|
La rivalità, la stima, l’amicizia
Due protagonisti della storia del ciclismo moderno si raccontano
Sarà presente Fiorenzo Magni, Presidente della Fondazione Museo del Ciclismo e amico dei due ospiti Merckx e Gimondi, che nell’occasione faranno dono al Museo di alcuni cimeli della loro carriera, risponderanno alle domande dei visitatori nell’incontro che avrà luogo al Museo del Ciclismo – Madonna del Ghisallo, presso la sala conferenze dalle ore 15,30 alle ore 17,30.
Eddy Merckx (1945) Dopo avere vinto il Campionato del Mondo tra i dilettanti, è stato professionista dal 1965 al 1978, militando in varie squadre tra cui le formazioni italiane di Faema, Faemino, Molteni. Vanta un palmares ‘impressionante’, che comprende corse su strada e gare in pista, corse in linea e gare a tappe – il palmares più imponente della storia del ciclismo, che gli è valso la fama di “invincibile” presso i colleghi, prima di diventare “il cannibale” per i giornalisti. Ha vinto tra l’altro 3 Campionati del Mondo, 5 Tour de France e 5 Giri d’Italia, oltre ad una Vuelta. Tra le classiche internazionali in linea si ricordano almeno 7 Milano-Sanremo in 11 anni, 5 Liegi-Bastogne-Liegi, 3 Parigi-Roubaix, 3 Freccia-Valone, 2 Giri di Lombardia e 2 Giri delle Fiandre, oltre a numerosissime altre corse a tappe e classiche. Vincitore di 426 corse tra cui anche molte gare a cronometro, e di una quindicina di Sei Giorni, conquistò nel 1972 anche il Record dell’Ora a Città del Messico percorrendo km. 49,431.
Felice Gimondi (1942) Dopo avere vinto da dilettante il Tour de l’Avenir, è stato professionista dal 1965 al 1978, militando nella Salvarani e nella Bianchi Campagnolo. E’ stato due volte campione italiano e campione del mondo nel 1973, oltre ad avere vinto un Tour de France, due Giri d’Italia e una Vuelta a Espagna. Tra le più importanti classiche del suo palmares si ricordano la Milano-Sanremo, la Parigi-Roubaix e due Giri di Lombardia, oltre a numerose classiche e corse a tappe del calendario italiano ed internazionale, tra cui si distinguono varie competizioni a cronometro individuale, come il G.P. delle Nazioni, il G.P. di Lugano e il G.P. di Castrocaro, e a coppie, come il Trofeo Baracchi.
I musei sono stati a lungo considerati come luoghi polverosi e riservati a poche persone, dove molti non osavano entrare temendo di non capire e di annoiarsi. Oggi però crescono le iniziative volte a coinvolgere nella vita dei musei un pubblico sempre più vasto, a partire dalla curiosità che può stimolare il desiderio di conoscenza, di riflessione e di confronto, anche grazie al moltiplicarsi di istituzioni che studiano i vari aspetti della vita quotidiana nell’età moderna con le sue imponenti trasformazioni. Tra i fenomeni che le hanno accompagnate ci sono indubbiamente la bicicletta ed il ciclismo. E che cosa può interessare agli sportivi più delle imprese, dei drammi, dei successi, delle difficoltà, dei retroscena delle corse, dei loro preparativi, che possono raccontare i campioni e coloro che li hanno seguiti e li hanno coadiuvati? Con la rassegna Storie di ciclismo il Museo del Ciclismo – Madonna del Ghisallo vuole offrire al pubblico delle occasioni per incontrare i protagonisti e i testimoni del mondo ciclistico, facendo conoscere, allo stesso tempo, il suo patrimonio di oggetti, di documenti, di fotografie, di filmati, di informazioni, che proprio questi personaggi hanno permesso di raccogliere..
Ingresso all’incontro e al museo: euro 5,00
Orari di apertura : da Martedì a Sabato dalle ore 10.00 alle ore 17.00
Domenica dalle ore 9.30 alle ore 17.30
Ultimo aggiornamento : 25-02-2008 23:48
|
|
|