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luglio 2003 8° tappa Sallanches - L'Alpe d'Huez 211 km LE
CLASSIFICHEEcco il nuovo uomo delle montagne
| L'Alpe
d'Huez è il trampolino di lancio di Iban Mayo,
nuovo grande scalatore del ciclismo mondiale.
Corsa bloccata fino all'ascesa finale, poi grande
bagarre con lo spagnolo unico in grado di fare la
differenza. Bene Basso, eroico Hamilton |
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Il percorso
Una delle tappe più dure,
anche se siamo nella prima parte di Tour. 211 km
da Sallanches all'Alpe d'Huez, uno dei traguardi
mitici della corsa francese. Ma prima dell'arrivo
ci sono da affrontare anche, in avvio la Cote de
Megeve, poi il Telegraphe e soprattutto il
Galibier. 2645 metri di quota, 62 km dall'arrivo,
una salita interminabile, 18,5 km con uan
pendenza media del 6,7%. Lunga discesa verso
Bourg d'Oisans e la celebre ascesa dell'Alpe
d'Huez che si riassume in questi numeri: 14,1 km
alla pendenza media dell'8%. Una giornata
determinante!
|
Se fino a 14 km
dalla fine la tappa della verità ha
sonnecchiato, l'ascesa finale alla mitica Alpe
d'Huez ha riscaldato l'entusiasmo. Non ci ha
pensato Armstrong, ma un giovane scalatore
spagnolo di cui dobbiamo imparare a riconoscere
la pedalata sciolta e il nome: Iban Mayo. Il
giorno in cui la speranza diventa realtà, in cui
il domani diventa oggi, per l'iberico è
arrivato, ed è arrivato su una delle vette più
importanti, di quelle che ti consacrano alla
storia del Tour. Forse Mayo non potrà battere
Armstrong per la maglia gialla di Parigi, ma uno
scalatore così è da tenere in gran
considerazione, per lo spettacolo che offre e
perchè, comunque l'americano non è parso
superiore come gli altri anni. Niente |
| di preocupante,
Armstrong ha controllato, non ha mai perso un
metro dagli avversari che ha battezzato come
pericolosi, ma non ha mai riproposto, dopo gli
scatti degli avversari le sue formidabili azioni
degli scorsi anni. C'è da dire che anche
nell'ultimo Tour aveva iniziato bene ma non
benissimo e poi era andato in grande crescendo. |
| La tappa è
partita con la sorpresa del ritiro di quasi tutta
la Fassa Bortolo per un virus: per fortuna Ivan
Basso ne è stato risparmiato, ma adesso può
contare solo sull'apporto Bruseghin e Cioni.
Soliti tentativi da lontano con in evidenza
Fedrigo e Glomser, con la Quickstep a scandire il
passo per la neo maglia gialla Virenque, ma le
prime salite hanno detto poco o niente. Anche il
Telegraphe è stato affrontato con andatura
regolare e senza scatti e così anche il gigante
Galibier, vetta più alta del Tour 2003, con un
Simoni che ha provato, con una pedalata un po' più
sciolta di ieri a reggere il ritmo, costantemente
attaccato alle ultime ruote del gruppo che conta
(ma poi anche oggi alla fine saranno 12' di
ritardo all'arrivo). In vetta al Galibier
Garzelli ha raccolto i punti del GPM, poi in
discesa Rous e Astarloza hanno tentato di
approfittare dell'andatura non proibitiva per
guadagnare terreno. Il duo è arrivato
all'imbocco dell'Alpe d'Huez con 2 minuti e
mezzo, ma qui è cominciata la corsa vera.
Armstrong ha fatto dare ai suoi una vera frustata
al gruppo che si è sfilacciato, con Virenque
subito nelle retrovie. Ullrich ha subito pagato
l'andatura, anche Hamilton, Beloki e Mayo hanno
perso qualcosa, ma sono tornati sotto, mentre
Basso ha proseguito con uan buona andatura
regolare. Rubiera e Heras si sono succeduti in
testa, piano piano si è formato un gruppetto e
sono cominciati gli scatti. Ci ha provato subito
Beloki ai 10 dall'arrivo, ma Armstrong non gli ha
concesso niente, poi è stato il turno di Iban
Mayo che se ne è andato indisturbato per la sua
cavalcata solitaria. L'eroico Hamilton, con la
clavicola ancora a pezzi, Armstrong, Beloki,
Mancebo, Vinokourov, Heras hanno proseguito a
scatti e controscatti, facendo il gioco del
battistrada che ha guadagnato in poco 1'. Anche
Basso ha approfittato della tensione del
gruppetto per riportarsi sotto, mentre Ullrich è
affossato a più di 1' da Armstrong. Hamilton ha
fatto l'incredibile, ha provato a scattare,
Beloki finalmente ha corso senza timori, ma
Armstrong, senza strafare, non ha lasciato spazio.
Spazio invece concesso a Vinokourov, che ha
guadagnato qualche secondo. Anche sulle ultime
rampe Mayo ha continuato a sgambettare con agilità
e brillantezza, regolare e redditizio. Nessun
cedimento dopo aver fatto quasi tutta la salita
da solo e vittoria in grande stile. Alle sue
spalle il sempre più presente Vinokourov a 1'44'',
mentre Armstorng si è impegnato, vincendola,
nella volata per il terzo posto, a 2'12''. Oltre
3' e mezzo per Ullrich, che ridimensiona le
ambizioni, giunto con il buon Caucchioli. 4'45''
per un Garzelli sufficiente e niente più. Il
Tour riparte da qui, forse per qualcuno finisce,
certo lancia un grande scalatore, una razza in
costante pericolo d'estinzione. Sarà curioso
vedere se al prossimo scatto di Mayo se
Armstrong, da oggi in maglia gialla, reagirà o
lascerà ancora fare. |
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| Classifica di tappa |
Classifica generale |
| 1) Iban
Mayo |
1)
Lance Armstrong |
| 2) A. Vinokourov a 1'44'' |
2) J. Beloki a 40'' |
| 3) L. Armstrong 2'12'' |
3) I. Mayo a 1'10'' |
| 4) F. Mancebo st |
4) A. Vinokourov a 1'17'' |
| 5) H. Zubeldia st |
5) F. Mancebo a 1'37'' |
| 6) J. Beloki st |
6) T. Hamilton a 1'52'' |
| 7) T. Hamilton st |
7) R. Heras a 1'58'' |
| 8) I. Basso st |
8) J. Ullrich a 2'10'' |
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Le
maglie
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| Maglia a Pois GPM:
Richard Virenque |
| Maglia
Verde a punti: Baden Cooke |
| Maglia Bianca giovani:
Denis Menchov |
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La
tappa di domani
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| Da Bourg d'Oisans,
il tradizionale ritrovo di partenza all'indomani
dell'Alpe d'Huez, si percorrono 184 km e mezzo
con il Lautaret e l'Izoard nella primissima parte
di gara. Poi nel finale altri due GPM: Cote de
Saint Apollinaire, 6,7 km al 7,4% a 28 km
dall'arrivo, e la Cote de la Rochette, ad appena
8 km dall'arrivo di Gap per una lunghezza di 3,9
km e una pendenza media del 6,7%. Un disegno
adatto a lunghe fughe |
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