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Dall Forum di Hamilton 2003

L'Italia ha sbagliato qualcosa tatticamente?

12 ottobre Elite maschile in linea 260 km
Astarloa fa il Bettini
Corsa tranquilla fino a oltre metà gara, poca selezione, poi all'ultimo giro Van Petegem porta via il gruppetto buono con dentro Bettini. Ma la stoccata da grillo è di Astarloa
   
Tappa alpina, dislivello da far paura, selezione naturale, Queste erano le premesse. Invece selezione naturale non ce n'è stata e non poteva esserci viste le salite. C'è stata invece la stoccata finale da gran campione ma non è stata quella di Paolo Bettini, attesissima. E' stato invece Igor Astarloa, che a pochi giri dalla fine era pure scivolato in una curva, a piazzare il tanto atteso colpo che ti fa guadagnare 10 secondi e ti fa arrivare nel centro di Hamilton con la maglia iridata sulle spalle. Quello tanto sognato da Bettini per intenderci e auspicato, atteso snervantemente da tutti. Ma andiamo con ordine.

Classifica finale

1) Igor Astarloa SPA  
2) A. Valverde SPA a 6''
3) P.Van Petegem BEL st
4) P. Bettini ITA st
5) M. Boogerd NED st
6) B. Hamburger DAN st
7) M. Barry CAN st
8) L. Paolini ITA st
9) O. Freire SPA a 12''
10) J. Tombak EST st
La corsa è partita con tempo volto al peggio, strada viscida e ne fanno le spese Sacchi e Scirea, coinvolti in cadute che però non ne pregiudicano il mondiale. Ha dovuto invece abbandonare subito Sevilla. Le prime fasi, meglio la prima metà corsa è stata tranquilla, con in evidenza Moerenhout, Pena, Vestal, Cancellara e con una lunga trenata dell'Italia all'11° giro che non ha sortito nessun effetto. Gli azzurri sono rimasti in posizione di attesa, attenti solo a stoppare, a tirare in testa al gruppo, e non a proporre, quasi disinteressati a fare la corsa dura per mettere in crisi Zabel e Freire. Al 15° giro la corsa ha avuto un primo sussulto: si avvantaggiano in 8, con solo Moreni dei nostri, ma una trenata di Nardello e un primo colpo di Bettini, un po' avventato, hanno annullato tutto. Poi per un paio di tornate qualche azione poco decisa con il belga Van Goolen e lo svizzero Zberg, con gli olandesi tra i più vogliosi di mettersi in luce e fare selezione. Il terzultimo giro si è aperto con un incidente meccanico di Freire, riportato sotto da mezza Spagna. Sul primo strappetto la seconda accelerazione di Bettini ha allungato il gruppo senza produrre effetti concreti se non affaticare il Grillo. Intanto si era concluso il lavoro dei vari Basso, Sacchi, Scirea e anche Frigo iniziava a mostrare la corda. Al penultimo giro è uscito finalmente allo scoperto Di Luca con una buona accelerazione sul primo strappo però priva di risultati concreti. Dopo un'azione effimera dell svizzero Elmiger e del danese Hoy era Van Petegem all'ultimo giro a fare la differenza col gruppo ancora foltissimo. Il campione belga si è messo in testa sul primo strappo e ha portato via di forza un drappello formidabile con Bettini, Boogerd, Camenzind, Astarloa e Hamburger: è il momento decisivo. La Germania ha cercato di riorganizzarsi per Zabel, mentre davanti Astarloa con la scusa di aspettare Freire ha potuto risparmiare qualcosa. I sei al comando hanno proseguito con buona andatura ma il gruppo si è rifatto minaccioso all'imbocco della salitella finale. E qui Igor Astarloa ha mollato gli indugi e ha eseguito lo scatto immaginato tante volte da Bettini. Nessuno ha saputo rispondere subito allo spagnolo, mentre le avanguardie del gruppo con l'ottimo Paolini in soccorso del capitano, si riportavano sugli altri attaccanti. Ma Astarloa ha scollinato con in tasca quei fatidici , pochi secondi per affrontare gli ultimi 2 km di discesa e pianura e così, nonostante lo sforzo finale di Paolini, lo spagnolo della Saeco si è presentato a braccia alzate sul rettilineo finale. Per i nostri nemmeno la soddisfazione del podio: secondo è Valverde, per una doppietta tutta spagnola, terzo un Van Petegem sempre determinante. Bettini ha chiuso 4°, Paolini 8°, per una settimana mondiale che resta così senza neanche una medaglia. Brevi considerazioni: il percorso è stato sopravvalutato in sede di presentazione, l'Italia ha corso come se si potesse fare una selezione naturale, da quando il mondiale si disputa in ottobre (1995), cioè dopo la Vuelta Espana, gli spagnoli hanno vinto 4 volte il titolo che mai in preceenza si erano portati a casa dagli anni Venti fino ad allora. E questa sembra la considerazione più determinante sul risultato finale.