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Lance Armstrong Più bello degli altri anni. Possibile? Si, perchè è andato un po' più piano e questo gli ha fatto tirare fuori tutte le sue doti extra-biologiche. Il calcolo, la freddezza, la personalità, Armstrong non ha sbagliato niente. Gli scorsi anni probabilmente anche se avesse attaccato al km 0 della tappa più dura avrebbe vinto lo stesso. Quest'anno non si è potuto permettere nessuna distrazione, nessun errore. Splendida la vittoria di Luz Ardiden, ma soprattutto la gestione dei momenti difficili, come Plateau de Bonascre, è stata il suo punto in più VOTO 10

Alessandro Petacchi Dopo il Giro che ha fatto, Zabel e soci lo attendevano al varco, ma sono rimasti scottati. Petacchi ha dimostrato da subito una superiorità schiacciante, quasi imbarazzante per campioni come McEwen e gli altri. Quattro volate, quattro vittorie limpidissime, in sprint difficili, in cui si è spesso trovato in situazioni scomode, troppo indietro, troppo presto al vento. Si è ritirato dopo una settimana e giù dall'oltralpe critiche al campione spezzino. Ma il giorno dopo altri 5 compagni della Fassa Bortolo sono tornati a casa per un virus e anche Petacchi è stato colto dalla febbre. Spettacolo stupendo e critiche ingenerose VOTO 10

Tyler Hamilton Un'impresa d'altri tempi quella dell'americano, che lo consacra fuoriclasse più di quanto possa fare una fuga al primo km di un tappone pirenaico e che fa venire fuori quanto di più vero c'è nel ciclista. Una frattura alla clavicola al primo giorno, l'epica resistenza al dolore, la prova, giorno dopo giorno, di essere di fronte a gesta di altra levatura. Nessuno ha ancora capito come abbia fatto, comunque si porta a casa il 4° posto nella classifica generale, una bellissima tappa con un attacco da lontano, l'ammirazione del mondo sportivo intero e due interrogativi: quanti altri avrebbero resistito al suo posto e avrebbe potuto impensierire Armstrong senza l'incidente? Le risposte sono nessuno e si VOTO 10

US Postal Una cronosquadre strepitosa, che ha regalato a Pena la soddisfazione della maglia gialla, sembrava presagio di un dominio assoluto. Invece è mancato il pezzo più importante, quel Roberto Heras fortissimo lo scorso anno ad aprire la strada ad Armstrong in salita, e che quest'anno non si è praticamente mai visto. In compenso gli altri non hanno mostrato alcuna sbavatura e la cronosquadre è stata determinante per permettere ad Armstrong di affontare i giorni più difficili con un piccolo, importantissimo margine VOTO 9,5

Alexandre Vinokourov Semplicemente strepitoso! Chi se l'aspettava un Vinokourov così alzi la mano. In corsa già da marzo, sempre vincente, al suo primo grande appuntamento con una corsa a tappe di tre settimane ha fatto faville. Appena ha trovato salita è scattato, magari sprecando anche energie, ma mettendo spesso in ambasce Armstrong. Anche a cronometro ha retto bene, ha pagato solo l'ultima tappa pirenaica, dove, comunque, nonostante una precoce crisi, si è salvato più che bene. Insospettabile! VOTO 9,5

Jan Ullrich Dopo l'Alpe d'Huez, chiusa in posizioni piuttosto di retroguardia, il suo Tour sembrava una onesta fatica alla ricerca dell'Ullrich migliore da lanciare nei prossimi appuntamenti. Invece la cronometro nel forno di Cap'Decouverte lo ha rilanciato e l'onda lunga l'ha fatto arrivare a un soffio da Armtrong. Dopo un anno di assenza ha fatto quasi un miracolo, ma in definitiva è stato il solito Ullrich con i soliti pregi e i soliti difetti di sempre: le gambe sono già quelle giuste ma se non corre con un po' più di personalità e acume tattico difficile che possa rivincere il Tour VOTO 9

Iban Mayo Si prende a suon di scatti il ruolo di miglior scalatore del Tour. Lo spagnolo vince alla grandissima sulla mitica Alpe d'Huez, una montagna che incorona solo grimpeur di razza. La cronometro di Cap'Decouverte lo frena un po' anche nei giorni successivi, la cronosquadre lo penalizza eccessivamente, ma rimane uno dei maggiori talenti usciti negli ultimi anni VOTO 8,5

Haimar Zubeldia Una sorpresa! Grande fin dal prologo, cresce giorno dopo giorno in salita fino a posizionarsi stabilmente con i migliori. Corridore giovane, completo, può essere in prospettiva uno dei grandi protagonisti delle corse a tappe VOTO 8

Ivan Basso Ha scalato un gradino fondamentale nella rincorsa alle posizioni che contano. Ormai in salita è a livelli di eccellenza assoluti, le cronometro sono il suo tallone d'Achille. Ma i margini di miglioramento sono ancora ampi, Ivan è giovane, e il fatto che quest'anno non abbia avuto nessun giorno di calo in salita è un grande merito VOTO 8

Joseba Beloki Tre Tour all'ombra di un Armstrong oggettivamente fuori dalla sua portata (ma non solo dalla sua). Quest'anno che finalmente aveva la possibilità, anche grazie al suo netto cambio nel modo di correre, di attaccare l'americano la sfortuna l'ha bloccato. Una vera disdetta! VOTO 8

Flecha-Lastras Tempi lontani quelli in cui gli spagnoli erano solo scalatori. Lo dimostra la Banesto, delusa da Mancebo e Mercado, ma salvata alla grande da questi due che possono lanciarsi anche alle conquista di classiche pesanti VOTO 7

Richard Virenque Nonostante gli anni lui è sempre il solito, almeno negli intenti. Non lotta più per le posizioni che contano, ma con la sesta maglia a pois e una vittoria di tappa alla sua maniera è riuscito comunque a lasciare il segno VOTO 7

Percorso Molto più bello degli scorsi anni, con qualche novità interessante, come la cronometro dopo le prime montagne. Purtroppo la cronosquadre ha confermato di essere una prova che in una corsa a tappe può solo fare danni VOTO 6,5