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Cosa ha deciso il mondiale?

   
In linea con tutta la settimana anche la gara dei professionisti si è chiusa con una grande delusione. Il tanto atteso successo di Bettini non c'è stato e ora è il momento delle analisi e della ricerca degli errori, se ci sono stati.

Il Forum di Hamilton 2003

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La prima cosa da dire è sul percorso: come tante altre volte (Lisbona 2001, tanto per ricordarne una) si era partiti con l'impressione di avere a che fare con un circuito che avrebbe creato una selezione enorme. Tante salite, dislivello da tappone e quindi uno pensa che si crei una selezione naturale. A vedere poi il percorso sul campo non era difficile, soprattutto dopo aver visto le altre gare, immaginare che selezione naturale, gli atleti che si staccano dal fondo del gruppo senza che ci siano
scatti non poteva esserci. I km di salita erano in effetti tanti, ma salita veloce, pedalabile, dove fa fatica solo chi guida il gruppo e chi invece sta dietro si fa portare quasi in carrozza. Così la tattica di chiudere la corsa si è rivelata poco adatta al percorso: all'ultimo giro si sono presentati ancora un centinaio di corridori al comando con dentro naturalmente Zabel e Freire, che avevano, con le loro nazionali, speso fin li pochissimo. Non così per i nostri, impegnati in un lavoro di fatica, a ricucire qualche strappo non determinante, che non ha affaticato gli avversari. Nessun azzurro si è mai visto in fuga con l'intento di collaborare, solo Moreni è entrato in un tentativo a 8 subito stoppato. Bettini è intervenuto un paio di volte in prima persona in momenti in cui era più opportuno il lavoro di Casagrande o Di Luca, che hanno recitato un ruolo abbastanza ambiguo: il fiorentino non si è visto quasi mai, l'abruzzese poteva giocare un ruolo fondamentale, invece ha solo dato uno scossone al penultimo giro. Con tutto questo, nonostante qualche errore, la corsa si era comunque messa in maniera favorevole per Bettini, che poteva risolverla in un uno contro uno nella salita finale. Ma il confronto diretto ha mostrato un Bettini non all'altezza di Astarloa, probabilmente anche per i troppi scatti in cui si era consumato in precedenza. Bettini ha ammesso "Ha vinto il più forte" e in effetti a due km dalla fine non si può stare lì a guardarsi con gli avversari mentre uno se ne va a vincere il mondiale che hai sognato da mesi: se Bettini davvero aveva energie per andarlo a prendere doveva farlo. Purtroppo in quel gruppo, vista la qualità della nostra nazionale, sarebbe dovuto esserci un altro uomo, ma resta da vedere perchè Astarloa ne aveva di più di Bettini. Il livornese ha fatto diversi scatti inutili, ma in agosto aveva dimostrato di poter recuperare meglio tra un momento e l'altro della corsa e in volata non è stato incisivo come suo solito. Ad agosto Bettini veniva dal Tour, Astarloa adesso viene dalla Vuelta. Ad agosto Bettini era il più forte, gli spagnoli (1° e 2°) sono stati i più forti oggi. Da quando i mondiali sono stati spostati in ottobre, dopo la Vuelta (dal 1995), la Spagna, ha vinto 4 volte un titolo che in settant'anni non aveva mai vinto. Sicuramente non sono tutte coincidenze.