Keypointmail
e Conpermesso: clicca qui per guadagnare
semplicemente ricevendo messaggi di posta
elettronica!!!
|
 
|
|
Basso, campioncino o bluff?
| In questi ultimi
tempi pare che uno degli argomenti più gettonati
nelle discussioni tra appassionati di ciclismo
sia Ivan Basso. D'altrond eil ragazzo della Fassa
Bortolo si è presentato al mondo del
professionismo come una delle promesse più
luminose degli ultimi anni, con tanto di maglia
iridata vinta tra gli Under 23, e da due anni è
il nostro miglior portacolori al Tour de France.
Ma non si parla tanto delle sue potenzialità,
quanto del suo modo di correre, che per alcuni è
già una rinuncia alla vittoria in partenza.
Basso al Tour è sempre stato agganciato ai
migliori senza mai proporsi, anche nei momenti in
cui l'andatura glielo avrebbe consentito, in uno
scatto, in un pur timido tentativo. Stesso dicasi
per le gare in linea del mese di agosto, dove
Basso ha pur raccolto un buon 2° posto a San
Sebastian, ma sempre correndo a rimorchio, senza
mai prendere un'iniziativa. |
| Ora bisogna fare
due discorsi diversi: al Tour Basso si è ben
comportato, ha fatto un grosso passo avanti
rispetto allo scorso anno, il settimo posto
finale in classifica è un grosso risultato a 25
anni. Il Tour è una corsa durissima, quest'anno
ancora di più per il caldo, dove non bisogna
sprecare energie inutilmente. Quindi se uno fa
fatica a tenere il ritmo degli altri è inutile
arrischiarsi in tentativi da lontano che non
possono portare da nessuna parte. Al Tour dunque,
Basso ha corso nell'unico modo che gli
consentivano le sue possibilità attuali. Nelle
classiche, invece, non c'è una classifica da
salvaguardare, e correndo sugli altri Basso non
ha fatto che il gioco dei suoi avversari. A San
Sebastian ha trovato un Bettini super, a Zurigo,
invece, così come al Trittico lombardo, ha
dimostrato di mancare un po' di personalità.
Basso ormai si è appiattito nel suo
comportamento stile-Tour in tutte le corse e non
osa mai un tentativo, un allungo. In queste corse
era alla sua portata, ma non ha avuto coraggio e
sufficiente voglia di vincere, forse solo un
successo potrebbe sbloccarlo, ma è il gatto che
si morde la coda: se non osi non vinci mai, se
non vinci mai non trovi il coraggio di osare.
Emblematico è stato il diverso comportamento di
Popovich e Basso, tutti e due soprattutto
corridori da corse a tappe, alle Tre Valli
Varesine. Popovich si è presentato senza la
grandissima condizione, dopo l'ottimo Giro non ha
praticamente più corso, Basso reduce dal Tour
che solitamente lancia i suoi protagonisti nel
mese di agosto. Eppure Basso non ha mai dato
l'impressione di correre per vincere, limitandosi
per lo più a chiudere qualche buco formatosi per
gli scatti altrui, Popovich invece si è giocato
le sue carte per vincere, non per rincorrere e
non importa se è stato ripreso e la sua azione
in vista dell'arrivo non ha segnato la corsa,
perchè ha dimostrato di avere la personalità e
la mentalità giuste. E forse quello che ha perso
Basso è proprio questo, la mentalità vincente.
L'anno scorso al primo arrivo in salita del Tour
gli vedemmo fare uno scattino in vista
dell'arrivo che poi pagò e gli costò un po' di
secondi. Da allora più niente, nè al Tour, nè
soprattutto in tutte le altre corse. Possibile
che non riesca a ritrovare un po' di quel
coraggio che sicuramente ha? |
 |
|