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luglio 2003 14° tappa Saint Girons- Loudenvielle 191,5
km LE CLASSIFICHERivincita Simoni, Armstrong
sotto assedio
| I
Pirenei regalano a Simoni una giornata di gloria
dopo 10 giorni soffertissimi. Armstrong resiste
in giallo, lascia il comando delle operazioni ad
Ullrich, ma adesso anche Vinokourov lo bracca da
vicino. Battaglia incertissima |
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Il percorso
191,5 km da Saint-Girons a
Loudenvielle con sei GPM. Basta questo a
descrivere la durezza della tappa. Le salite sono
il Col de Latrape, il Col de La Core, il Portet
d'Aspet, teatro del tragico incidente di
Casartelli nel '95, e il Col de Mentè nei primi
120 km. Ma a decidere presumibilmente saranno il
Portillon, 8,3 km al 6,9% e soprattutto il
Peyresourde, con la vetta ad 11 km dall'arrivo,
posto dopo la discesa. Il Peyresourde misura 13
km e la pendenza media è del 7%. Una tappa
determinante
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Un finale di Tour
così merita di essere ricordato nella storia del
ciclismo: all'avvio della terza settimana i primi
tre della classifica generale si presentano
racchiusi nello spazio di 18 piccoli secondi. Se
ieri era parso in momentanea difficoltà
Armstrong oggi è sembrato aver superato
l'appannamento del dopo crono-batosta e,
lasciando il comando del gruppo ad Ullrich, ha
messo l'avversario nella posizione scomoda di
uomo-corsa: posizione che il tedesco può
soffrire per la minor personalità e freddezza
dell'americano. Vinokourov, inesauribile, non ha
perso tempo neanche stavolta, proponendosi come
terzo uomo del Tour |
| e come autentica
mina vagante. E finalmente Gilberto Simoni ha
saputo cogliere la prima soddisfazione di questo
Tour difficilissimo: lunga fuga e vittoria
d'orgoglio, quell'orgoglio che è sempre stata
l'arma in più del trentino. Simoni ci ha provato
subito in partenza andandosene con un gruppetto
di 17 corridori con il solito Virenque, che si è
cucito addosso definitivamente la maglia a pois,
e una buona pattuglia italiana: Bettini, Guidi,
Peron e Nardello. Il gruppo ha lasciato spazio e
la fuga è andata. La lunga successione di salite
ha scremato il drappello, finchè il penultimo
colle, il Portillon, a una cinquantina di km dal
traguardo, ha portato in testa Simoni, Virenque e
Dufaux, con gli altri sparpagliati
all'inseguimento. Il gruppo è stato comandato a
lungo dalla Bianchi di Ullrich, evidentemente
padrone in pectore del Tour. Armstrong se ne è
stato tranquillo, impassibile alla prova di forza
del rivale. Il Portillon non ha modificato niente
in gruppo. Simoni, Virenque e Dufaux hanno
scollinato con 7'45'' sulla maglia gialla, poi
per qualche km su di loro è rientrato Beneteau,
che era nella fuga dei 17, ma le prime rampe del
Peyresourde, salita temibile e ultima di
giornata, hanno ripresentato i soliti tre. Simoni
ha avviato un timido lavoro di allunghi che non
ha sortito effetti. Ma la corsa è esplosa dietro:
la Euskaltel ha attaccato con forza, prima Mayo,
poi Laiseka, ma è stato Vinokourov che ha
prodotto il solito allungo da spezzare le gambe.
Il kazako della Telekom si è riportato su Mayo,
mentre Laiseka è stato riassorbito. Armstrong ha
seraficamente atteso nel suo fortino l'attacco da
più parti degli avversari anche senza l'aiuto
dei reparti speciali, visto che Heras è
naufragato prima della battaglia e anche Rubiera
oggi ha mollato subito. In testa si è portato
Ullrich, meno prepotente di ieri nell'andatura,
forse intimorito dall'essere il faro del gruppo,
Armstrong l'ha lasciato lì a tirare senza
mollarlo, Basso e Zubeldia, splendide realtà, a
rimorchio, gli altri irrimediabilmente staccati.
Vinokourov ha retto il peso dell'attacco con Mayo
quasi al gancio. In vetta al Peyresourde ancora
Simoni, Virenque e Dufaux al comando con 1'40''
su Vinokourov e Mayo (ma con ancora Peron e
Beneteau nel mezzo) e 2'30'' su Armstrong & C.
La picchiata finale verso Loudenvielle, una
decina di km, ha portato un minimo di accordo tra
Ullrich e Armstrong per contenere l'imprevedibile
Vinokourov, accordo che è mancato tra i tre di
testa: in vista dello sprint finale si sono
guardati, studiati, e Peron, insospettabilmente,
li ha riagguantati dopo un'infinita rincorsa
proprio all'ultimo km e ha tentato subito la
sorpresa, ma senza riuscirci, e così
praticamente ha tirato la volata agli altri.
Simoni è partito al momento giusto, ha
sorpassato Virenque, ha resistito al ritorno di
Dufaux e ha colto una vittoria carica di
significato. Solo ieri il capitano della Saeco
era sul punto di lasciare il Tour, poi
l'orgoglio, la volgia di lasciare un segno gli ha
fatto compiere l'impresa. Vinokourov e Mayo sono
arrivati a 41'', la maglia gialla, Ullrich, Basso
e Zubeldia a 1'24'', Hamilton a 2' e mezzo.
Armstrong ha resistito così all'ennesimo
assalto, ma adesso si trova l'imprevedibile
kazako a 18''. Il texano però ha mostrato grande
fiducia, anche dopo la tappa ed in vista della
crono del penultimo giorno. Ma intanto domani è
ancora salita a Luz Ardiden. Con questi valori
così livellati può succedere di tutto, ma certo
è che se Ullrich può vincere solo se è
decisamente il più forte, in favore di Armstrong
giocano la personalità e la freddezza, mentre su
Vinokourov è assolutamente inutile sbilanciarsi:
lui ci proverà ancora, poi dove può arrivare
questo corridore dalle risorse infinite è ancora
un mistero. |
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| Classifica di tappa |
Classifica generale |
| 1)
Gilberto Simoni |
1)
Lance Armstrong |
| 2) L. Dufaux st |
2) J. Ullrich a 15'' |
| 3) R. Virenque st |
3) A. Vinokourov a 18'' |
| 4) A. Peron a 3'' |
4) H. Zubeldia a 4'16'' |
| 5) W. Beneteau a 10'' |
5) I. Mayo a 4'37'' |
| 6) A. Vinokourov a 41'' |
6) I. Basso a 7'01'' |
| 7) I. Mayo st |
7) T. Hamilton a 7'32'' |
| 8) S. Zampieri st |
8) F. Mancebo 10'09'' |
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Le
maglie
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| Maglia a Pois GPM:
Richard Virenque |
| Maglia
Verde a punti: Baden Cooke |
| Maglia Bianca giovani:
Denis Menchov |
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La
tappa di domani
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| Tappone con salite
dai nomi mitici: sono 159,5 km da Bagneres de
Bigorre a Luz Ardiden con l'Aspin a metà
percorso e poi l'infinito Tourmalet, 17,1 km di
ascesa al 7,1%. Da qui mancano ancora 35 km, gli
ultimi 13,4 sono la salita verso Luz Ardiden, al
7,6%. Una giornata da resa dei conti! |
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