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Calcio e ciclismo mai così vicini, contigui, come ieri sera a Camaiore,
nel prezioso Teatro dell’Olivo, durante la cerimonia di consegna del Premio Sport 2007. Sul palco Franco Ballerini, premiato per la sua
brillante carriera da CT, e vicino a lui due autentiche leggende del nostro
sport, Marcello Lippi e Alfredo Martini. Ne esce una serata
magnifica, dove due sport spesso discussi e quasi sempre contrapposti tirano
fuori il meglio di se stessi, perchè proprio quei personaggi sul palco ne sono
l’espressione più alta.
Serata di qualità, ricca di idee, di proposte
interessanti se non persino provocatorie, di notizie inedite. Ballerini e Lippi
si scoprono incredibilmente simili, nonostante molto diverse siano le loro vite
professionali, perchè identici sono i loro principi ispiratori. “Io stimo
Franco – spiega Lippi - e mi riconosco nel suo concetto di squadra.
Finito di correre si è scoperto tecnico, un po’ come nel calcio è accaduto con
Donadoni, il mio successore, approdato alla nazionale senza avere esperienze
importanti. Tra l’altro secondo me Donadoni somiglia a Ballerini, è intelligente
e preparato, ha saputo creare un ottimo rapporto con i giocatori. Quindi ho
buoni motivi per pensare che Donadoni riuscirà a vincere molto come ha fatto
Ballerini”.
Dal canto suo il CT del ciclismo, giovane ma pluridecorato (3
mondiali e un’Olimpiade) non è per niente appagato, si documenta e legge (anche
i libri di Lippi, si è scoperto), ha sempre voglia di migliorare, verso nuove
sfide che affronterà rimanendo fedele alla propria filosofia nel selezionare i
corridori, che sintetizza in una frase molto efficace: “Io pesco nel gruppo,
non nell’ordine d’arrivo”.
Talmente vicini sono calcio e ciclismo da
abbattere persino il distinguo storico tra sport individuale e sport di squadra.
Lippi lancia al ciclismo una proposta provocatoria. “Sul palco del mondiale,
insieme al vincitore, deve andarci la sua squadra”. Ballerini condivide e
rilancia: “Il ciclismo deve sganciarsi dalla retorica e dai retaggi, pur
senza tradire la sua tradizione: rimane uno sport individuale dove però si vince
con la squadra”.
Chi l’ha detto che calcio e ciclismo sono lontani, o
addirittura rivali? La fusione, in questa magica serata versiliese, riesce
perfettamente, ed anche Lippi dimostra di trovarsi totalmente a suo agio, fino a
lanciare gustose anticipazioni per i cronisti: “Sto lavorando in TV per
documentarmi sul calcio internazionale. Mi sono preso una pausa salutare ma
sento che è ora di ripartire, che ho voglia di ricominciare. Per cui, escludendo
che io vada ad allenare una squadra a metà campionato, è deciso che la prossima
stagione si ricomincia: tra marzo ed aprile decido. Italia o estero, fa lo
stesso: andrò comunque in un club importante, dove ci sia un progetto e dove
magari possa trovare qualche amico...” Chi indovina è bravo.
Ballerini
intanto intasca il prestigioso Premio Sport (con oltre quaranta anni di storia
ed un albo d’oro da leggenda) e guarda avanti, l’azzurro è il suo oggi e il suo
domani: “Nel 2008 ho il mondiale in Italia e le Olimpiadi di Pechino: c’è
poco da scherzare”. Le grandi sfide azzurre hanno sempre un gran fascino, lo
dice anche Lippi che pure ha detto basta con la Nazionale: “Ho avuto la
fortuna di vincere tutto nei club, ma niente a che vedere con l’emozione che ho
provato vincendo il mondiale nella notte di Berlino”. Si vede che è sincero:
siamo proprio un paese di grandi CT.
Ultimo aggiornamento : 06-12-2007 23:07
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