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19 luglio 2003 13° tappa Toulouse - Plateau de Bonascre 197,5 km LE CLASSIFICHE

Armstrong-Ullrich: siamo alla svolta?

L'onda lunga della cronometro fa vacillare Lance Armstrong. Ullrich sfrutta il momento di grazia per far girare il Tour dalla sua parte e si porta a soli 15''. In calo le quotazioni di Mayo, tiene bene Ivan Basso. Tappa a Sastre, attaccante da lontano
 

Il percorso

Inizia la tre giorni della verità. La partenza è a Toulouse, sede d'arrivo prima della crono, l'arrivo a Plateau de Bonascre per 197,5 km. Fino a una cinquantina di km dal traguardo percorso agevole, poi qui inizia l'ascesa a Col de Pailhères, salita lunghissima, 15,5 km. La pendenza media è del 7,8%, la vetta è a 29 km dal traguardo. Lunga picchiata e poi risalita ai 1373 metri di Plateau de Bonascre, 9,1 km di salita al 7,2%

Il Tour potrebbe prendere una piega inimmaginabile solo fino a poche ore fa. Sì, Armstrong aveva dato l'impressione di non essere proprio quello degli anni passati, ma probabilmente nessuno avrebbe mai immaginato di vederlo in difficoltà a reggere il ritmo imposto dal suo grande avversario Ullrich in salita. La tendenza è importante ma non definitiva: siamo all'indomani della cronometro e chi ha fatto fatica contro il tempo anche oggi ha pagato, vedi Mayo. Domani sarà probabilmente la tappa decisiva, se il trend di un Ullrich in prepotente crescita e di un Armstrong che cerca soprattutto di
limitare le sconfitte anche al di là dell'effetto cronometro allora il Tour potrebbe girare irrevocabilmente dalla parte del tedesco. Ma Armstrong è parso piuttosto sereno e fiducioso, la maglia gialla è ancora sua, la sua squadra è superiore alla Bianchi del tedesco e la sua freddezza ed esperienza possono risultare decisive. La sua giornata difficile l'americano l'ha, tutto sommato, passata bene, gestita nel modo giusto, e alla fine il distacco rimediato da Ullrich è stato ridotto.
Armstrong ha gestito la corsa con una novità assoluta, inserendo uno degli uomini più importanti del suo gruppo di fedelissimi, Josè Luis Rubiera, in una fuga da lontano. Nel momento in cui la corsa vera è iniziata, sul Col de Pailhères, salita inedita per il Tour e molto ostica, Rubiera è rimasto solo in testa, mentre dal gruppo della maglia gialla, che ha cominciato presto ad assottigliarsi sono usciti Juan Miguel Mercado (Banesto) e Carlos Sastre (CSC). Dopo un bell'inseguimento i due sono andati a ricongiungersi con Rubiera, mentre Ullrich ha imposto l'andatura dell'ottimo Plaza al gruppo. La situazione si è congelata fin quasi alla vetta, con i grandi in attesa dei momenti decisivi, con Beltran, uomo US Postal, che ha rilevato Plaza, poi Iban Mayo ha saggiato la consistenza degli avversari con due scattini che non hanno impensierito Armstrong nè Ullrich, attentissimi. Poi nient'altro, tutto in attesa dell'ultima salita, per la verità meno dura di questo sorprendente Col de Pailhères, strada stretta, cattiva, da scalatori veri. Ma tant'è, scalatori veri forse non ce ne sono, almeno di consistenza superiore. La discesa rallenta ulteriormente il gruppo e ad Aix le Thermes, 10 km dall'arrivo, all'imbocco dell'ascesa finale, i 3 al comando hanno ancora una trentina di secondi su Dufaux che si è portato all'inseguimento da solo e un paio di minuti sul gruppo. Inizia la salita a Plateau de Bonascre, e ai -7 Carlos Sastre ha deciso di lasciare la compagnia di Mercado e Rubiera, che ha rallentato per aspettare il capitano. Beltran e Heras hanno scandito il ritmo a lungo e Armstrong ha tenuto così tutto sotto controllo, poi Rubiera ha rafforzato la pattuglia. Mancebo, 7° in classifica, ha cominciato a arrancare, anche Mayo non è parso brillantissimo. Rubiera ha consumato le ultime energie, poi Haimar Zubeldia ha acceso la prima miccia con un allungo che intanto ha messo KO il compagno Mayo. Ullrich non ha esitato, Armstrong ha faticato un po' di più ed è stato il primo segnale. Ricompattato il gruppetto, con un ottimo Basso e con un Hamilton che ha perso le ruote buone, è toccato a Vinokourov piazzare il suo classico colpo ben assestato: Ullrich è stato il più pronto anche stavolta, ha scavalcato il kazako, ha imposto il suo forcing cancellando l'immagine opaca dell'Alpe d'Huez. Anche Vinokourov ha vacillato, Armstrong si è fatto portare un po' da Basso, cercando di superare il momento difficile, mentre il tedescone della Bianchi se ne andava di potenza. Zubeldia è risalito con classe e forza sorprendenti. E Armstrong si è gestito bene nella difficoltà, ha scavalcato Basso, Vinokourov e nell'ultimo tratto in falsopiano ha recuperato terreno importante. Per la tappa Sastre, sempre in testa, non ha avuto problemi a reggere, visto che la bagarre dietro è scoppiata negli ultimi 3 km: vittoria con dedica, come per Vinokourov a Gap, al figlioletto. Ma la corsa più importante l'hanno messa in scena i grandi della classifica: Ullrich, giunto con Zubeldia, ha contato in 7 i secondi di vantaggio su Armstrong più i preziosissimi 12 dell'abbuono. A una manciata di secondi anche Vinokourov e l'ottimo Basso, sempre regolare in salita. Mayo ha pagato quasi 1' da Ullrich, Hamilton 1 e mezzo, oltre 2' Mancebo. La corsa al giallo, come detto, è più aperta che mai. Per un Mayo che paga, come altri scalatori (vedi Mancebo) il dopo-crono, c'è un Ullrich sorprendentemente rigenerato a cui nulla è proibito e un Vinokourov che non smette di stupire. Domani la tappa con sei colli e il Peyresourde nel finale può dire una parola fondamentale.

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Classifica di tappa Classifica generale
1) Carlos Sastre 1) Lance Armstrong
2) J. Ullrich a 1'01'' 2) J. Ullrich a 15''
3) H. Zubeldia st 3) A. Vinokourov a 1'01''
4) L. Armstrong a 1'08'' 4) H. Zubeldia a 4'14''
5) A. Vinokourov a 1'18'' 5) T. Hamilton a 4'23''
6) I. Basso st 6) I. Mayo a 5'20''
7) J. M. Mercado a 1'24'' 7) I. Basso a 6'59''
8) I. Mayo a 1'59'' 8) F. Mancebo st

Le maglie

Maglia a Pois GPM: Richard Virenque
Maglia Verde a punti: Baden Cooke
Maglia Bianca giovani: Denis Menchov

La tappa di domani

191,5 km da Saint-Girons a Loudenvielle con sei GPM. Basta questo a descrivere la durezza della tappa. Le salite sono il Col de Latrape, il Col de La Core, il Portet d'Aspet, teatro del tragico incidente di Casartelli nel '95, e il Col de Mentè nei primi 120 km. Ma a decidere presumibilmente saranno il Portillon, 8,3 km al 6,9% e soprattutto il Peyresourde, con la vetta ad 11 km dall'arrivo, posto dopo la discesa. Il Peyresourde misura 13 km e la pendenza media è del 7%. Una tappa determinante