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20 luglio 2003 14° tappa Saint Girons- Loudenvielle 191,5 km LE CLASSIFICHE

Rivincita Simoni, Armstrong sotto assedio

I Pirenei regalano a Simoni una giornata di gloria dopo 10 giorni soffertissimi. Armstrong resiste in giallo, lascia il comando delle operazioni ad Ullrich, ma adesso anche Vinokourov lo bracca da vicino. Battaglia incertissima
 

Il percorso

191,5 km da Saint-Girons a Loudenvielle con sei GPM. Basta questo a descrivere la durezza della tappa. Le salite sono il Col de Latrape, il Col de La Core, il Portet d'Aspet, teatro del tragico incidente di Casartelli nel '95, e il Col de Mentè nei primi 120 km. Ma a decidere presumibilmente saranno il Portillon, 8,3 km al 6,9% e soprattutto il Peyresourde, con la vetta ad 11 km dall'arrivo, posto dopo la discesa. Il Peyresourde misura 13 km e la pendenza media è del 7%. Una tappa determinante

Un finale di Tour così merita di essere ricordato nella storia del ciclismo: all'avvio della terza settimana i primi tre della classifica generale si presentano racchiusi nello spazio di 18 piccoli secondi. Se ieri era parso in momentanea difficoltà Armstrong oggi è sembrato aver superato l'appannamento del dopo crono-batosta e, lasciando il comando del gruppo ad Ullrich, ha messo l'avversario nella posizione scomoda di uomo-corsa: posizione che il tedesco può soffrire per la minor personalità e freddezza dell'americano. Vinokourov, inesauribile, non ha perso tempo neanche stavolta, proponendosi come terzo uomo del Tour
e come autentica mina vagante. E finalmente Gilberto Simoni ha saputo cogliere la prima soddisfazione di questo Tour difficilissimo: lunga fuga e vittoria d'orgoglio, quell'orgoglio che è sempre stata l'arma in più del trentino. Simoni ci ha provato subito in partenza andandosene con un gruppetto di 17 corridori con il solito Virenque, che si è cucito addosso definitivamente la maglia a pois, e una buona pattuglia italiana: Bettini, Guidi, Peron e Nardello. Il gruppo ha lasciato spazio e la fuga è andata. La lunga successione di salite ha scremato il drappello, finchè il penultimo colle, il Portillon, a una cinquantina di km dal traguardo, ha portato in testa Simoni, Virenque e Dufaux, con gli altri sparpagliati all'inseguimento. Il gruppo è stato comandato a lungo dalla Bianchi di Ullrich, evidentemente padrone in pectore del Tour. Armstrong se ne è stato tranquillo, impassibile alla prova di forza del rivale. Il Portillon non ha modificato niente in gruppo. Simoni, Virenque e Dufaux hanno scollinato con 7'45'' sulla maglia gialla, poi per qualche km su di loro è rientrato Beneteau, che era nella fuga dei 17, ma le prime rampe del Peyresourde, salita temibile e ultima di giornata, hanno ripresentato i soliti tre. Simoni ha avviato un timido lavoro di allunghi che non ha sortito effetti. Ma la corsa è esplosa dietro: la Euskaltel ha attaccato con forza, prima Mayo, poi Laiseka, ma è stato Vinokourov che ha prodotto il solito allungo da spezzare le gambe. Il kazako della Telekom si è riportato su Mayo, mentre Laiseka è stato riassorbito. Armstrong ha seraficamente atteso nel suo fortino l'attacco da più parti degli avversari anche senza l'aiuto dei reparti speciali, visto che Heras è naufragato prima della battaglia e anche Rubiera oggi ha mollato subito. In testa si è portato Ullrich, meno prepotente di ieri nell'andatura, forse intimorito dall'essere il faro del gruppo, Armstrong l'ha lasciato lì a tirare senza mollarlo, Basso e Zubeldia, splendide realtà, a rimorchio, gli altri irrimediabilmente staccati. Vinokourov ha retto il peso dell'attacco con Mayo quasi al gancio. In vetta al Peyresourde ancora Simoni, Virenque e Dufaux al comando con 1'40'' su Vinokourov e Mayo (ma con ancora Peron e Beneteau nel mezzo) e 2'30'' su Armstrong & C. La picchiata finale verso Loudenvielle, una decina di km, ha portato un minimo di accordo tra Ullrich e Armstrong per contenere l'imprevedibile Vinokourov, accordo che è mancato tra i tre di testa: in vista dello sprint finale si sono guardati, studiati, e Peron, insospettabilmente, li ha riagguantati dopo un'infinita rincorsa proprio all'ultimo km e ha tentato subito la sorpresa, ma senza riuscirci, e così praticamente ha tirato la volata agli altri. Simoni è partito al momento giusto, ha sorpassato Virenque, ha resistito al ritorno di Dufaux e ha colto una vittoria carica di significato. Solo ieri il capitano della Saeco era sul punto di lasciare il Tour, poi l'orgoglio, la volgia di lasciare un segno gli ha fatto compiere l'impresa. Vinokourov e Mayo sono arrivati a 41'', la maglia gialla, Ullrich, Basso e Zubeldia a 1'24'', Hamilton a 2' e mezzo. Armstrong ha resistito così all'ennesimo assalto, ma adesso si trova l'imprevedibile kazako a 18''. Il texano però ha mostrato grande fiducia, anche dopo la tappa ed in vista della crono del penultimo giorno. Ma intanto domani è ancora salita a Luz Ardiden. Con questi valori così livellati può succedere di tutto, ma certo è che se Ullrich può vincere solo se è decisamente il più forte, in favore di Armstrong giocano la personalità e la freddezza, mentre su Vinokourov è assolutamente inutile sbilanciarsi: lui ci proverà ancora, poi dove può arrivare questo corridore dalle risorse infinite è ancora un mistero.
 

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Classifica di tappa Classifica generale
1) Gilberto Simoni 1) Lance Armstrong
2) L. Dufaux st 2) J. Ullrich a 15''
3) R. Virenque st 3) A. Vinokourov a 18''
4) A. Peron a 3'' 4) H. Zubeldia a 4'16''
5) W. Beneteau a 10'' 5) I. Mayo a 4'37''
6) A. Vinokourov a 41'' 6) I. Basso a 7'01''
7) I. Mayo st 7) T. Hamilton a 7'32''
8) S. Zampieri st 8) F. Mancebo 10'09''

Le maglie

Maglia a Pois GPM: Richard Virenque
Maglia Verde a punti: Baden Cooke
Maglia Bianca giovani: Denis Menchov

La tappa di domani

Tappone con salite dai nomi mitici: sono 159,5 km da Bagneres de Bigorre a Luz Ardiden con l'Aspin a metà percorso e poi l'infinito Tourmalet, 17,1 km di ascesa al 7,1%. Da qui mancano ancora 35 km, gli ultimi 13,4 sono la salita verso Luz Ardiden, al 7,6%. Una giornata da resa dei conti!