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“Ho letto sul sito grandeciclismo.net che il Sig.
Bertagnolli ha risposto ad un mio ipotetico comunicato stampa – peraltro inesistente
– che avrei rilasciato subito dopo la sua vittoria nel G.P. città di Camaiore
di giovedì scorso. Ebbene, mi aspettavo un suo commento, in quanto subito dopo
l’arrivo, ho liberamente dichiarato all’emittente televisiva NOI TV (che
riprendeva la competizione versiliese) di essere deluso della sua vittoria perché
sulle sue prestazioni nutro delle perplessità (soprattutto dopo gli eventi
della scorsa stagione). Tuttavia, dopo la sua pronta e legittima replica in
diretta tv (non mi importa niente se Fanini non è contento del mio successo –
aveva esclamato al cronista), mi aspettavo che tutto fosse concluso. E’
necessario precisare che l’atleta della Liquigas è stato male informato,
infatti in questi ultimi giorni non ho rilasciato alcun comunicato stampa che
coinvolgesse o intendesse accusare direttamente la sua persona. Mi sono semplicemente
permesso di dare un sacrosanto parere ad una emittente televisiva che mi ha
fatto una domanda. Evidentemente Bertagnolli faceva riferimento a quanto
pubblicato sul settimanale Oggi o sul quotidiano Libero che mi hanno
intervistato dopo gli scandali doping dell’ultimo Tour de France.
Non mi nascondo di certo e ribadisco
nuovamente - come peraltro ho fatto in
quelle interviste – che la scorsa stagione alcuni atleti, tra cui Bertagnolli,
si allenavano in incognito nei pressi di Saint Moritz, proprio dove abita il
famigerato e discusso ‘stregone’ del doping Michele Ferrari.
Forse Bertagnolli faceva riferimento a questo: a
fatti di un anno fa. Allora, non era necessaria una smentita su dove si
trovasse quest’anno prima della corsa di Camaiore, ne tanto meno una
precisazione sui luoghi in cui ha svolto la sua ‘preparazione’.
Forse Bertagnolli ha la coda di paglia. Perché invece
di perdersi in inutili dibattiti non smentisce le mie dichiarazioni di un anno
fa? Semplicemente perché dichiarerebbe il falso e questo lui, come tutti gli
altri atleti che ne vennero coinvolti (e di cui non ho paura a rifare i nomi:
Bertolini, Gasoparotto e Moser), lo sanno bene. Poi, dove sia stato o non sia
stato quest’anno Bertagnolli ad allenarsi – se così si può dire - non è certo affar
mio. Se poi, tiene comunque a puntualizzare i suoi spostamenti, per me non ci
sono problemi. Io ribadisco soltanto di aver fatto riferimento ad eventi
alquanto sospetti accaduti proprio un anno fa e su cui non si è mai fatta
chiarezza.
Aggiungo inoltre che nemmeno io ho il piacere di
conoscere personalmente l’atleta in questione e visto che ritiene di essere
stato da me infamato gratuitamente, sono a disposizione in qualunque momento ad
incontrarlo personalmente, per metterlo di fronte a prove in mio possesso ormai
da un anno (che purtroppo per il ciclismo) confermano la veridicità delle mie
accuse. In tutti questi mesi mi sono sempre detto disponibile a parlare sia con
le autorità competenti, sia con il manager del suo team per dimostrare la
fondatezza delle mie parole, tuttavia a parte finte querele che ancora sto
aspettando, ed alcuni ignobili tentativi di boicottaggio al mio team da parte
di certe formazioni direttamente coinvolte dalle mie dichiarazioni, mai nessuno
si è fatto vivo.
Né per smentire ciò che è stato denunciato a
mezzo stampa, né per andare in fondo a quanto accaduto in quel di Saint Moriz.
Io comunque, anche ad un anno di distanza, resto ancora disponibile per
qualsiasi chiarimento con chiunque.
Chi vuole smentire quei fatti non ha che
dimostrare il contrario.
Tuttavia nessuno, per primo Bertagnolli, sembra
volerlo fare e chissà come mai…..!
Che poi oggi un ciclista abbia non uno ma
addirittura diversi avvocati (come da lui dichiarato) che tutelino la sua
immagine mi sembra ancor più incredibile. Che se ne fa degli avvocati un atleta
che non ha niente da nascondere? Voglio infine replicare a questo corridore –
che un anno fa alla gazzetta dello sport dichiarò che le mie parole erano
paragonabili a spazzatura – di connettere la testa e pensare bene prima di
criticare il sottoscritto perché ad oggi la realtà dimostra che quando ho
dichiaro qualcosa sul doping, dopo i fatti mi danno sempre, e sottolineo sempre,
ragione (vedi anche un certo Sella, trovato positivo 24 ore dopo le mie pubbliche
accuse sul quotidiano Libero). Forse il Sig. Bertagnolli ha paura che possa
accadere qualcosa di simile anche a lui? Inoltre io non parlo soltanto per il
piacere di finire sui giornali come da lui dichiarato, ne per danneggiare il
ciclismo. Il ciclismo lo danneggiano i corridori come lui che di questi tempi
si permettono di travestirsi da dark man con tanto di bicicletta in incognito
per prepararsi con certi medici che si sa fanno del doping il loro cavallo di
battaglia. Io invece non ho bisogno di parlare per soddisfazione personale come
crede questo ragazzo, le mie soddisfazioni fortunatamente sono ben altre.
Io parlo soltanto per il bene del ciclismo,
perché certi atleti e medici che continuano a rovinare questo sport, vengano
smascherati dal primo all’ultimo e se possibile addirittura radiati da questo
mondo che amo profondamente e di cui faccio parte da molto tempo prima che
Bertagnolli nascesse. Le mie dichiarazioni - purtroppo per molti –non sono mai
infondate e se parlo è per salvare questo ciclismo malato e soprattutto la
salute degli atleti. Chi veramente ama questo sport lo sa e mi sostiene.
Detto questo, invito Bertagnolli ad andare pure avanti
legalmente se ritiene opportuno, non avrò certo paura o problemi a difendermi”.
Ivano
Fanini.
Ultimo aggiornamento : 11-08-2008 14:09
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