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luglio 2003 7° tappa Lyon - Morzine 230,5 km LE
CLASSIFICHEVirenque, l'uomo delle imprese
| La
prima tappa con salite vere getta già uno
spartiacque: Virenque coglie l'ennesima impresa,
ma a sorprendere, in negativo, sono Petacchi e
Simoni. Il velocista si ritira sul primo
strappetto, lo scalatore cede nettamente sulla
Ramaz |
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Il percorso
Si comincia a fare sul
serio: 230,5 km partendo da Lyon con il Col de
Portes, la Cote du Mont des Princes e la Cote de
Cruiselles per scaldarsi. Poi il Col de Ramaz,
una lunga salita di 14,3 km al 6,9% con la vetta
a poco più di 20 km dall'arrivo e il finale,
prima dell'arrivo a Morzine, con la Cote des
Gets, 4,2 km al 4,6%. Una tappa in cui qualcuno
può già lasciare il Tour
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Tappa attesa,
quella di Morzine, con le prime salite vere del
Tour, soprattutto il Col de La Ramaz, ascesa
lunga e impegnativa. E le indicazioni importanti
non sono mancate, per qualcuno già senza appello.
In una giornata caldissima, con tanta salita, con
un chilometraggio impegnativo è saltato fuori
ancora una volta l'indomabile Richard Virenque,
dato ogni anno per finito ma sempre capace poi
alla prova dei fatti di imprese al limite della
follia. Virenque non lotterà per la vittoria del
Tour, ma questa tappa per lui e per il |
| ciclismo francese
vale quasi come la maglia gialla di Parigi.
Intanto per lui c'è la maglia gialla di Morzine,
una fuga, l'ennesima della carriera, che accresce
il suo ruolo di combattente. |
| Le prime sorprese
sono venute già dai primi km: già sul Col de
Portes, praticamente in partenza, nonostante i
compagni di squadra e il DS Ferretti lo
consigliassero di provare a tener duro,
Alessandro Petacchi ha abbandonato la corsa.
Cotto anche di testa oltre che di gambe,
probabilmente. Vero è che al Giro in salita lo
spezzino aveva un altro passo, ma probabilmente
il Tour arrivato all'improvviso (Petacchi non
doveva prendervi parte) le tante vittorie lo
hanno consumato psicologicamente. Anche Kirsipuu
ha mollato quasi subito. Non ha mollato invece
Paolo Bettini, andato in fuga alla partenza con
Aldag, Poilvet e Clain. Al suo inseguimento si
sono portati Virenque, compagno di squadra di
Bettini e Manzano. L'esperto francese al 90° km
ha finalmente raggiunto Bettini e gli altri,
mentre Manzano si è dovuto ritirare per un colpo
di sole. La corsa ha vissuto i suoi sussulti
decisivi sulle dure rampe del Col de La Ramaz,
chiamato a misurare i valori in campo. Lo strano
duo Quickstep Bettini-Virenque, con oltre 7' di
vantaggio sul gruppo, ha fatto da subito il ritmo
facendo il vuoto, ma Aldag è tornato sotto e con
un allungo ha fatto fuori il livornese, che è
crollato di schianto dopo 200 km di fuga
dispendiosissima. Nel gruppo dei migliori le
emozioni sono venute più dalle posizioni di coda
dove Aitor Gonzales ha proseguito sulla falsariga
del Giro la sua stagione, e Botero si è presto
piantato, lasciando a Vinokourov, che intanto
provava un effimero allungo, le ambizioni di
classifica della Telekom. La maglia gialla Pena
si è messa al servizio di Armstrong, poi chiuso
il suo turno ha dato l'addio anche alla vetta
della classifica. Ma la sorpresa più grossa è
venuta da Simoni: il vincitore dell'ultimo Giro
ha mollato nettamente le ruote dei rivali, in
maniera imprevedibile. Da lui ci si aspettava un
attacco, invece si è staccato senza che nessuno
in testa al gruppo sia scattato o abbia forzato
il ritmo: brutto, bruttissimo segno, senza
possibilità di recupero. Armstrong, Beloki,
Ullrich, Mayo, sono rimasti a controllarsi, con
un incredibile Hamilton che tenuto botta. Tra i
nostri ben presenti Garzelli, Basso, Pellizotti e
Caucchioli. Virenque, vinta la resistenza di
Aldag si è presentato in vetta alla Ramaz (22 km
da Morzine) con un minuto e mezzo sul tedesco e
quasi 4 su Armstrong e compagni. La discesa ha
ampliato i divari, col gruppo che non ha
insistito più di tanto, l'ultima leggera ascesa
non ha più modificato la situazione ormai
acquisita. Virenque ha vinto, ha centrato il
classico doppio colpo, tappa e maglia, colpo
storico per un corridore come lui che si è
sempre nutrito di Tour e che aveva vestito in
giallo solo un giorno in tutta la carriera.
Certo, potrebbe perderla già domani, ma arrivare
sull'Alpe d'Huez con i simboli del primato... Per
Simoni e Botero, come per Aitor Gonzales il Tour
ha già scritto una pagina definitiva: il loro
ritardo di 10' non lascia spazio a slanci di
ottimismo. Per tutti gli altri, compresi Garzelli
e Basso è ancora tutto da scrivere. |
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| Classifica di tappa |
Classifica generale |
| 1) Richard
Virenque |
1)
Richard Virenque |
| 2) Rolf Aldag a 2'29'' |
2) L. Armstrong a 2'37'' |
| 3) S. Chavanel a 3'45'' |
3) R. Aldag a 2'48'' |
| 4) M. Rogers a 4'03'' |
4) J. L. Rubiera a 2'59'' |
| 5) S. Garzelli a 4'06'' |
5) R. Heras a 3'03'' |
| 6) C. Moreau st |
6) J. Beloki 3'09'' |
| 7) L. Dufaux st |
7) J. Jaksche a 3'14'' |
| 8) D. Millar st |
8) M. Beltran a 3'15'' |
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Le
maglie
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| Maglia a Pois GPM:
Richard Virenque |
| Maglia
Verde a punti: Baden Cooke |
| Maglia Bianca giovani:
Denis Menchov |
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La
tappa di domani
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| Una delle tappe più
dure, anche se siamo nella prima parte di Tour.
211 km da Sallanches all'Alpe d'Huez, uno dei
traguardi mitici della corsa francese. Ma prima
dell'arrivo ci sono da affrontare anche, in avvio
la Cote de Megeve, poi il Telegraphe e
soprattutto il Galibier. 2645 metri di quota, 62
km dall'arrivo, una salita interminabile, 18,5 km
con uan pendenza media del 6,7%. Lunga discesa
verso Bourg d'Oisans e la celebre ascesa
dell'Alpe d'Huez che si riassume in questi numeri:
14,1 km alla pendenza media dell'8%. Una giornata
determinante! |
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