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12 luglio 2003 7° tappa Lyon - Morzine 230,5 km LE CLASSIFICHE

Virenque, l'uomo delle imprese

La prima tappa con salite vere getta già uno spartiacque: Virenque coglie l'ennesima impresa, ma a sorprendere, in negativo, sono Petacchi e Simoni. Il velocista si ritira sul primo strappetto, lo scalatore cede nettamente sulla Ramaz
 

Il percorso

Si comincia a fare sul serio: 230,5 km partendo da Lyon con il Col de Portes, la Cote du Mont des Princes e la Cote de Cruiselles per scaldarsi. Poi il Col de Ramaz, una lunga salita di 14,3 km al 6,9% con la vetta a poco più di 20 km dall'arrivo e il finale, prima dell'arrivo a Morzine, con la Cote des Gets, 4,2 km al 4,6%. Una tappa in cui qualcuno può già lasciare il Tour

Tappa attesa, quella di Morzine, con le prime salite vere del Tour, soprattutto il Col de La Ramaz, ascesa lunga e impegnativa. E le indicazioni importanti non sono mancate, per qualcuno già senza appello. In una giornata caldissima, con tanta salita, con un chilometraggio impegnativo è saltato fuori ancora una volta l'indomabile Richard Virenque, dato ogni anno per finito ma sempre capace poi alla prova dei fatti di imprese al limite della follia. Virenque non lotterà per la vittoria del Tour, ma questa tappa per lui e per il
ciclismo francese vale quasi come la maglia gialla di Parigi. Intanto per lui c'è la maglia gialla di Morzine, una fuga, l'ennesima della carriera, che accresce il suo ruolo di combattente.
Le prime sorprese sono venute già dai primi km: già sul Col de Portes, praticamente in partenza, nonostante i compagni di squadra e il DS Ferretti lo consigliassero di provare a tener duro, Alessandro Petacchi ha abbandonato la corsa. Cotto anche di testa oltre che di gambe, probabilmente. Vero è che al Giro in salita lo spezzino aveva un altro passo, ma probabilmente il Tour arrivato all'improvviso (Petacchi non doveva prendervi parte) le tante vittorie lo hanno consumato psicologicamente. Anche Kirsipuu ha mollato quasi subito. Non ha mollato invece Paolo Bettini, andato in fuga alla partenza con Aldag, Poilvet e Clain. Al suo inseguimento si sono portati Virenque, compagno di squadra di Bettini e Manzano. L'esperto francese al 90° km ha finalmente raggiunto Bettini e gli altri, mentre Manzano si è dovuto ritirare per un colpo di sole. La corsa ha vissuto i suoi sussulti decisivi sulle dure rampe del Col de La Ramaz, chiamato a misurare i valori in campo. Lo strano duo Quickstep Bettini-Virenque, con oltre 7' di vantaggio sul gruppo, ha fatto da subito il ritmo facendo il vuoto, ma Aldag è tornato sotto e con un allungo ha fatto fuori il livornese, che è crollato di schianto dopo 200 km di fuga dispendiosissima. Nel gruppo dei migliori le emozioni sono venute più dalle posizioni di coda dove Aitor Gonzales ha proseguito sulla falsariga del Giro la sua stagione, e Botero si è presto piantato, lasciando a Vinokourov, che intanto provava un effimero allungo, le ambizioni di classifica della Telekom. La maglia gialla Pena si è messa al servizio di Armstrong, poi chiuso il suo turno ha dato l'addio anche alla vetta della classifica. Ma la sorpresa più grossa è venuta da Simoni: il vincitore dell'ultimo Giro ha mollato nettamente le ruote dei rivali, in maniera imprevedibile. Da lui ci si aspettava un attacco, invece si è staccato senza che nessuno in testa al gruppo sia scattato o abbia forzato il ritmo: brutto, bruttissimo segno, senza possibilità di recupero. Armstrong, Beloki, Ullrich, Mayo, sono rimasti a controllarsi, con un incredibile Hamilton che tenuto botta. Tra i nostri ben presenti Garzelli, Basso, Pellizotti e Caucchioli. Virenque, vinta la resistenza di Aldag si è presentato in vetta alla Ramaz (22 km da Morzine) con un minuto e mezzo sul tedesco e quasi 4 su Armstrong e compagni. La discesa ha ampliato i divari, col gruppo che non ha insistito più di tanto, l'ultima leggera ascesa non ha più modificato la situazione ormai acquisita. Virenque ha vinto, ha centrato il classico doppio colpo, tappa e maglia, colpo storico per un corridore come lui che si è sempre nutrito di Tour e che aveva vestito in giallo solo un giorno in tutta la carriera. Certo, potrebbe perderla già domani, ma arrivare sull'Alpe d'Huez con i simboli del primato... Per Simoni e Botero, come per Aitor Gonzales il Tour ha già scritto una pagina definitiva: il loro ritardo di 10' non lascia spazio a slanci di ottimismo. Per tutti gli altri, compresi Garzelli e Basso è ancora tutto da scrivere.

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Classifica di tappa Classifica generale
1) Richard Virenque 1) Richard Virenque
2) Rolf Aldag a 2'29'' 2) L. Armstrong a 2'37''
3) S. Chavanel a 3'45'' 3) R. Aldag a 2'48''
4) M. Rogers a 4'03'' 4) J. L. Rubiera a 2'59''
5) S. Garzelli a 4'06'' 5) R. Heras a 3'03''
6) C. Moreau st 6) J. Beloki 3'09''
7) L. Dufaux st 7) J. Jaksche a 3'14''
8) D. Millar st 8) M. Beltran a 3'15''

Le maglie

Maglia a Pois GPM: Richard Virenque
Maglia Verde a punti: Baden Cooke
Maglia Bianca giovani: Denis Menchov

La tappa di domani

Una delle tappe più dure, anche se siamo nella prima parte di Tour. 211 km da Sallanches all'Alpe d'Huez, uno dei traguardi mitici della corsa francese. Ma prima dell'arrivo ci sono da affrontare anche, in avvio la Cote de Megeve, poi il Telegraphe e soprattutto il Galibier. 2645 metri di quota, 62 km dall'arrivo, una salita interminabile, 18,5 km con uan pendenza media del 6,7%. Lunga discesa verso Bourg d'Oisans e la celebre ascesa dell'Alpe d'Huez che si riassume in questi numeri: 14,1 km alla pendenza media dell'8%. Una giornata determinante!