Ho appreso con grande stupore che
Ivano Fanini nella giornata di ieri ha emesso un comunicato stampa che mi
riguarda direttamente, in merito al quale mi vedo costretto a precisare quanto
segue.
Innanzitutto smentisco
categoricamente di essermi allenato a St. Mortiz con il dr. Ferrari e preciso
che, come peraltro già comunicato nel corso della conferenza stampa svoltasi
ieri pomeriggio dopo la mia vittoria al Gran Premio di Camaiore, ho svolto un
periodo di preparazione in altura nel corso del quale ho soggiornato sullo
Stelvio, sul Passo Pordoi e sull’Eira.
La mia decisione di allenarmi in
altura è stata dettata esclusivamente dalle condizioni climatiche: a Russi,
infatti, come il Fanini dovrebbe ben sapere, la temperatura di queste ultime
settimane non mi avrebbe consentito di allenarmi per più di un paio d’ore al
giorno.
Al proposito sia l’U.C.I. che il
C.O.N.I. che
la
F.C.I. conoscono i miei spostamenti delle ultime settimane dal
momento che, in base ai Regolamenti vigenti, ho comunicato puntualmente agli
organi preposti - attraverso i sistemi
ADAMS e RTP - tutti i miei movimenti, nessuno escluso.
Anche il mio Team è a perfetta
conoscenza dell’attività da me svolta nelle ultime settimane, nonché dei miei
spostamenti.
Le dichiarazioni del Fanini - che
tra l’altro non ho mai avuto il piacere di conoscere personalmente -
rappresentano, pertanto, gravi accuse infamanti e del tutto destituite di
fondamento.
Ho già incaricato i miei legali
affinché mi tutelino nelle sedi che riterranno più
opportune.
Mi dispiace dover constatare che,
in un momento così difficile non solo per il ciclismo ma per lo Sport in
generale, certe persone, pur di leggere il proprio nome sui giornali, lancino
accuse tanto diffamatorie ed infamanti quanto infondate come quelle contenute
nelle parole del Fanini, danneggiando gravemente l’immagine e la reputazione
degli atleti nonché la credibilità del ciclismo.
Leonardo
Bertagnolli
Ultimo aggiornamento : 08-08-2008 18:46
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