Diecimila firme sono state apposta sotto la petizione - online (www.fiab-onlus.it/infortuni/) e
su moduli cartacei - predisposta dalla Federazione Italiana Amici della
Bicicletta - FIAB onlus, per chiedere una integrazione della legge
sull'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro: va riconosciuto
espressamente anche l'infortunio in itinere di chi va a lavorare in
bicicletta.
Attualmente tale ipotesi non è contemplata. Infatti, mentre è tutelato
l’infortunio subìto dal lavoratore assicurato, nel normale percorso dalla dimora
abituale al lavoro e ritorno - sia che avvenga a piedi sia con mezzi pubblici -
l’uso della bicicletta deve essere “necessitato”. Ciò vuol dire che spetta al
lavoratore infortunato dimostrare che lungo quel percorso non esistono mezzi
pubblici tali da coprire l’intero tragitto, oppure che gli orari non coincidono
con quelli di lavoro, pertanto ha dovuto utilizzare la bicicletta.
Il Presidente della FIAB onlus, Antonio Dalla Venezia, dichiara: "Tale
carenza del legislatore, assolutamente intollerabile, di fatto discrimina chi
usa la bicicletta, aggiunge al danno la beffa e vanifica le sempre maggiori
iniziative promosse non solo dalle associazioni dei ciclisti in collaborazione
con i mobility manager aziendali, ma anche dalle pubbliche Amministrazioni per
promuovere gli spostamenti quotidiani in bicicletta lungo i tragitti casa-scuola
e casa-lavoro. Inoltre è uno schiaffo alla sensibilità ambientale degli italiani
sempre più convinti che la bicicletta sia un mezzo di trasporto ad emissioni
zero, competitivo negli spostamenti cittadini, assolutamente economico e utile
a combattere i consumi energetici e il caro-petrolio".
Con la petizione promossa, la FIAB chiede un'integrazione dell'art. 12 del
D.Lgs. 38/23.02.2000 sull'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro. Dopo la
frase “L’assicurazione opera anche nel caso di utilizzo del mezzo di trasporto
privato, purchè necessitato” chiede che sia aggiunto: “L’uso della bicicletta è
comunque coperto da assicurazione, anche nel caso di percorsi brevi o di
possibile utilizzo del mezzo pubblico”.
Numerose le adesioni pervenute anche da Comuni e Province che con apposite
delibere di giunta o di consiglio hanno aderito alla proposta di legge della
FIAB. Ciò ha indotto la Fiab a inserire sul proprio sito dei facsimile di
proposte di delibere di giunta e consiglio a disposizione di quelle
Amministrazioni pubbliche che volessere sostenere la richiesta della Fiab. "La
crisi di Governo non ha inibito - conclude il presidente della FIAB - lo sforzo
fatto fino ad oggi per raccogliere adesioni alla petizione online. Anzi la
campagna di raccolta firme viene rilanciata. Invitiamo Comuni, Province e
Regioni a dare forza alla proposta di legge. Non appena saremo pronti chiederemo
ai parlamentari più sensibili al tema di presentare formalmente in Parlamento la
proposta a favore dei ciclisti".
Ultimo aggiornamento : 11-02-2008 22:39
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