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Eros Capecchi, uno dei simboli della linea verde intrapresa
con coraggio dalla SAUNIER DUVAL-SCOTT 2008, ha inaugurato ieri, domenica 8 giugno, il suo palmares nel ciclismo professionistico. Il ciclista italiano - 21 anni, il
corridore più giovane del vivaio giallo - ha conquistato il trionfo finale
nell'Euskal Bizikleta dopo il successo nell'ultima tappa, la più impegnativa,
tra le località di Eibar ed Arrate su 140 chilometri di percorso. Capecchi ha
tagliato il traguardo in solitaria dopo avere raggiunto nella discesa finale
Igor Antón (Eskaltel), che era andato in fuga nella parte finale dell'ascesa
dell'Usartza.
Nella foto la vittoria di Capecchi
Quando mancavano 500 metri dalla cima, il giovane della SAUNIER
DUVAL-SCOTT ha abbandonato i compagni di fuga (con loro c'era anche Caruso),
andando a firmare un incredibile successo, che gli valeva anche il trionfo nella
generale e la maglia della Regolarità e del Gran Premio della Montaña. Antón e
Colombaie (Contentpolis) completavano il podio finale della corsa.Capecchi inaugura in questo modo il suo albo
d'oro professionale nella sua terza stagione da professionista, malgrado gli
appena 21 anni d'età (compirà i 22 anni fra qualche giorno). Eros è uno delle
grandi promesse del ciclismo italiano dopo una brillante carriera da Júnior -
campione italiano e 4º nel Mondiale - che lo ha portato ad imitare i suoi
compagni di generazione - Pozzato ed Agnoli - passando direttamente - con un
anno di anticipo - tra i professionisti sotto le insegne della Liquigas. Nel
2008, Capecchi cercava una squadra che si fidasse di più delle sue potenzialità
e, alla fine,, è approdato alla SAUNIER DUVAL-SCOTT, che ha scommesso (vincendo)
sulle sue grandi qualità di sicura promessa del ciclismo internazionale.
Eros Capecchi: ”Sono contento, è
stato una vittoria incredibile. Sapevo di stare bene, ma Igor Antón ha attaccato
con molta forza quando mancavano appena due chilometri dalla cima. Il mio
direttore Matxin mi ha diretto molto bene dall'automobile e mi ha
detto di rimanere tranquillo perchè rimaneva ancora molta salita. La ruota di
Caruso mi è stata di grande aiuto. A 500 metri dallo scollinamento, ho rotto gli
indugi e mi sono lanciato a tutta verso la discesa, distanziando Antón. Benché
fosse ormai cotto, sapevo che quello era il momento per vincere la corsa. Voglio
ringraziare per tutto l'aiuto che mi ha dato la squadra, sono stati tutti
eccezionali. Quando passai dalla Liquigas alla Saunier Duval-Scott cercavo
qualcuno che credesse in me. E sono contento di questa squadra, perché
l'ambiente è eccellente e credo che col trionfo di oggi abbia ripagato la
fiducia che hanno riposto in me. A loro dedico questo successo, oltre alla mia
famiglia, i miei genitori, mia sorella, la mia fidanzata e, soprattutto, un
ricordo molto speciale per mio nonno, morto tre anni fa e che è stato
decisivo per la mia carriera da corridore.”.
Ultimo aggiornamento : 09-06-2008 13:19
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