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13 luglio 2003 8° tappa Sallanches - L'Alpe d'Huez 211 km LE CLASSIFICHE

Ecco il nuovo uomo delle montagne

L'Alpe d'Huez è il trampolino di lancio di Iban Mayo, nuovo grande scalatore del ciclismo mondiale. Corsa bloccata fino all'ascesa finale, poi grande bagarre con lo spagnolo unico in grado di fare la differenza. Bene Basso, eroico Hamilton
 

Il percorso

Una delle tappe più dure, anche se siamo nella prima parte di Tour. 211 km da Sallanches all'Alpe d'Huez, uno dei traguardi mitici della corsa francese. Ma prima dell'arrivo ci sono da affrontare anche, in avvio la Cote de Megeve, poi il Telegraphe e soprattutto il Galibier. 2645 metri di quota, 62 km dall'arrivo, una salita interminabile, 18,5 km con uan pendenza media del 6,7%. Lunga discesa verso Bourg d'Oisans e la celebre ascesa dell'Alpe d'Huez che si riassume in questi numeri: 14,1 km alla pendenza media dell'8%. Una giornata determinante!

Se fino a 14 km dalla fine la tappa della verità ha sonnecchiato, l'ascesa finale alla mitica Alpe d'Huez ha riscaldato l'entusiasmo. Non ci ha pensato Armstrong, ma un giovane scalatore spagnolo di cui dobbiamo imparare a riconoscere la pedalata sciolta e il nome: Iban Mayo. Il giorno in cui la speranza diventa realtà, in cui il domani diventa oggi, per l'iberico è arrivato, ed è arrivato su una delle vette più importanti, di quelle che ti consacrano alla storia del Tour. Forse Mayo non potrà battere Armstrong per la maglia gialla di Parigi, ma uno scalatore così è da tenere in gran considerazione, per lo spettacolo che offre e perchè, comunque l'americano non è parso superiore come gli altri anni. Niente
di preocupante, Armstrong ha controllato, non ha mai perso un metro dagli avversari che ha battezzato come pericolosi, ma non ha mai riproposto, dopo gli scatti degli avversari le sue formidabili azioni degli scorsi anni. C'è da dire che anche nell'ultimo Tour aveva iniziato bene ma non benissimo e poi era andato in grande crescendo.
La tappa è partita con la sorpresa del ritiro di quasi tutta la Fassa Bortolo per un virus: per fortuna Ivan Basso ne è stato risparmiato, ma adesso può contare solo sull'apporto Bruseghin e Cioni. Soliti tentativi da lontano con in evidenza Fedrigo e Glomser, con la Quickstep a scandire il passo per la neo maglia gialla Virenque, ma le prime salite hanno detto poco o niente. Anche il Telegraphe è stato affrontato con andatura regolare e senza scatti e così anche il gigante Galibier, vetta più alta del Tour 2003, con un Simoni che ha provato, con una pedalata un po' più sciolta di ieri a reggere il ritmo, costantemente attaccato alle ultime ruote del gruppo che conta (ma poi anche oggi alla fine saranno 12' di ritardo all'arrivo). In vetta al Galibier Garzelli ha raccolto i punti del GPM, poi in discesa Rous e Astarloza hanno tentato di approfittare dell'andatura non proibitiva per guadagnare terreno. Il duo è arrivato all'imbocco dell'Alpe d'Huez con 2 minuti e mezzo, ma qui è cominciata la corsa vera. Armstrong ha fatto dare ai suoi una vera frustata al gruppo che si è sfilacciato, con Virenque subito nelle retrovie. Ullrich ha subito pagato l'andatura, anche Hamilton, Beloki e Mayo hanno perso qualcosa, ma sono tornati sotto, mentre Basso ha proseguito con uan buona andatura regolare. Rubiera e Heras si sono succeduti in testa, piano piano si è formato un gruppetto e sono cominciati gli scatti. Ci ha provato subito Beloki ai 10 dall'arrivo, ma Armstrong non gli ha concesso niente, poi è stato il turno di Iban Mayo che se ne è andato indisturbato per la sua cavalcata solitaria. L'eroico Hamilton, con la clavicola ancora a pezzi, Armstrong, Beloki, Mancebo, Vinokourov, Heras hanno proseguito a scatti e controscatti, facendo il gioco del battistrada che ha guadagnato in poco 1'. Anche Basso ha approfittato della tensione del gruppetto per riportarsi sotto, mentre Ullrich è affossato a più di 1' da Armstrong. Hamilton ha fatto l'incredibile, ha provato a scattare, Beloki finalmente ha corso senza timori, ma Armstrong, senza strafare, non ha lasciato spazio. Spazio invece concesso a Vinokourov, che ha guadagnato qualche secondo. Anche sulle ultime rampe Mayo ha continuato a sgambettare con agilità e brillantezza, regolare e redditizio. Nessun cedimento dopo aver fatto quasi tutta la salita da solo e vittoria in grande stile. Alle sue spalle il sempre più presente Vinokourov a 1'44'', mentre Armstorng si è impegnato, vincendola, nella volata per il terzo posto, a 2'12''. Oltre 3' e mezzo per Ullrich, che ridimensiona le ambizioni, giunto con il buon Caucchioli. 4'45'' per un Garzelli sufficiente e niente più. Il Tour riparte da qui, forse per qualcuno finisce, certo lancia un grande scalatore, una razza in costante pericolo d'estinzione. Sarà curioso vedere se al prossimo scatto di Mayo se Armstrong, da oggi in maglia gialla, reagirà o lascerà ancora fare.

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Classifica di tappa Classifica generale
1) Iban Mayo 1) Lance Armstrong
2) A. Vinokourov a 1'44'' 2) J. Beloki a 40''
3) L. Armstrong 2'12'' 3) I. Mayo a 1'10''
4) F. Mancebo st 4) A. Vinokourov a 1'17''
5) H. Zubeldia st 5) F. Mancebo a 1'37''
6) J. Beloki st 6) T. Hamilton a 1'52''
7) T. Hamilton st 7) R. Heras a 1'58''
8) I. Basso st 8) J. Ullrich a 2'10''

Le maglie

Maglia a Pois GPM: Richard Virenque
Maglia Verde a punti: Baden Cooke
Maglia Bianca giovani: Denis Menchov

La tappa di domani

Da Bourg d'Oisans, il tradizionale ritrovo di partenza all'indomani dell'Alpe d'Huez, si percorrono 184 km e mezzo con il Lautaret e l'Izoard nella primissima parte di gara. Poi nel finale altri due GPM: Cote de Saint Apollinaire, 6,7 km al 7,4% a 28 km dall'arrivo, e la Cote de la Rochette, ad appena 8 km dall'arrivo di Gap per una lunghezza di 3,9 km e una pendenza media del 6,7%. Un disegno adatto a lunghe fughe