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A caccia di Aitor GonzalesLa Vuelta edizione 2003 si presenta senza un vero e proprio padrone. Il vincitore 2002 Aitor Gonzales è certamente in prima fila ma la caccia al successo è senz'altro apertissima. Almeno una decina di corridori possono giocarsi, infatti, le proprie chance se non da vittoria almeno da podio. Gonzales in prima fila dunque, anche se il corridore della Fassa, che lo scorso anno vinse sotto le insegne della Kelme, quest'anno ha fatto tutto fuorchè convincere. Un pessimo Giro, un Tour finito dopo pochissime tappe e ora la chance del riscatto nella sua Vuelta, ma come detto è tutto da verificare. Anche molti altri favoriti offrono garanzie a corrente alternata. Così è per Oscar Sevilla, reduce da un secondo e un quarto posto nelle ultime due edizioni ma anche da un lungo periodo di stop per infortunio. Così anche per Igor Gonzales de Galdeano, che viene da un momento buio, e per Roberto Heras, che al Tour ha potuto dare al proprio capitano Armstrong un apporto praticamente nullo. E poi l'eterno Alex Zuelle, il regolare Levi Leipheimer (pure lui fratturato al Tour), l'evanescente Cadel Evans, il classico Luis Angel Casero, lo sgraziato Francisco Mancebo. Tutti con qualche, piccola o grande velleità, ma anche con tanti dubbi. C'è poi il nostro Dario Frigo. Per lui, che ha sempre sopportato a fatica il peso delle tre settimane e il caldo, la Vuelta può essere la corsa giusta: tappe brevi, più spazio per recuperare, il clima settembrino che potrebbe fare il resto. Qualche possibilità di podio ce l'ha senz'altro anche lui, ma le condizioni di Aitor Gonzales saranno determinanti anche per la sua classifica: i due sono compagni di squadra e quindi se lo spagnolo dovesse giocarsi la maglia amarillo Frigo potrebbe anche essere sacrificato in un ruolo di appoggio. Grandi speranze le suscitano anche i due nuovi astri nascenti del ciclismo iberico: senza Beloki, Mayo, Zubeldia, la Spagna è pronta così a calare altri nomi emergenti nelle grandi corse a tappe. Ed ecco dall'inesauribile fucina di talenti i campioncini: Josè Antonio Pecharroman e Alejandro Valverde. Pecharroman è senz'altro il più maturo, ha già vinto corse importanti (Bicicletta Basca e Catalogna), ha una squadra, seppur non fortissima, tutta per se, la Paternina-Costa de Almeria. Valverde è più l'uomo del futuro, è nella Kelme di Sevilla, ma già qui può far intravedere il suo potenziale. Il percorso, con una discreta dose di km a cronometro può essere quello giusto per il bis di Gonzales, ma come detto, mai come quest'anno la Vuelta si presenta con un lotto di favoriti tutti alle prese con qualche dubbio e quindi durante le tre settimane che porteranno il gruppo da Gijon a Madrid può succedere di tutto. Anche che spunti fuori una sorpresa. |