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«Mille volte sì ad una lotta al doping forte e responsabile, mille volte no
ad ogni violazione dei diritti che spettano ai corridori come a ciascun essere
umano»: termina così il messaggio letto questa mattina da Filippo Pozzato,
vice-presidente dell'Assocorridori italiana, prima della partenza della sesta
tappa della Tirreno-Adriatico. Gli atleti hanno dimostrato in modo composto ma
determinato contro gli eccessi dell'antidoping. Lo hanno fatto per solidarietà
con il collega Kevin Van Impe, il corridore belga costretto nella propria
abitazione ad un test antidoping a sorpresa nonostante stesse per prendere
parte ai funerali del figlio, nato prematuro e morto poche ore dopo aver visto
la luce.
Così come avvenuto ieri alla partenza dell'ultima tappa della
Parigi-Nizza, stamane i partecipanti alla Tirreno-Adriatico hanno ritardato il
via di cinque minuti in segno di solidarietà e di protesta. Il pensiero dei
corridori è stato rappresentato da Pippo Pozzato. Ecco il testo letto dal
corridore italiano a nome di tutto il gruppo: «I corridori ciclisti sono da
tempo in prima linea nella lotta al doping: abbiamo collaborato, e lo facciamo
oggi più che mai, ad ogni azione volta a combattere la piaga del doping nello
sport. Questo nostro spirito di collaborazione, però, non deve portare ad
aberrazioni come quella di cui è stato vittima un nostro collega, la cui privacy
è stata violentata da alcuni commissari antidoping a poche ore dalla morte del
figlio. Al nostro collega ferito giunga la solidarietà di tutti i corridori,
alle autorità competenti un messaggio forte e chiaro: diciamo mille volte "sì"
ad una lotta al doping forte e responsabile. Ma diciamo oggi, e ripeteremo con
forza ancora maggiore in futuro, mille volte "no" ad ogni violazione dei diritti
che ci spettano, come spettano a ciascun essere umano».
Ultimo aggiornamento : 17-03-2008 22:08
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