la
salita con la sua classe pura. Una rincorsa,
quella di Heras che ripaga di una Vuelta non
straordinaria. Un'impresa notevole pensando che
il percorso di questa edizione non era
assolutamente adatto a lui, con poche salite
vere, più crono, e nessun tappone con salite in
successione dove vengono fuori le doti di fondo,
quelle che distinguono il vero corridore da corse
a tappe. Grandissimo, quindi Heras! Alla fine
Nozal deve contare ben 2'23'' di ritardo, ma non
va meglio al compagno, oggi di sventura, Gonzales
de Galdeano, a 2'19'', che dà l'addio al podio,
su cui si issa il bravissimo Valverde, oggi
secondo. Una tappa che ha ridato un po' di colore
ad una Vuelta tinta solo di Spagna, ma di una
Spagna un po' sbiadita. |
| Classifica
di tappa |
Classifica
generale |
| 1) R. Heras |
1) R. Heras |
| 2) A. Valverde a 14'' |
2) I. Nozal a 28'' |
| 3) F. Cardenas st |
3) A. Valverde a 2'25'' |
| 4) F. Jeker a 15'' |
4) I. Gonzales de Galdeano a 3'27'' |
| 5) S. Gonzales a 22'' |
5) F. Mancebo a 4'47'' |
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